COLONIALISMI ALLA MICRON ET AL

COLONIALISMI ALLA MICRON ET AL

micron-colonialismo

 

di Claudio KHALED SER

 

Ceuta e Melilla sono territorio spagnolo in Africa.
Voi vi chiederete come mai un pezzo di Europa sta, contro ogni logica, in territorio straniero.
Ce lo chiediamo tutti senza mai trovare una risposta intelligente.

Quest’isoletta felice a pochi km da Tangeri, cuore del Marocco, é stata da sempre presa d’assalto dai marocchini che la ritengono la via più breve per entrare nel Vecchio Continente.
Madrid ha ottenuto dall’Europa poco più di 30 milioni di euro per costruire due muraglie sorvegliate elettronicamente e presidiate con armamento pesante, mitragliatrici con puntatore laser comprese.

RISULTATO: OLTRE 6.000 morti
Seimila PERSONE uccise sul filo spinato,
Seimila UOMINI assassinati dal piombo spagnolo.
Adesso Parigi ci dice che NOI siamo “vomitevoli” (testuale, ndr) e Madrid che NOI siamo rozzi ed incivili, che NOI siamo senza cuore (in buona sostanza, ndr).

Non perdo nemmeno altro tempo per raccontarvi le centinaia di carrette del mare speronate e fatte affondare nelle acque di Gibilterra e nemmeno sto a dirvi le centinaia di persone fatte annegare lungo le ricche coste delle Baleari o le tossicodipendenti spiagge di Ibiza.
Non ne vale la pena.
Ma da voi popolino di toreri e tortillas, non accetto una parola sulla Solidarietà & Accoglienza.

Quello li, si insomma quello che vive all’Eliseo crede che basti il cognome, Macron, per essere macroscopico ed imporre tutta la sua figura sulle scene.
Invece é piccolo, oserei dire Micron.
Vorrei ricordare al micro-presidente la sua politica sull’immigrazione celebrata anche recentemente sulle alture di Ventimiglia.
Ma non solo.

Caro Micron, le faccio un paio di domandine semplici.
Quale bandiera, fiera ed orgogliosa sventola su:

Fortini della Legione Straniera, accozzaglia di delinquenti e criminali, assunta e stipendiata per combattere il Popolo, in Marocco, Algeria, Saharawi?
Quali colori s’agitano nelle foreste del Niger, protette dalle mitragliatrici e dai bazooka?
Quali stendardi stanno al vento in Nigeria, in Togo, in Benin, in Ruanda, in Angola, in Tchad?
A chi appartengono i Mirage e gli elicotteri SA 231 che a volo radente bombardano e sterminano i Tuareg in Camerun?

Potrei continuare presidente Micron, ma dubito che lei sappia o voglia rispondere. a queste.
S’immagini alle altre 769 domandine che potrei rivolgerle.

Siete tra le più oppressive, criminali, antidemocratiche Nazioni del Mondo. Siete colonialisti e venditori di schiavi.

NOI dovremmo prendere lezioni da Voi?
NOI, Italiani, dovremmo parlare di Diritti Umani con gente come voi?

Ma mi faccia il piacere mi faccia….

LA PACCHIA CHE DEVE FINIRE È QUESTA!

LA PACCHIA CHE DEVE FINIRE È QUESTA!

pacchia-migranti

 

del Coordinamento Nazionale del Movimento Essere Sinistra – MovES

 

La pacchia per gli emigranti finirà con questo governo, ha dichiarato il Ministro dell’Interno del nuovo governo gialloverde, Matteo Salvini. Un inizio che, come si prevedeva, non promette nulla di buono: solo altra polvere sotto al tappeto a difesa del sistema, mascherata da proclami a dir poco vergognosi.

Dinnanzi a simili agghiaccianti dichiarazioni del Ministro e al feroce assassinio di Soumayla Sacko, cui qualcuno ha sparato come si sparerebbe nè più nè meno che ad un animale predatore che tenta di rubare una pecora, ci siamo ricordati del video di una quindicina di minuti che trovate più in basso, pubblicato da Fanpage.

Un’inchiesta video di denuncia sul business dei migranti che ha girato un po’ sui social due mesi fa e poi più nulla.
Oggi, cercandolo in rete, ci siamo però imbattuti nel video completo.
Ebbene, quello che mostra l’intero documento d’inchiesta di Fanpage, è molto di più di quanto si era visto ad aprile poichè il video che avevamo visionato allora, già evidenziava l’orrore, ma quello completo è semplicemente sconvolgente e agghiacciante per quello che denuncia.
E la domanda sul perchè non sia stato fatto circolare sui social nella versione integrale, ce la siamo fatta eccome e la risposta la capirete vedendolo.

In pratica, tale Stefano Fuso, imprenditore veneto e non solo imprenditore vista la sua storia personale e gli appoggi che dichiara, fa un excursus completo su come il traffico di esseri umani sia una miniera d’oro con una totale e assoluta indifferenza per le persone ammassate, come merci a perdere, nelle varie strutture che costui gestisce su appalto dello Stato.

“Usiamo immobili che non hanno più valore, ci buttiamo dentro i profughi, li lasci che si comportino come vogliono…Aumenti l’utile eliminando i servizi e sai che 5, 6 euro al giorno a profugo li facciamo. Su mille profughi sappiamo che facciamo 600 mila euro di utili e un giro d’affari da milioni senza esserci rotti i coglioni”

Davanti alle cifre e al modo con cui si fanno montagne di soldi, appare chiaro che non sia tanto perchè gli emigranti diventano quello che in molti definiscono esercito industriale di riserva, attingendo ad una teoria di Marx, anzi, viene da dire che sia l’aspetto marginale del fenomeno…

Il volume di affari e la facilitazione complice con cui si realizza, basta a spiegare la ragione per cui NON esista volontà politica di GESTIRE i movimenti migratori. Altro che pacchia degli emigranti!

E già, ascoltandolo, sconcerta come questo imprenditore parla di loro: come fossero solo ed esclusivamente merce di nessun valore, come esseri inferiori, dunque, ridotti al rango di carne umana da soldi. Il tutto, naturalmente senza battere ciglio sull’aspetto umano della vicenda, Indifferenza assoluta, totale assoluta assenza di empatia. Lui sfrutta e basta. Lui fa soldi, tanti, con la loro disperazione, il loro bisogno di speranza che li spinge al di là del mare. Descrive ampiamente e orgogliosamente con un cinismo ributtante i meccanismi per cui riesce ad ottenere di fare MILIONI DI EURO ogni anno sulla loro pelle.

“Sul business dell’immigrazione, io incasso 12 milioni”
“Più profughi metti, più è la massa di guadagno”

Ma è proprio su questo passaggio che la nostra attenzione si focalizza e facciamo letteralmente un salto sulla sedia: le implicazioni delle Istituzioni nel meccanismo di assegnazione; quello di copertura da eventuali controlli; l’interesse delle banche (!) nell’anticipo dei soldi senza nemmeno battere ciglio in quanto soldi sicuri, a pioggia dallo Stato, il ruolo della UE, la connivenza delle Prefetture e, infine, la lunga mano della massoneria.

“Con i migranti la rendita è garantita, un giro d’affari impressionate e senza rischi perché si chiedono i finanziamenti alle banche che i soldi li danno, non hanno problemi a sostenerti perchè sanno che lo Stato pagherà”

Annichilisce e sconvolge capire che l’intreccio fra tutti i poteri dello Stato e i poteri occulti, come la P2 di Gelli, di Flavio Carboni, di Verdini e chissà quanti altri, sia continuamente in piena attività per fare soldi e per definire i rapporti di forza tra i diversi livelli delle cariche dello Stato e dei suoi rappresentanti nelle Istituzioni. Di come e quanto sia complice parte dello Stato in questi traffici e in questi intrecci che, seguendo quanto spiega lo stesso Fuso nel video, appaiono come eversivi rispetto all’ordinamento democratico del nostro Paese. Di fatto sono uno Stato nello Stato ancora oggi, a quanto si evince, e i soli a vigilare su questi sedicenti centri di accoglienza, pare siano i singoli cittadini che si attrezzano, documentano e vanno a denunciare.

“Devi avere un prefetto a favore che te li mette dentro e che fa di tutto perché tu possa vincere”
“Devi mettere dentro un amministratore che conosce perfettamente la situazione e al quale dici: “tu prendi i tuoi soldi, se succede qualcosa sai che sarai difeso”. Gli garantisci soldi, avvocato e copertura per la famiglia. Male che vada patteggia, patteggia e va fuori. I conti comunque li gestiamo noi, lui fa solo le firme”.
Ancora più ripugnante è rendersi conto che, questo imprenditore veneto, è partito dallo smembrare un’azienda di riciclo rifiuti per arrivare ad arricchirsi spaventosamente su qualcosa che lui stesso tratta al pari dei rifiuti da smaltire: EMIGRANTI, ESSERI UMANI, quelli per i quali il Ministro Salvini ha dichiarato che col suo governo sarà finita la pacchia.

A ben vedere (ma non era certo una novità) la pacchia è di chi, sulla pelle della disperazione di povera gente, incassa decine di milioni di euro trattandoli anche meno dell’essere bestie da macello e, nel mentre, sovverte l’ordine democratico.

Ebbene, a fronte di tanto orrore e delle ricadute politiche e sociali di simili fatti, riteniamo che una sinistra all’altezza della sua storia e del suo nome, DEBBA farsi carico del problema gravissimo dello sfruttamento dei movimenti e dei flussi migratori.
È assolutamente inaccettabile che esseri umani che scappano da guerre, fame e miseria terribili, finiscano prede di mercanti di morte come questi imprenditori.
E chiamarli così, non è eccessivo.

Chi vive la condizione di emigrante o profugo, nel momento in cui entra in questa spirale, va incontro ad una morte da vivente.
Mai più rispetto come essere umano in quanto tale, mai più dignità dell’esistenza!
Solo abusi e violenze di ogni genere e forma, reiterati e con la complicità delle Istituzioni.
Riscaldamento tenuto al minimo pur trovandosi nel nord Italia, acqua volutamente non depurata, cibo quasi in scadenza, condizioni igienico-sanitarie spaventose e le donne…le donne USATE per “farli sfogare“, come dice un rappresentante delle Istituzioni al nostro che voleva che venissero trasferite, perchè lamentava che si prostituissero anche solo per 5 euro.

Una sinistra davvero anticapitalista e antiliberista che voglia difendere le fasce più deboli e gli ultimi, che voglia liberare gli sfruttati, NON PUÒ TOLLERARE UN SIMILE ABOMINIO!

I traffici vanno stroncati, ma occorre la volontà politica di gestione dei movimenti migratori che vada verso la dignità di ogni essere umano, chiunque esso sia, e non contro di esso!
Passare ad una gestione seria, capillare e immediata del fenomeno si può, anzi, si DEVE.
E non significa certo limitarsi ai respingimenti che peraltro non avverranno mai, data la loro entità.
In più, simili condizioni di vita rischiano di innescare un conflitto sociale esteso e davvero pericoloso, ancora e sempre di poveri tra poveri.

C’è una precisa volontà politica di innesco, di un simile conflitto e lo si percepisce chiaramente poichè, i vantaggi che ne deriverebbero per il sistema, sarebbero enormi: da quello più semplice del depistare l’attenzione degli italiani dai veri nemici che li stanno aggredendo economicamente all’arrivare a reprimere violentemente e instaurare norme che un governo come questo, molto verosimilmente, non esiterebbe a promuovere.

Inoltre, il neoliberismo ha bisogno di creare il caos per poter infiltrare a fondo i sistemi democratici e il nuovo  governo potrebbe avere tutte le carte in regola per diventare il guardiano migliore di questo caos in favore del sistema. Nel contempo otterrebbe di spingere ancora di più sul pedale della voglia di securitarismo da parte di una larga fascia di popolazione, con quello che ciò significherebbe.

Le migrazioni sono un fenomeno che nella storia dell’umanità non si arresterà MAI e dichiarare di volerli controllare mettendo la polvere sotto al tappeto come dicevamo all’inizio, è solo demagogia.
Ma neanche come ha fatto finora il PD che ha voluto che si generasse un sistema di sfruttamento che facesse massimo profitto sulla pelle di una marea di povera gente attraverso una totale scellerata – per i suoi effetti – immigrazione totalmente incontrollata, in considerazione alla sua entità.
Una marea che adesso mandiamo a farsi torturare e a morire nei lager libici dove avvengono le peggiori atrocità; che viene lasciata barbaramente morire in mare…il nostro meraviglioso mare Mediterraneo, un tempo culla di civiltà oggi immane fossa comune di uno sconfinato cimitero a cielo aperto.

Una politica seria ed efficace sugli immigrati significa interventi concretamente mirati che prevedano anche che l’Unione Europea non faccia finta di nulla per anni di quanto avviene e si svegli all’improvviso con dichiarazioni che suonano come una totale presa in giro – al pari di ciò che ha fatto la cancelliera Merkel in questi giorni – perchè il governo tedesco ha bisogno di una sponda in Italia contro l’aggressione di Trump.

Ma quello che non smette di sconfortarci è che si evidenzia sempre più come e quanto gli emigranti vengano USATI nel più aberrante dei sistemi, da CHIUNQUE ne abbia la convenienza economica o politica e che lo Stato è vergognosamente parte attiva in questo meccanismo.
Una sinistra degna del suo nome, deve agire al più presto, rompendo ogni tabù e facendosi anche carico del disagio sociale che l’attuale sistema di gestione genera, specialmente in un momento in cui la miseria continua ad aumentare nel nostro paese.

Non vogliamo più morti in mare.
Non vogliamo più avere le mani sporche del sangue delle atrocità che genera il decreto Minniti.
Non vogliamo essere un Paese DISUMANO che non sa più cosa sia la solidarietà.
Ma non dobbiamo permettere MAI più a forze di destra di gestire il fenomeno migratorio perchè lo farà solo reprimendo quindi sfruttando ancora gli emigranti per ottenere consenso politico, generando così altre morti, altra disperazione e una vastità incommensurabile di sofferenza.

La sinistra che perde il solidarismo, non è più sinistra, ma non deve nemmeno più permettere che ad occupare il suo campo anche in questo ambito continui ad esserci solo la destra, la quale ha anche la vergognosa arroganza di dire che per gli emigranti la pacchia è finita!
La sinistra comunista e socialista, nell’accezione più alta di questi due termini, deve assumersi il compito di esigere che la pacchia che deve finire, sia quella di chi usa esseri umani come fossero rifiuti da smaltire o che, per convenienze e interessi politici, li utilizzi all’occorrenza come merce di scambio e di conflitto sullo scenario delle politiche criminali della UE!

 

 

ACQUA PUBBLICA E CONTRATTO DI GOVERNO

ACQUA PUBBLICA E CONTRATTO DI GOVERNO

acqua-pubblica

 

 

di Dario BIANZANI – Coordinatore Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

 

Contratto di Governo: non serve avere superpoteri per rispettare la volontà popolare e la Costituzione.
I precedenti governi ci hanno tradito fino a ignorare il risultato di un referendum popolare, adesso vedremo cosa accadrà con il nuovo esecutivo Lega-M5s anche su temi essenziali che finora sono stati fatti scivolare via proprio come lo stesso argomento di cui ci apprestiamo a parlare: l’acqua.

Dobbiamo comunque ribadirlo: il Governo che nascerà non sarà mai il nostro Governo perchè l’ispirazione di questo Governo sarà di destra e su molti punti non potremo mai concordare con forze sicuramente reazionarie come la Lega.

Però, leggendo il Contratto di Governo troviamo degli elementi di buon senso che ci confermano, esattamente come più o meno in tanti ormai sanno, che chi ci ha governato finora abbia governato solo nell’interesse delle elité europee, delle multinazionali e di pochi altri potentati mondiali.

Basta per esempio leggere di cosa parla il punto 2 del Contratto.
ACQUA PUBBLICA, argomento che passa costantemente sotto silenzio.
La gestione dell’acqua, materia su cui si è tenuto un referendum popolare da cui è uscito un voto pressochè plebiscitario che imponeva il mantenimento dell’acqua a gestione pubblica, referendum che tutti i Governi che si sono succeduti hanno disatteso continuando nella privatizzazione dei servizi.

Un bene ESSENZIALE COME L’ACQUA, non può, non deve essere in mano ai privati che ci fanno profitto a livelli inimmaginabili e che, secondo le logiche del profitto, tende a dare meno garanzie possibili sulla qualità dell’acqua che beviamo, con cui irroriamo le colture di cui poi ci NUTRIAMO, che utilizziamo per VIVERE!

Al solito, il punto 2 del Contratto di Governo dimostra che se si vuole, si può parlarne e soprattutto FARE quello che è giusto e ci AUGURIAMO che questo punto sull’acqua pubblica non resti solo un enunciato.
Perciò, se esiste la volontà politica si può fare di meglio sicuramente, molto di meglio.

 

Ecco qui di seguito il punto 2:


2. ACQUA PUBBLICA

È necessario investire sul servizio idrico integrato di natura pubblica applicando la volontà popolare espressa nel referendum del 2011, con particolare riferimento alla ristrutturazione della rete idrica, garantendo la qualità dell’acqua, le esigenze e la salute di ogni cittadino, anche attraverso la costituzione di società di servizi a livello locale per la gestione
pubblica dell’acqua.
La più grande opera utile è restituire ai cittadini una rete di infrastrutture idriche degne di questo nome. È necessario dunque rinnovare la rete idrica dove serve, bonificare le tubazioni dalla presenza di amianto e piombo, portare le perdite al minimo in modo da garantire acqua pulita e di qualità in tutti i comuni italiani.

 

 

 

EMERGENZA CASA, TRA INGIUSTIZIA E ABUSO

EMERGENZA CASA, TRA INGIUSTIZIA E ABUSO

casa-abitare

 

di Massimiliano DE ANGELIS – Coordinatore Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

Il diritto all’abitare, all’avere una casa è un bisogno primario e quindi un diritto dell’essere umano che gli deve consentire di vivere dignitosamente.
Diritto che è sancito e tutelato dalla nostra Costituzione.

I vari governi che si sono succeduti negli anni nel nostro paese se ne sono fatti beffe. Da un lato, non è più esistita rappresentanza politica che avesse capacità rivendicativa sulla questione della casa, al punto che gli italiani stessi si sono rassegnati allo status quo generato dal vuoto politico e, dall’altro lato, se si valuta quanto avviene nel locale, i politici sui territori ne hanno fatto voto di scambio.

Il tema dell’emergenza abitativa ha raggiunto ormai – soprattutto nelle grandi città – e lo vediamo dai periodici fatti di cronaca, livelli di guardia dei quali non è più possibile nprescindere.

La grave crisi economica che attanaglia centinaia di migliaia di famiglie che non riescono più a pagare affitti o mutui, per aver perso l’occupazione o per essere finite nella totale precarietà, rende non più rinviabile il reperire soluzioni per l’emergenza alloggi.

La totale assenza di una politica pubblica sulla casa, in questi ultimi decenni ha contribuito a rendere ancora più grave quella che era già un’emergenza e ha inasprito e scatenato ulteriormente, la “guerra tra poveri“ o bisognosi.
Questa guerra da un lato viene cavalcata propagandisticamente da forze politiche della destra neofascista e dall’altro dai poteri istituzionali perché da essa traggono vantaggio (voti) mettendo in atto la propria politica del dividi et impera in modo tale che il cittadino sia indebolito e quindi ancor più ricattabile

Il patrimonio abitativo pubblico, di per sè già insufficiente, è stato lasciato all’incuria e all’abbandono degli enti gestori per un mero calcolo di profitto, effetto della gestione del pubblico al pari di quello privato, avendo come alleato/referente il sistema bancario.

Altrettanto il mercato immobiliare, legato alla gestione manageriale del pubblico, ha imposto prezzi esorbitanti gravando per decenni le famiglie più disagiate al pensiero incombente di onorare i propri impegni, legandole a doppio filo al sistema debitorio, rendendole quindi ricattabili.

Eppure in Italia sono accatastati quasi 200 milioni di vani vuoti (3,3 a testa), che si potrebbero destinare a chi non ha più un alloggio per morosità incolpevole. Quantomeno si potrebbero prendere provvedimenti urgenti e mirati, affinchè chi tiene una casa sfitta abbia interesse, invece, a locarla. Senza contare tutto il non “registrato” imputabile ai soliti furbetti che non hanno la benchè minima intenzione di pagare le dovute tasse relative.

La spregiudicata (se non addirittura mancata) gestione del settore immobiliare pubblico ha prodotto danni gravissimi prima di tutto agli aventi diritto alla casa popolare che sono da anni nelle relative liste di attesa, per l’immobilismo colpevole delle amministrazioni le quali, nel loro clientelare doppiogiochismo, attuato sulle spalle della povera gente, fanno anche da spalla al sistema bancario.

Non solo. Anche chi una casa ce l’ha ma paga mutui o spese straordinarie infernali, oppure si vede abbandonato nella manutenzione sia ordinaria sia straordinaria o si vede recapitare assurde richieste di migliaia di euro di arretrati spesso non documentabili. Insomma, la situazione è a dir poco tragica.

Non parliamo, poi, della malagestione della cosa pubblica: basti pensare agli emolumenti dei dirigenti degli enti e lo vediamo da come in 20 anni si è passati a cambi di denominazione da Gescal a I.A.C.P all’attuale ALER/ATER, attualmente sull’orlo del fallimento, per capire che TUTTO è andato in direzione opposta al far bene per ciò che è pubblico al fine di favorire sempre e solo il privato.

Tutto questo demolire il pubblico, fa parte del mandato neoliberista che esige di eliminare la cosa pubblica per ottenere massimo profitto.

Ma si dovrebbe anche spendere qualche parola sul degrado.
Ormai da anni i nostri quartieri popolari somigliano sempre più a dei ghetti dove anche le varie amministrazioni locali si son guardate bene dall’applicare la benchè minima politica di arredo e recupero, nonchè decoro urbano, che è progressivamente sempre più assente, con tutte le conseguenze dal caso in termini di malavita e malaffare.

La malagestione invece, parte da lontano anche se fa MOLTO comodo a questo sistema di potere, proprio a cominciare dal mancato controllo sugli assegnatari.
Vivo in un quartiere popolare di un comune in cintura a Roma dal 1979 e ho visto e vedo di tutto nelle azioni dei tanti furbetti – tutti italiani – che hanno vissuto e vivono dove risiedo e che spesso hanno avuto l’assegnazione percorrendo canali “preferenziali” ma quando una casa viene assegnata ad un emigrante regolare, succede il finimondo.

Dal 1979, nel mio contesto abitativo non c’è mai stato un controllo da parte degli enti preposti o degli stessi gestori, impegnati a spartirsi ed accaparrare denaro lasciando l’eventuale problema sulle spalle di chi meriterebbe invece trasparenza e buona gestione.

Ho assistito nei primi anni ad occupazioni abusive dove intere famiglie occupavano 2 o più appartamenti (in un caso ben 9) che poi o destinavano al figlio prossimo al matrimonio oppure semplicemente se le rivendevano.

Ho visto pure assegnatari che facevano risultare famiglie numerose malgrado vi fossero al loro interno, componenti che avevano già casa di proprietà o in affitto.
Famiglie che, come spesso accade in tutta la penisola e grazie al chiudere un occhio delle Istituzioni, facevano risultare redditi risicati quando invece bastava censirne il tenore di vita o monitorarne l’attività professionale per venire a conoscenza dei loro reali bisogni.

Eppure, nell’era della tecnologia, basterebbbe incrociare i dati.
Vuoi comprarti una Mercedes o una BMW? Padrone di farlo, ma la casa popolare non puoi chiederla. Semplice.
Ma non c’è la volontà politica, per farlo.

Lassismo, disfattismo, clientelismo hanno FAVORITO l’attecchire del sistema neoliberista, così come il mancato controllo da parte degli Enti gestori, è stato il terreno di coltura in cui il neoliberismo ha radicato.

Indubbio che ci sia gente che “ci marcia” poichè non ha mai pagato gli affitti già di per sè molto bassi, ma se lo Stato e ciò che lo rappresenta, PER PRIMI rubano, sottraggono o “fanno i furbi”, cosa vogliamo aspettarci da una certa fascia di italiani?

Penso, per esempio, all’individualismo che ha generato questo sistema di potere.
L’insicurezza porta a proteggersi, e va bene, ma qui il malcostume viene da decenni di ruberie ai danni dello Stato il quale però, non ha mai brillato certo in correttezza, rigore etico o morale che sia e trasparenza.
Se molti si allacciano alle utenze comuni o pubbliche è perchè lo Stato ha lasciato, per anni, un intero quartiere di 160 famiglie al buio, nella zona dove risiedo, giusto per fare un esempio tra i tanti.
Inoltre, quando la gente reclama, scrive e protesta, le autorità locali rispondono che non possono farci niente. Nel terzo millennio non puoi farci niente???

Che aspettarsi, dunque, da quella sottocultura di cui una parte di italiani è infarcito dinnanzi a queste situazioni?
Ma non solo da quella sottocultura, perchè nessuno vivrebbe in una casa senza allacciamenti elettrici, del gas e quant’altro.
Se lo Stato non eroga un servizio, al cittadino tocca arrangiarsi.
Si chiama sopravvivenza.

Oggi, in più, si sta scatenando un’ulteriore guerra tra poveri, tra chi ha sempre pagato e chi no.
L’Ente gestore richiede affitti arretrati e non documentabili a volte che sono dal 10 al 30% in più a seconda degli anni insoluti.

E qui che nasce la guerra: chi ha sempre pagato vede tali furbetti avvalersi di una facilitazione inaccettabile solo perché questo stato di cose si protrae da quasi 40 anni. Difficile non sentire come un’ingiustizia un simile procedimento, specie sapendo che è stato per approfittarsene e non per gravi condizioni di bisogno relativo al non perdere la casa.
Anche in questo l’Ente gestore ha delle gravi colpe.

Insomma, la situazione è tragica.
Tra chi finisce in strada per morosità dovuta alla perdita del lavoro con uno sfratto che è l’atto più violento e orrendo che esista, tra l’incuria e la voluta negligenza dell’Ente gestore, tra la voluta mancanza di politiche adeguate per le regole che impone il pareggio di bilancio, la questione casa è davvero una delle più sconcertanti e drammatiche.

Ci sarebbe da rifare tutto. Tabula rasa e ricominciare daccapo.
Invece tutti i governi, finora, han solo pensato a mettere pezze che alla fine si sono rivelate peggiori del buco.

Infatti nemmeno le nuove disposizioni sull’ISEE, necessario ad ogni censimento biennale possono bastare a mettere ordine al caos perchè è uno di quei casi in cui si può applicare la regola del “fatta la legge, trovato l’inganno”.

In Italia a rimetterci è sempre chi è onesto.
O perchè ci sono i furbi, o perchè tra furbi ci si intende, o soprattutto perchè gli sfratti esecutivi sono sempre di più, sta di fatto che a pagare sono sempre gli stessi.
È così che muore lo Stato, laddove Stato significa cosa pubblica, welfare, servizi al cittadino.

E chi ha soldi, pochi o tanti, ce la fa.
Gli altri devono solo perdere la casa e morire. In strada.
AZIENDA SANITÀ: SVALORIZZAZIONE DEL LAVORO DI CURA

AZIENDA SANITÀ: SVALORIZZAZIONE DEL LAVORO DI CURA

 

Sanità - svalorizzazione

 

di Luigi FOSSATI – MovES

Processo di valorizzazione e successiva svalorizzazione del lavoro del singolo Operatore, inserito in un Gruppo di Lavoro, una Equipe, dalla nascita delle Aziende Sanitarie.

Sono “nato” professionalmente grazie ad un gruppo di lavoro originatosi in un grosso comune della provincia di Milano che aveva inizialmente un mandato di natura apparentemente assistenziale e settoriale, descritto dal nome stesso del Centro dove ho prestato la mia opera per un decennio: AIAS, Associazione Italiana Assistenza Spastici.

Il desiderio di andare alla sostanza dei problemi della sanità via via emergenti, ha permesso alle persone che vi hanno lavorato di travalicare sia la dimensione assistenzialistica sia quella settoriale enunciati dalla sigla del “datore di lavoro”.
Quale fu la natura di tale “sostanza” che ebbe il potere di valorizzare il lavoro di coloro che vi si interrogarono e molto probabilmente anche le persone che percorsero insieme un decennio di pratica professionale? Alcune “parole chiave”: Cura-Relazione-Conoscenza-Integrazione-Globalità dell’Essere.
Tradotto: benessere e qualità della vita del paziente.
Questo più di trent’anni orsono.

Oggi l’opera di un gruppo di lavoro analogo, è costretta a declinarsi in questo modo: Prestazione Sanitaria-Valutazione strumentale – Parcellizzazione Testistica-Sanitarizzazione-Analisi delle Funzioni-Efficienza.
Tradotto: massimo rendimento con la minima spesa.

È evidente che il valore (non la retribuzione, che è altro argomento di valorizzazione) dato ad un Operatore indotto a “normalizzare” attraverso “prestazioni sanitarie”, sia differente da quello impegnato a “Curare” attraverso continue interazioni tra “mondi” apparentemente distanti e spesso assai sofferenti.

Un conto è il mondo delle sensazioni, degli affetti, delle emozioni, delle relazioni famigliari e sociali, cucendo e stabilizzando pazientemente legami di significato molto frequentemente appena intuibili e sempre fugaci.
Un conto è ciò che invece accade oggi.

Assisto, infatti, in questo ultimo decennio ad un parallelo mutare del nome delle Strutture sanitarie Pubbliche (e, si noti, solo quelle pubbliche), denominate in varie salse “Aziende”, al nominare la clinica e le procedure che la riguardano, nella progressiva svalorizzazione delle capacità progettuali degli Operatori di Base (quelli a diretto e continuativo contatto con i Pazienti).

Essi sono il pilastro della Sanità orientata al benessere della persona, in favore, invece, della creazione di una pletora di quadri intermedi, con apparenti funzioni di coordinamento, più spesso con reali funzioni di controllo e normalizzazione dell’ordine gerarchico dettato dai vertici amministrativi.

Il processo di aziendalizzazione delle Strutture Sanitarie, sottolineo, Pubbliche, ha comportato, più ancora del fatto visibile dei ticket, l’induzione ad un sostanziale mutamento della forma mentis di chi si occupa di riabilitazione in età evolutiva (si intende con ciò un arco di vita dalla nascita ai 18 anni compiuti, una serie di “universi” esistenziali…), ma, suppongo, anche di altre branche della medicina.

L’idea dell’operatore di trent’anni orsono era quella della “missione”, indotta dai sistemi dominanti dell’epoca, di stampo cattolico, fortunatamente controbilanciati da potenti istanze democratiche (intese in questo caso come ricerca di una alleanza con la persona che chiede di essere curata) ed antipsichiatriche, sia nell’area della salute mentale adulta (Basaglia) sia della riabilitazione Infantile (Milani-Comparetti, Aucouturier, Bottos, ecc).

Oggi l’idea dominante è invece quella di “fatturare a favore dell’Azienda” che solo in ultima istanza finisce con al’avere la mission di “curare”.
È evidente l’esproprio compiuto ai danni della relazione Operatore-paziente, che diviene nè più nè meno, prodotto finito, quindi merce.

Il guaio è che NON ESISTE PIÙ alcuna istanza equilibratrice, se non nelle “isole resistenti” di Operatori più o meno miei coetanei, frequentemente visti come “archeologia del sistema sanitario” o come “inutili e verbosi contestatori” e perciò messi in un angolo dal punto di vista progettuale.
Non viene attaccato il “cuore” della specifica prestazione professionale, MA viene reso poco coerente l’intorno.

A proposito di “coerenza dell’intorno”, in un tempo ante-aziendalizzazione erano possibili e incentivati (mai economicamente, comunque) progetti di integrazione “sul campo” che prevedevano l’interazione di Operatori dell’area sanitaria, Insegnanti ed eventualmente Volontari del mondo associazionistico (Scout, Oratori, Centri Giovanili…) a favore della creazione di contatti tra area “dell’agio” e del “disagio”, della socialità con la potenziale asocialità e ora ciò è progressivamente reso impossibile.

L’interrogativo di fondo non è più “stiamo lavorando per nostra ambizione personale o per dare dignitosa esistenza a chi ne ha diritto?”, bensì per “Chi paga chi?”.

È evidente che in Sanità sono campi epistemologicamente ed operativamente molto distanti e tutto verte alla svalorizzazione di ciò che è l’essere umano, sia esso paziente od operatore.

I BAMBINI SIRIANI E LA PIETÀ MEDIATICA

I BAMBINI SIRIANI E LA PIETÀ MEDIATICA

bambini-siriani

 

di Luigi BRANCATO – MovES

 

A quanto pare la vita di bambini, civili e i diritti dei siriani tutti sono importanti solo quando gli ipotetici attacchi avvengono a casa loro.

Non importa a nessuno dei siriani che, da anni, muoiono di freddo, di fame in Europa, o di quelli che perdono la vita cercando di attraversare la Manica.
Non si occupa nessuno dei 10.000 bambini spariti nel nulla, bambini che non si sa in quali mani, quale orrendo mercato saranno andati a nutrire con le loro piccole vite.
Non interessa a nessuno delle migliaia di profughi che vivono nel fango ed in condizioni sanitarie disumane senza accesso a nessun tipo di servizio sociale, nei campi profughi sparsi in Europa. O di quelli che annegano in mare.

 

bambini-profughi

 

E non ha nessuna importanza se questa sofferenza la possiamo vedere in prima persona ed è sotto il nostro naso. Semplicemente perchè se certe immagini non vengono trasmesse in TV non hanno risonanza.

Peró le immagini non verificate e fatte girare abilmente sui social network ed i telegiornali ci fanno DAVVERO inorridire.

Perchè la sola verità che cerchiamo, meschini, la sola verità che muove i nostri animi catatonici e la nostra finta commiserazione e pietà, è la verità mediatica.

Assad, il “dittatore” PARE abbia lanciato armi chimiche.
Per il momento, l’unico ad aver data per vera, quindi ad aver confermato la notizia è il Presidente (definito di sinistra, di sinistra come Renzi) Macron.

E subito mezzo mondo si mobilita, pronto a bombardare un paese democratico e progressista. Intanto gli schieramenti mondiali si preparano.

Mi chiedo, quanti anni dovranno passare prima che i Capi di Stato si toglieranno questa maschera e dichiareranno apertamente e senza cercare pretesti che questa è una guerra imperialista?

Prepariamoci. L’arciduca Francesco Ferdinando è morto.
O forse no, ma che importa? L’ho visto in TV.
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