MOSCOVICI E LA DITTATURA NEOLIBERISTA EUROPEA

MOSCOVICI E LA DITTATURA NEOLIBERISTA EUROPEA

 

 

di Dario BIANZANI – Coordinatore Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

 

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Pierre Moscovici, il commissario europeo all’economia si fa notare sempre quando c’è da imporre le scelte del super governo dittatoriale europeo, o meglio del consiglio di amministrazione della multinazionale UE, a qualche paese che non svolge proprio alla precisione i famosi compiti a casa.
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Così, per svariate ragioni, un discreto numero dei 27 paesi dell’Unione vengono segnalati dall’amministratore delegato della multinazionale UE come aziende in crisi che potrebbero diventare, come già la Grecia, dei rami secchi.
Così, il nostro paese – al pari di Austria e della stessa Germania – vengono richiamati per il pericolo instabilità politica che potrebbe mettere a rischio l’economia.
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Perciò, cari connazionali, siete avvisati, se non volete rischiare subito il commissariamento della Troika ma rimandarlo magari di qualche mese, dovete votare bene, ovvero come dice Moscovici.
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Ma non finisce qui, da buon padrone dei tempi nostri, il buon Moscovici, presentandosi in audizione alla commissione esteri dell’Assemblea Nazionale Francese – segnala in un post su Facebook Jean-Luc Mélenchon leader di France Insoumise – dichiara che se anche un paese europeo dovesse bocciare il CETA l’accordo commerciale tra Europa e Canada, lo stesso continuerebbe ad essere applicato come avviene tuttora nella sua modalità “provvisoria” in vigore dallo scorso settembre.
“Questa affermazione di totale violenza politica dimostra quanto il liberalismo economico sia sempre meno libertà, possibilità di decisione per il popolo e sempre più autoritarismo” prosegue Mélanchon che ribadisce la volontà del suo partito di indire un referendum sul CETA.
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Questa Europa è un vero incubo orwelliano, di cui Moscovici è solo una delle tante parti oscure.
Prepariamoci a resistere e a convincerci, cari italiani, che l’unico modo per continuare a vivere dignitosamente e in libertà è tornare ad autogestire il nostro paese.
Uscire dall’euro e dalla UE, sembra difficile ma è l’unica soluzione!

GRECIA: UN INCUBO SENZA FINE

GRECIA: UN INCUBO SENZA FINE

Gli scontri in tribunale per l’asta sulle case

 

di Dario BIANZANI – Coordinatore Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

 

Nuovo incubo, nuovo pacchetto di provvedimenti lacrime e sangue approvate lunedì scorso dalla maggioranza parlamentare che sostiene il governo Tsipras, maggioranza che oltre ai parlamentari di Syriza e Anel si è allargata a una parlamentare liberale eletta con l’unione di centro trasferitasi – non succede solo da noi – dall’opposizione alle file governative.

Tra le misure di “austerity” imposte dalla Troika e dai creditori internazionali, gli stessi che Tsipras voleva buttare fuori dalla Grecia e che invece continuano a spadroneggiare ad Atene, ci sono misure che limitano fortemente il diritto di sciopero e nuove procedure per la vendita all’asta di abitazioni sequestrate per mancato pagamento del debito alle banche.

Uno sciopero potrà essere indetto solo se alle assemblee partecipi almeno il 50% degli iscritti ai vari sindacati di categoria, finora bastava il 20% e in alcuni casi solo la decisione degli organismi dirigenti di un sindacato, una misura che rende quasi impossibile la protesta dei lavoratori.

Le vendite all’asta degli immobili pignorate da questo momento si svolgeranno via web per metterle al riparo dai blocchi e le contestazioni organizzati dai partiti e dai sindacati veramente antiliberisti e per l’uscita dalla UE.
A seguito di ciò, pochi giorni fa son seguiti violenti tafferugli di cui NESSUN media ha dato notizia.

Con questa legge inoltre anche la prima casa se supera una certa metratura potrà essere messa all’asta. Altro incubo ma di quelli spaventosi.

Mentre tutto questo succedeva e nel bel mezzo di uno sciopero concomitante dei trasporti e del sistema sanitario e con una manifestazione con scontri davanti al parlamento, il premier Tsipras annunciava, in tipico stile UE, che: “il Paese sta entrando in una nuova fase, che darà coraggio a milioni di cittadini. Cittadini che in tutti questi anni, hanno fatto grandi sacrifici“.

Da sempre il Governo Tsipras promette che i sacrifici che impone serviranno ad affrancare la Grecia dal commissariamento della Troika ma in cambio degli ultimi aiuti economici – dei quali ben poco andrà a beneficio dei cittadini e dei lavoratori ellenici ma andrà a ripagare i creditori stessi – l’Unione Europea pretende ancora una dura riforma delle pensioni peraltro già ampiamente tagliate negli scorsi anni, nuove leggi sul lavoro, l’aumento dell’IVA e l’innalzamento delle imposte indirette.

Distruggere le economie dei paesi europei più deboli, questo il volere della Troika e dei creditori internazionali, ma questo è anche il rischio che corre nei prossimi mesi anche il nostro paese!

È questa è l’altra Europa da incubo che ci promette Tsipras, vero onorevole Forenza?
TAP NON È SOLO UN TUBO, NON È SOLO QUESTIONE MELENDUGNESE

TAP NON È SOLO UN TUBO, NON È SOLO QUESTIONE MELENDUGNESE

 

del COMITATO NO TAP

 

TAP non è solo un tubo e soprattutto TAP non è solo TAP!
Dopo la devastazione degli uliveti dei nostri nonni, da un paio di mesi assistiamo ad una selvaggia cementificazione del sottosuolo di San Basilio.

Betoniere e betoniere di calcestruzzo che affollano le nostre strade, costantemente scortare dalle forze dell’ordine, alla volta del cantiere dove TAP sta lentamente procedendo nei lavori di preparazione del sottosuolo per l’ipotetico pozzo di spinta.

Ma tutto questo calcestruzzo da dove proviene? Proviene da uno dei più dannosi poli industriali del Salento: Galatina, area ad altissimo tasso di inquinamento ed emissioni insalubri. Da anni il territorio in questione è sottoposto a indagini mirate in materia sanitaria, ma forse a TAP questo non interessa.

L’escalation dei tumori in quel territorio, considerato zona rossa dalle autorità sanitarie a causa di dati epidemiologici sulle neoplasie più allarmanti rispetto anche alla media nazionale, imporrebbe la stretta osservanza del principio di precauzione e non certo un incremento sproporzionato delle commesse.

Si tratta di emissioni ovviamente non prive di ripercussioni su ambiente e salute dei cittadini. Una contingenza che, stando ai dati della stessa ASL, provoca malessere diffuso e crescente tra le popolazioni.

Questo è il quadro drammatico in cui si colloca, fra gli altri opifici, anche Minermix, uno dei principali fornitori di calcestruzzo per TAP. La multinazionale con sede in Svizzera si è sempre posta come benefattrice, come la mano che salva da disoccupazione e inquinamento ambientale.

È un controsenso che, chi dice di operare nel giusto, si serva di aziende che operano in territori sui quali ci sono occhi particolarmente vigili, in questa terra già martoriata.

Il diritto al lavoro non deve essere inversamente proporzionale al diritto alla salute.
Ne abbiamo tantissimi di esempi qui in Puglia, ma a quanto pare continua il ricatto occupazionale per il quale, purtroppo, si chiede di scegliere tra lavoro e salute.
Questa è la strategia di TAP, questa è la strategia delle multinazionali e di chi lavora per loro. Vi conosciamo bene millantatori da circo!

 

“IL MERCATO SI AUTOREGOLA” (cit.)

“IL MERCATO SI AUTOREGOLA” (cit.)

 

del COORDINAMENTO NAZIONALE del MOVIMENTO ESSERE SINISTRA MovES

 

Che il mercato si autoregola, lo sentiamo dire da troppi anni, ormai, e conosciamo anche le tragiche conseguenze di questa sedicente autoregolazione.

La citazione non nasce a caso ma da un pensiero che origina molto lontano nel tempo, utilizzato ad uso e consumo degli adepti della scuola di Chicago come si legge nel sito Oilproject:

Nel 1976, George Stigler, economista della scuola di Chicago e alfiere del pensiero neo-liberale, introdusse il banchetto organizzato in occasione del bicentenario dalla pubblicazione de La Ricchezza delle Nazioni di Adam Smith con queste parole: “Vi porto i saluti di Adam Smith, che è vivo e vegeto e abita a Chicago” (Adam Smith era nato nel 1723, la scuola di Chicago è degli anni ’70, ndr) .
Questa semplice battuta segnò, per i decenni a seguire, un fraintendimento, se vogliamo, del pensiero di chi è giustamente considerato il padre dell’economia politica moderna. Nel quartier generale dell’ortodossia neoclassica, infatti, benedetta dall’auctoritas per eccellenza, fu avallata un’interpretazione che noi definiremo ideologica dell’autore de La Ricchezza delle Nazioni.
Per decenni, i corsi di microeconomia si sono fondati e si fondano sull’unica citazione che quasi ogni studente alle prime armi con l’economia conosce dell’economista scozzese:

“Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dalla cura che essi hanno per il proprio interesse. Non ci rivolgiamo alla loro umanità ma al loro interesse personale”.

 

La citazione è utilizzata come fondamento dell’idea di un’economia di mercato in grado di autoregolarsi. L’eterogenesi dei fini si serve dell’interesse individuale come di una molla capace da sola di determinare l’aumento della ricchezza e, insieme, il benessere della collettività. Quest’unica frase, diventata il mantra del pensiero neo-liberista, ha ispirato le politiche economiche degli anni ’80, dalla Thatcher in Inghilterra a Reagan negli USA.
Tali politiche, basate sull’idea che unico compito dello stato, paradossalmente, sia di fare di tutto per rendersi inutile e per rimuovere ogni ostacolo alla libera concorrenza, possono essere sintetizzate nel celebre motto della Lady di Ferro: “no such thing as society” (da un’intervista rilasciata nel 1987).

 

 

Fatta questa premessa, veniamo dunque al motivo per cui questa riflessione.
Wall Street Italia scrive
che a quanto pare l’esperto di mercati finanziari che aveva previsto i crac del 200 e 2008, Jeremy Grantham, oggi afferma che siamo prossimi ad un’altra esplosione del mercato azionario globale.
La notizia, peraltro, era già stata pubblicata a giugno 2017 dal sito Direttanews24, quindi questa di Wall Street Italia, parrebbe solo essere un ulteriore avallo.

A quanto si legge perciò, “Tra qui e il 2019 infatti, sostiene Grantham in una nota di 13 pagine che sostiene rappresenti esclusivamente la sua opinione personale, i prezzi toccheranno il picco assoluto della lunga fase rialzista che le Borse stanno vivendo. Questo sarà il preambolo dello scoppio di una bolla di mercato e di un crollo dei titoli di Borsa.

Inutile osservare chi pagherà l’esplosione di quest’altra bolla perchè al solito salteranno banche e risparmiatori al seguito.
In America i numeri sull’esposizione ai derivati delle banche d’affari sono ancora altissimi ma in Italia non è che si possa sentirsi al sicuro, specie considerando che sono ancora fortemente appestate di titoli tossici.

Finirà perciò, parlando di Italia, come sempre a tarallucci e vino per il sistema finanziario e bancario, con le banche d’affari che vengono riassorbite da altri grandi gruppi dopo la ripulitura dello Stato e naturalmente con un aumento del debito pubblico che, come sempre, ricade sugli stessi.

Di lì, ovviamente seguiranno altre manovre e altri tagli, aumenterà la stretta del nodo scorsoio finanziario globalista sulle gole dei cittadini italiani e se consideriamo che si sta discutendo la riforma della UE che prevede l’intervento del MES a scopo preventivo, viene da dirsi che lo scenario che si delinea, se anche questa previsione di Grantham si rivelerà fondata, sarà per noi la spinta definitiva al baratro.

 

Pertanto, viene da dire che è senz’altro vero che il mercato si autoregola.
Non nel senso che si intende comunemente, ma in senso neoliberista in quanto, a conti fatti, il mercato salva sempre se stesso.
Sono però i cittadini che costituiscono i popoli sotto al tallone di ferro del neoliberalismo, a non salvarsi.

 

Ma questo non conta.
Se il mercato si autoregola a danno delle fasce più deboli, a danno di un ceto medio che sparisce sempre più, a danno di interi popoli, poco conta.
Quello è solo un danno collaterale che il sistema ha già messo in conto.

 

TAP: IL RE È NUDO

TAP: IL RE È NUDO

 

del COMITATO NO TAP

 

Che TAP iniziasse a vacillare era visibile a tutti. Questa notte (ieri, ndr) ne abbiamo avuto conferma.
Ormai non può più nascondersi dietro pratiche effimere di pubblicità ingannevoli, dietro la scorta costante di uno stato assuefatto dal potere di una multinazionale straniera.
Il re è nudo perché il TAR inizia a dare ragione ai ricorsi dei cittadini, che chiedono di rendere pubbliche pratiche che Tap cercava di nascondere, relative alla verifica periodica delle ottemperanze prescritte.

Il re è nudo perché 8 sindaci hanno richiesto la riapertura delle indagini relative al gasdotto Tap, viste le tante ombre che si nascondono dietro all’ intero progetto e che crescono di giorno in giorno.

Il re è nudo perché Tap cerca di lavorare nell’ ombra, ma la tenacia, la preparazione e la competenza degli attivisti non glielo permette. E mentre le autorità preposte vanno a controllare i loro lavori notturni, Tap non le fa entrare in cantiere, facendole sostare fuori per 50 minuti. Perché? per poter nascondere qualche illecito?

Il re è nudo perché ormai è stato smascherato l’inganno di un’ opera divisa in più tronconi per evitare normative restringenti, e tutta Italia si sta accorgendo che Tap non è più un problema di Melendugno ma di tutti.

Il re è nudo ed ha paura, perché sa che le sue malefatte emergono.
E cosa fa un re indifeso e privo di quella maschera che nasconde il lercio? Si rivolge al suo fido scudiero: lo Stato.

La polizia aumenta, la repressione si accentua (fogli di via e chiamate in questura per “avvisi orali” sono ormai all’ordine del giorno), la tutela nei confronti di un re vacillante si fa estenuante.
Lo stato diventa garante di un’opera privata, mettendo contro le forze dell’ ordine (a tutelare gli operai che non facevano entrare i vigili, erano presenti diversi poliziotti in assetto anti sommossa).
Uno Stato che copre le nudità del suo re…

Oggi continuano a lavorare, imperterriti, con una velocità e una foga che dimostrano la volontà di portare il prima possibile a termine un qualcosa che altrimenti rischia di esplodere.

Noi siamo lì, saremo sempre lì, ad ogni ora del giorno e della notte. Chiunque può ci raggiunga sul cantiere, aumentiamo sempre di più!!!

 

Il re è nudo, e noi attendiamo con veemenza la sua caduta.

 

 

 

       

 

(immagini di proprietà del COMITATO NO TAP)

TAP: RIPRENDONO I LAVORI DELLA VERGOGNA

TAP: RIPRENDONO I LAVORI DELLA VERGOGNA

Era chiaro che non si sarebbero fermati.
Ma non ci fermeremo nemmeno noi che insieme alle popolazioni salentine la vergogna dell’insulto di questo mostro NON LO VOGLIAMO e lotteremo insieme perchè non venga realizzato!

Coordinamento Nazionale Movimento Essere Sinistra – MovES

 

 

del Comitato NO TAP

 

Dopo due giorni di tregua, riprendono oggi i lavori (della vergogna, ndr) a San Basilio, una devastazione attuata in un clima di terrore sempre più acuto.

Non si trivella oggi, per fortuna. Le ditte che operano al soldo di Tap stanno provando a ripristinare quei muretti a secco distrutti nella costruzione di una zona rossa dal sapore di regime.

 

 

 

Tutto questo avviene sotto l’occhio vigile di centinaia di uomini delle forze dell’ordine, messe a disposizione di una società privata da uno stato succube, uno Stato che concede il bene pubblico ai favori del privato.

Una continua presa in giro per ogni cittadino onesto: un plotone in divisa viene schierato in difesa di un’opera definita “mafiodotto” da diverse inchieste giornalistiche; lo stesso plotone viene utilizzato per smantellare la zona rossa, un qualcosa di illegale dal disgustoso sapore dittatoriale; e, ancora una volta, lo stesso plotone viene utilizzato per difendere il goffo tentativo di ripristinare i luoghi così come erano prima, inconsapevole del fatto che quella cicatrice, agevolata da uno Stato cieco, non verrà mai rimarginata.

Ministri, prefetto, questore: chi paga tutto ciò? Su chi gravano le spese di uno scempio da voi protetto? Di chi è la colpa per un territorio devastato, militarizzato, umiliato?

Non ci aspettiamo un sussulto di onestà da chi ormai ha deciso di mettere da parte il bene di una popolazione, a favore di una società privata straniera… Ma abbiate almeno il coraggio di dirci che ci state ammazzando con i nostri stessi soldi, con i sacrifici di migliaia di persone oneste che avete deciso di reprimere!

 

SAN BASILIO E SAN FOCA SONO ANCORA, PERENNEMENTE, TRISTEMENTE MILITARIZZATI…

 

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