IL M5s E LE PROMESSE TRADITE SULLA TAP

IL M5s E LE PROMESSE TRADITE SULLA TAP

m5s

 

del Coordinamento Nazionale del Movimento Essere Sinistra [ MovES ]

 

L’On. Barbara Lezzi, Ministro per il Sud di questo governo, ha confermato di ritenere TAP non un’opera di importanza strategica ma anche affermato che il M5s ha dovuto cedere sulla volontà di fermarne i lavori, perchè la Lega vuole che proseguano.

L’abbiamo ascoltata qui, in un’intervista a Radio Capital.

In Salento questa posizione del M5s è stata presa malissimo (la stessa On. Lezzi solo pochi mesi fa è stata cacciata a male parole dalla popolazione salentina durante unb incontro pubblico sulla questione) e con ragione, perchè è stato uno dei capisaldi della campagna elettorale del M5s in Puglia, per le politiche.

Ci rendiamo conto che la Lega risponde ad altri interessi che sono propri di quel partito da sempre, ovvero far contenta una certa borghesia e perseguire la mera gestione del potere, ma quello che non capiamo è proprio  come il M5s possa aver tradito le promesse fatte a migliaia di elettori.
Fa anche una certa impressione che tra tutti i compromessi per raggiungere una coalizione di governo, sia evidentemente stata sacrificata proprio la questione TAP per un movimento come il M5s che ha fatto dell’ambiente uno dei suoi cavalli di battaglia di sempre.

Intanto in Salento la situazione è DRAMMATICA.
Ormai sono iniziati i lavori sulla costa davanti a San Foca e stanno per sfregiare per SEMPRE un paesaggio e un tratto di costa italiana tra i più belli.
In più, a dispetto delle narrazioni, la TAP è un’opera che porterà più danni che benefici e le relazioni tecniche lo comprovano.

Ora, è evidente che dal punto di vista del consenso, questo sarà un danno rilevante per il M5s, ma tant’è, è un problema che non ci riguarda.
Quello che ci interessa, invece, è capire quanto il M5s dovrà ancora cedere alla Lega perchè se questi sono i rapporti di forza, allora appare evidente che ci dobbiamo aspettare anche altre sorprese rispetto al mandato elettorale e al Contratto di Governo.

Inoltre viene anche il dubbio che simili dichiarazioni mirino più che altro a fare lo scaricabarile: stanti i fatti, sappiamo che in questo sistema politico, solitamente, è più semplice dire che la colpa è “dell’altro” al fine di contenere il danno rispetto al proprio consenso elettorale.

Dovrebbe invece stare attento a deresponsabilizzarsi, il M5s, se le dichiarazioni del Ministro Lezzi, vanno in questa direzione e considerare altrettanto attentamente le promesse fatte a migliaia di persone che vivono una condizione a dir poco devastante e sono abbandonate da TUTTE le forze politiche, perchè il gioco si è rotto da tempo e gli elettori non ci cascano più in queste trappole da politici consumati.

Specialmente dato il passaggio così delicato che il M5s affronta come forza di governo e per il quale muove passi così importanti sul piano economico: perdere la credibilità presso l’elettorato comporta un prezzo altissimo non solo a livello locale.

Senza contare, poi, che dall’altro lato il M5s si assume responsabilità gravissime relativamente all’impatto ambientale e alla salute umana con questa vicenda. In più in una regione martirizzata dalla sciagurata gestione politica dei governi centrali che si sono susseguiti dal dopoguerra ad oggi.
Danni inenarrabili a seguito dello sfruttamento indiscriminato e criminale dell’ambiente da parte del capitale.

Siamo spiacenti, Ministro Lezzi, ma non è questo il cambiamento che il M5s ha promesso e che l’Italia che vi ha votato si aspetta e ci chiediamo se si renda conto di quanto questa scelleratezza consegnerà ulteriormente l’elettorato alla disillusione sulla politica.

E non gli si può certo dare torto.

LA PACCHIA CHE DEVE FINIRE È QUESTA!

LA PACCHIA CHE DEVE FINIRE È QUESTA!

pacchia-migranti

 

del Coordinamento Nazionale del Movimento Essere Sinistra – MovES

 

La pacchia per gli emigranti finirà con questo governo, ha dichiarato il Ministro dell’Interno del nuovo governo gialloverde, Matteo Salvini. Un inizio che, come si prevedeva, non promette nulla di buono: solo altra polvere sotto al tappeto a difesa del sistema, mascherata da proclami a dir poco vergognosi.

Dinnanzi a simili agghiaccianti dichiarazioni del Ministro e al feroce assassinio di Soumayla Sacko, cui qualcuno ha sparato come si sparerebbe nè più nè meno che ad un animale predatore che tenta di rubare una pecora, ci siamo ricordati del video di una quindicina di minuti che trovate più in basso, pubblicato da Fanpage.

Un’inchiesta video di denuncia sul business dei migranti che ha girato un po’ sui social due mesi fa e poi più nulla.
Oggi, cercandolo in rete, ci siamo però imbattuti nel video completo.
Ebbene, quello che mostra l’intero documento d’inchiesta di Fanpage, è molto di più di quanto si era visto ad aprile poichè il video che avevamo visionato allora, già evidenziava l’orrore, ma quello completo è semplicemente sconvolgente e agghiacciante per quello che denuncia.
E la domanda sul perchè non sia stato fatto circolare sui social nella versione integrale, ce la siamo fatta eccome e la risposta la capirete vedendolo.

In pratica, tale Stefano Fuso, imprenditore veneto e non solo imprenditore vista la sua storia personale e gli appoggi che dichiara, fa un excursus completo su come il traffico di esseri umani sia una miniera d’oro con una totale e assoluta indifferenza per le persone ammassate, come merci a perdere, nelle varie strutture che costui gestisce su appalto dello Stato.

“Usiamo immobili che non hanno più valore, ci buttiamo dentro i profughi, li lasci che si comportino come vogliono…Aumenti l’utile eliminando i servizi e sai che 5, 6 euro al giorno a profugo li facciamo. Su mille profughi sappiamo che facciamo 600 mila euro di utili e un giro d’affari da milioni senza esserci rotti i coglioni”

Davanti alle cifre e al modo con cui si fanno montagne di soldi, appare chiaro che non sia tanto perchè gli emigranti diventano quello che in molti definiscono esercito industriale di riserva, attingendo ad una teoria di Marx, anzi, viene da dire che sia l’aspetto marginale del fenomeno…

Il volume di affari e la facilitazione complice con cui si realizza, basta a spiegare la ragione per cui NON esista volontà politica di GESTIRE i movimenti migratori. Altro che pacchia degli emigranti!

E già, ascoltandolo, sconcerta come questo imprenditore parla di loro: come fossero solo ed esclusivamente merce di nessun valore, come esseri inferiori, dunque, ridotti al rango di carne umana da soldi. Il tutto, naturalmente senza battere ciglio sull’aspetto umano della vicenda, Indifferenza assoluta, totale assoluta assenza di empatia. Lui sfrutta e basta. Lui fa soldi, tanti, con la loro disperazione, il loro bisogno di speranza che li spinge al di là del mare. Descrive ampiamente e orgogliosamente con un cinismo ributtante i meccanismi per cui riesce ad ottenere di fare MILIONI DI EURO ogni anno sulla loro pelle.

“Sul business dell’immigrazione, io incasso 12 milioni”
“Più profughi metti, più è la massa di guadagno”

Ma è proprio su questo passaggio che la nostra attenzione si focalizza e facciamo letteralmente un salto sulla sedia: le implicazioni delle Istituzioni nel meccanismo di assegnazione; quello di copertura da eventuali controlli; l’interesse delle banche (!) nell’anticipo dei soldi senza nemmeno battere ciglio in quanto soldi sicuri, a pioggia dallo Stato, il ruolo della UE, la connivenza delle Prefetture e, infine, la lunga mano della massoneria.

“Con i migranti la rendita è garantita, un giro d’affari impressionate e senza rischi perché si chiedono i finanziamenti alle banche che i soldi li danno, non hanno problemi a sostenerti perchè sanno che lo Stato pagherà”

Annichilisce e sconvolge capire che l’intreccio fra tutti i poteri dello Stato e i poteri occulti, come la P2 di Gelli, di Flavio Carboni, di Verdini e chissà quanti altri, sia continuamente in piena attività per fare soldi e per definire i rapporti di forza tra i diversi livelli delle cariche dello Stato e dei suoi rappresentanti nelle Istituzioni. Di come e quanto sia complice parte dello Stato in questi traffici e in questi intrecci che, seguendo quanto spiega lo stesso Fuso nel video, appaiono come eversivi rispetto all’ordinamento democratico del nostro Paese. Di fatto sono uno Stato nello Stato ancora oggi, a quanto si evince, e i soli a vigilare su questi sedicenti centri di accoglienza, pare siano i singoli cittadini che si attrezzano, documentano e vanno a denunciare.

“Devi avere un prefetto a favore che te li mette dentro e che fa di tutto perché tu possa vincere”
“Devi mettere dentro un amministratore che conosce perfettamente la situazione e al quale dici: “tu prendi i tuoi soldi, se succede qualcosa sai che sarai difeso”. Gli garantisci soldi, avvocato e copertura per la famiglia. Male che vada patteggia, patteggia e va fuori. I conti comunque li gestiamo noi, lui fa solo le firme”.
Ancora più ripugnante è rendersi conto che, questo imprenditore veneto, è partito dallo smembrare un’azienda di riciclo rifiuti per arrivare ad arricchirsi spaventosamente su qualcosa che lui stesso tratta al pari dei rifiuti da smaltire: EMIGRANTI, ESSERI UMANI, quelli per i quali il Ministro Salvini ha dichiarato che col suo governo sarà finita la pacchia.

A ben vedere (ma non era certo una novità) la pacchia è di chi, sulla pelle della disperazione di povera gente, incassa decine di milioni di euro trattandoli anche meno dell’essere bestie da macello e, nel mentre, sovverte l’ordine democratico.

Ebbene, a fronte di tanto orrore e delle ricadute politiche e sociali di simili fatti, riteniamo che una sinistra all’altezza della sua storia e del suo nome, DEBBA farsi carico del problema gravissimo dello sfruttamento dei movimenti e dei flussi migratori.
È assolutamente inaccettabile che esseri umani che scappano da guerre, fame e miseria terribili, finiscano prede di mercanti di morte come questi imprenditori.
E chiamarli così, non è eccessivo.

Chi vive la condizione di emigrante o profugo, nel momento in cui entra in questa spirale, va incontro ad una morte da vivente.
Mai più rispetto come essere umano in quanto tale, mai più dignità dell’esistenza!
Solo abusi e violenze di ogni genere e forma, reiterati e con la complicità delle Istituzioni.
Riscaldamento tenuto al minimo pur trovandosi nel nord Italia, acqua volutamente non depurata, cibo quasi in scadenza, condizioni igienico-sanitarie spaventose e le donne…le donne USATE per “farli sfogare“, come dice un rappresentante delle Istituzioni al nostro che voleva che venissero trasferite, perchè lamentava che si prostituissero anche solo per 5 euro.

Una sinistra davvero anticapitalista e antiliberista che voglia difendere le fasce più deboli e gli ultimi, che voglia liberare gli sfruttati, NON PUÒ TOLLERARE UN SIMILE ABOMINIO!

I traffici vanno stroncati, ma occorre la volontà politica di gestione dei movimenti migratori che vada verso la dignità di ogni essere umano, chiunque esso sia, e non contro di esso!
Passare ad una gestione seria, capillare e immediata del fenomeno si può, anzi, si DEVE.
E non significa certo limitarsi ai respingimenti che peraltro non avverranno mai, data la loro entità.
In più, simili condizioni di vita rischiano di innescare un conflitto sociale esteso e davvero pericoloso, ancora e sempre di poveri tra poveri.

C’è una precisa volontà politica di innesco, di un simile conflitto e lo si percepisce chiaramente poichè, i vantaggi che ne deriverebbero per il sistema, sarebbero enormi: da quello più semplice del depistare l’attenzione degli italiani dai veri nemici che li stanno aggredendo economicamente all’arrivare a reprimere violentemente e instaurare norme che un governo come questo, molto verosimilmente, non esiterebbe a promuovere.

Inoltre, il neoliberismo ha bisogno di creare il caos per poter infiltrare a fondo i sistemi democratici e il nuovo  governo potrebbe avere tutte le carte in regola per diventare il guardiano migliore di questo caos in favore del sistema. Nel contempo otterrebbe di spingere ancora di più sul pedale della voglia di securitarismo da parte di una larga fascia di popolazione, con quello che ciò significherebbe.

Le migrazioni sono un fenomeno che nella storia dell’umanità non si arresterà MAI e dichiarare di volerli controllare mettendo la polvere sotto al tappeto come dicevamo all’inizio, è solo demagogia.
Ma neanche come ha fatto finora il PD che ha voluto che si generasse un sistema di sfruttamento che facesse massimo profitto sulla pelle di una marea di povera gente attraverso una totale scellerata – per i suoi effetti – immigrazione totalmente incontrollata, in considerazione alla sua entità.
Una marea che adesso mandiamo a farsi torturare e a morire nei lager libici dove avvengono le peggiori atrocità; che viene lasciata barbaramente morire in mare…il nostro meraviglioso mare Mediterraneo, un tempo culla di civiltà oggi immane fossa comune di uno sconfinato cimitero a cielo aperto.

Una politica seria ed efficace sugli immigrati significa interventi concretamente mirati che prevedano anche che l’Unione Europea non faccia finta di nulla per anni di quanto avviene e si svegli all’improvviso con dichiarazioni che suonano come una totale presa in giro – al pari di ciò che ha fatto la cancelliera Merkel in questi giorni – perchè il governo tedesco ha bisogno di una sponda in Italia contro l’aggressione di Trump.

Ma quello che non smette di sconfortarci è che si evidenzia sempre più come e quanto gli emigranti vengano USATI nel più aberrante dei sistemi, da CHIUNQUE ne abbia la convenienza economica o politica e che lo Stato è vergognosamente parte attiva in questo meccanismo.
Una sinistra degna del suo nome, deve agire al più presto, rompendo ogni tabù e facendosi anche carico del disagio sociale che l’attuale sistema di gestione genera, specialmente in un momento in cui la miseria continua ad aumentare nel nostro paese.

Non vogliamo più morti in mare.
Non vogliamo più avere le mani sporche del sangue delle atrocità che genera il decreto Minniti.
Non vogliamo essere un Paese DISUMANO che non sa più cosa sia la solidarietà.
Ma non dobbiamo permettere MAI più a forze di destra di gestire il fenomeno migratorio perchè lo farà solo reprimendo quindi sfruttando ancora gli emigranti per ottenere consenso politico, generando così altre morti, altra disperazione e una vastità incommensurabile di sofferenza.

La sinistra che perde il solidarismo, non è più sinistra, ma non deve nemmeno più permettere che ad occupare il suo campo anche in questo ambito continui ad esserci solo la destra, la quale ha anche la vergognosa arroganza di dire che per gli emigranti la pacchia è finita!
La sinistra comunista e socialista, nell’accezione più alta di questi due termini, deve assumersi il compito di esigere che la pacchia che deve finire, sia quella di chi usa esseri umani come fossero rifiuti da smaltire o che, per convenienze e interessi politici, li utilizzi all’occorrenza come merce di scambio e di conflitto sullo scenario delle politiche criminali della UE!

 

 

PIANO D’AZIONE SULLA MOBILITÀ MILITARE, FOLLIA EUROPEA

PIANO D’AZIONE SULLA MOBILITÀ MILITARE, FOLLIA EUROPEA

mobilità-militare

 

del COORDINAMENTO NAZIONALE del MOVIMENTO ESSERE SINISTRA – MovES

 

Nel solito silenzio generale dei media mainstream, il 28 marzo la UE ha presentato il Piano d’azione sulla mobilità militare in Europa: semplicemente una FOLLIA, non si può definire altrimenti.

 
Cosa significa e cosa si vuole ottenere?
Semplice. Un maggiore asservimento alla NATO da parte della UE, una più rapida, snella e maggiore mobilità di MEZZI PESANTI e di FORZE MILITARI senza che questi siano rallentati da regolamenti nazionali e procedure doganali, per fronteggiare un possibile attacco russo.
 
VOGLIONO CREARE UN’AREA SCHENGEN MILITARE che comporterà anche interventi alle infrastrutture così che carri armati e quant’altro, abbiano libera circolazione per tutta Europa.
 
Ovviamente le spese per tali interventi saranno a carico nostro, tutte realizzate con soldi pubblici che i paesi membri della UE metteranno a disposizione.
 
ALTRO CHE DISARMO, ALTRO CHE INVESTIMENTI SULLA PACE!
In Italia non ci sono i soldi pubblici per ricostruire Amatrice e l’Aquila e per mettere in sicurezza le scuole, si taglia la sanità ma per potenziare le spese militari ed essere più asserviti alla NATO e agli USA, i soldi ci sono eccome!
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Nessun Piano di azione della mobilità militare, basta con gli armamenti!
Questa è una delle tante ragioni per cui vogliamo l’Italia FUORI DALLA NATO!

 
 
 
Nel 2015, il generale Ben Hodges comandante delle forze terrestri Usa in Europa (U.S. Army Europe), ha richiesto l’istituzione di «un’Area Schengen militare» così che le forze Usa, per fronteggiare «l’aggressione russa», possano muoversi con la massima rapidità da un paese europeo all’altro, senza essere rallentate da regolamenti nazionali e procedure doganali.
Tale richiesta è stata fatta propria dalla Nato: il Consiglio Nord Atlantico, riunitosi l’8 novembre 2017 a livello di ministri della Difesa, ha chiesto ufficialmente all’Unione europea di «applicare legislazioni nazionali che facilitino il passaggio di forze militari attraverso le frontiere» e, allo stesso tempo, di «migliorare le infrastrutture civili così che siano adattate alle esigenze militari».
Il 15 febbraio 2018, il Consiglio Nord Atlantico a livello di ministri della Difesa ha annunciato la costituzione di un nuovo Comando logistico Nato per «migliorare il movimento in Europa di truppe ed equipaggiamenti essenziali alla difesa».
 
Poco più di un mese dopo, l’Unione europea ha presentato il Piano d’azione sulla mobilità militare, che risponde esattamente ai requisiti stabiliti dal Pentagono e dalla Nato. Esso prevede di «semplificare le formalità doganali per le operazioni militari e il trasporto di merci pericolose di tipo militare».
 
Si prepara così «l’Area Schengen militare», con la differenza che a circolare liberamente non sono persone ma carrarmati. Movimentare carrarmati e altri mezzi militari su strada e per ferrovia non è però lo stessa cosa che farvi circolare normali autoveicoli e treni.
 
Si devono perciò rimuovere «le esistenti barriere alla mobilità militare», modificando «le infrastrutture non adatte al peso o alle dimensioni dei mezzi militari, in particolare ponti e ferrovie con insufficiente capacità di carico». Ad esempio, se un ponte non è in grado di reggere il peso di una colonna di carrarmati, dovrà essere rafforzato o ricostruito.
La Commissione europea «individuerà le parti della rete trans-europea dei trasporti adatte al trasporto militare, stabilendo le necessarie modifiche». Esse dovranno essere effettuate lungo decine di migliaia di chilometri della rete stradale e ferroviaria. Ciò richiederà una enorme spesa a carico dei paesi membri, con un «possibile contributo finanziario Ue per tali opere».”
GOVERNO PD-M5S? LA RIVOLUZIONE A COLPI DI TONNI

GOVERNO PD-M5S? LA RIVOLUZIONE A COLPI DI TONNI

governo-m5s

 

del COORDINAMENTO NAZIONALE Movimento Essere Sinistra – MovES

 

Dopo la “bella” e tutt’altro che inaspettata notizia di un possibile governo PD-M5s, dopo l’effetto grottesco che ci ha fatto solo l’idea di questa apertura, ci siamo imbattuti in un post che da un lato ci fa cadere le braccia, dall’altro ci fa pensare che dentro al M5s ci siano un sacco di anime belle.

È su una pagina Facebook che si chiama M5S News.

Sin dalla vostra comparsa sulla scena politica sosteniamo che sareste stati funzionali al sistema e a quanto pare, malgrado gli insulti a profusione che ci avete lanciato contro, non ci eravamo sbagliati.
Ma davanti a tanto camaleontismo e gattopardismo, davvero, siamo persino disorientati per tanta inconsistenza politica che riguarda un partito che si accinge a governare e non facciamo che chiederci se sia unicamente per ingenuità politica o perchè si pensa che gli elettori abbiano tutti l’anello al naso.

Il post inizia dicendo che Di Maio sta facendo addirittura un capolavoro. Un capolavoro, capito?
Le ragioni?
Eccole qui di seguito.

1. Ha messo al centro le cose da fare per cambiare davvero, scritte nero su bianco, alla luce del sole per il bene di tutti i cittadini partendo dagli ultimi!

Certo, soprattutto formando un governo con il partito che ha compiuto la peggiore macelleria sociale dal 1945 ad oggi contro gli ultimi.
In pratica dentro al PD, dalla sera alla mattina si sono tutti redenti, folgorati sulla via di Damasco di non si sa bene quale visione.
Ma il sospetto che dentro al M5s pensino davvero che tutta la responsabilità del disastro sia SOLO di Renzi, è più che fondato da parte nostra. Quindi, via lui, tutta vita verso la liberazione delle masse dall’oppressione.
Poi bisognerebbe magari ricordarsi che si sono piegati a libretto alla UE e al potere neoliberista, per non parlare della NATO.

 

“2. Ha stanato #Salvini dimostrando palesemente che è incapace di sottrarsi al ricatto di Berlusconi.”

Ehehehehehehhhh…anche Salvini ha stanato il M5s vista l’apertura al PD.
Viene da dire che il sistema di potere ha stravinto un’altra volta, perchè dinnanzi agli elettori non si sa quale delle due forze esca con le ossa più rotte in termini di credibilità, ma viene da dire che non sarà la Lega che tutto avfrebbe fatto, fuorchè aprire al PD.
Inoltre, a giudicare dalla reazione della base del M5s, non sembrerebbe che gli stanati siano i leghisti.
Anzi…

“3. Oggi stana il PD, o accetta di contribuire al cambiamento da socio di minoranza, facendo gli interessi dei cittadini e non delle lobby che rappresenta, o si va al voto e scompare definitivamente.”

PD e cambiamento sono due parole pericolosissime, insieme, giusto per cominciare.
Socio di minoranza, un centro di potere come il PD? Ma che film vedono i 5 stelle da immaginare una simile eventualità?
Socio di minoranza, poi, oggi che il M5s gli ridà vita?
Si va al voto? Ma figuriamoci se al PD possa interessare! Inoltre, qualcosa ci dice che neanche al M5s interessi tornare al voto.
Qui siamo alla solita nuora che parla perchè suocera intenda. La comunicazione politica si avvale di questi sistemi, CONTINUAMENTE.
Fanno simili dichiarazioni perchè il PD si terrorizzi (!) e accetti supino tutte le condizioni.
Ragazzi ma veramente credete alle cose che scrivete?

“4. Se fanno un governo tutti insieme senza M5S, per evitare di scomparire devono fare le cose che servono ai cittadini… (e a noi sta benissimo)…

Eccerto, il PD è lì apposta per fare cose che fanno il bene dei cittadini, sono nati per quello, campano di quello e non di realizzazione dei peggiori diktat europei che vogliono la totale oppressione del popolo italiano!
Ammesso che pure il M5s abbia in animo di farlo, visto che hanno giurato amore eterno e fedeltà a Macron e a tutto il neoliberismo europeo.

5. Se si va al voto #Salvini si mangia Forza Italia, noi quel che rimane del #PD e diventa più facile realizzare le cose che servono ai cittadini.

Beh, certo, è una possibilità ma con l’apertura al PD, a giudicare dalla valanga di commenti di insulti e improperi un po’ ovunque sulla rete, non andrà benissimo neanche al M5s se si torna al voto.

La verità è che di questi tatticismi ci si muore (una certa sinistra ve lo potrebbe spiegare benissimo, cari aderenti del M5s), specie quando si pensa di essere più furbi di gente che da SETTANT’ANNI (tra maestri e loro allievi dalla DC in giù) ha messo sotto scacco le forze di sinistra antisistema più tenaci.

OCCHIO CHE A PENSARE DI POTER SUONARE I PIFFERAI, SPESSO SI RESTA SUONATI e, se vi va bene, rischiate di passare dal voler aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno al finire a fare i tonni nella rete dei neoliberisti.
Ve lo sta dicendo la vostra base la quale, alla peggio, vi farà fare la fine dei tonni.

Questo è uno dei tanti commenti nel sacro blog di Grillo:

 

“Eravamo critici e contrari verso un Europa totalmente priva di democrazia a trazione tedesca.
Ora siamo europeisti.
Eravamo critici verso un atlantismo che ha seminato guerre in Afghanistan, Iraq, Libia, corno d”Africa….mi fermo per non tediare.
Ora siamo acriticamente atlantisti e pro Nato.
Individuavamo chiaramente in FI e Pd dei nemici del popolo.
Ricordate Etruria e MPS?
Oggi cerchiamo convergenze col Pd che è poi l’altra faccia del Nazareno.
Ora siamo I S T I T U Z I O N A L I, come piace all’Europa, al sistema bancario.
S T A B I L I T A’ come vuole Napolitano.
Caro Luigi con la tua bella giacchetta blu hai fatto l’ ennesima “rivoluzione colorata” che serviva a chi ci rende schiavi.
Sei un piccolo Tsipras.
Vomito!”

Un governo con il PD legittimato da una forza politica come il M5s, è quanto di meglio voglia la Commissione Europea e tutto il sistema globalista finanziario.
La realtà è un po’ diversa: IL PD È SERVO DELLA TROIKA e se forma un governo col M5s è solo per avere il controllo da vicino dei propri criminali interessi.

Svegliaaaa!!!11!!1!!!!!!

 

TRATTATIVA STATO-MAFIA: ADESSO È STORIA

TRATTATIVA STATO-MAFIA: ADESSO È STORIA

trattativa-statomafia

 

del Coordinamento Nazionale del Movimento Essere Sinistra MovES

 

La Corte di Assise di Palermo ha sancito quello che, a tanti di noi che lo dicevamo, è sempre valso come appellativo di complottisti: la Trattativa Stato-mafia è esistita.

Questa sentenza ha di fatto messo un punto fermo nella storia del nostro paese, ovvero ha DIMOSTRATO quanto è avvenuto.
Nino Di Matteo è andato fino in fondo sfidando minacce di morte e nell’isolamento delle stesse Istituzioni ed ha vinto.

Nel 1991, a seguito della condanna all’ergastolo di Salvatore Riina e di molti altri boss mafiosi, Cosa Nostra progettò di scatenare una reazione feroce contro lo Stato attraverso omicidi e attentati.

Nel 1992, intanto, con Tangentopoli quel sistema di potere democristiano che conoscevamo, a cui erano subentrati in compartecipazione i socialisti di Craxi, ebbe il suo epilogo.

Con la fine dei partiti storici che da sempre avevano garantito un certo sistema di potere, non esisteva più il referente con cui la criminalità organizzata faceva affari in cambio del controllo dei territori e del mantenimento di grandi serbatoi di voti a cui attingere.

Proprio questo il punto nodale che ha generato la trattativa, secondo il nostro modo di vedere: il vuoto politico che si è creato, l’impossibilità delle mafie di ottenere il potere economico di sempre, unitamente a quelle misure atte a permettere a grandi criminali mafiosi di assicurarsi ancora un posto sicuro all’ombra delle Istituzioni, la fase di ripiegamento al sistema della sinistra italiana.

È proprio nel 1992, infatti, che vennero assassinati i magistrati Falcone e Borsellino che, ormai consapevoli del piano in atto, lavoravano incessantemente per fermare il progetto eversivo della criminalità organizzata.
Alle loro morti seguirono, per tutto il 1993, una serie di stragi che tolsero la vita a numerosi cittadini italiani innocenti.

Nel corso delle indagini che furono aperte dopo quegli orrendi e sanguinari fatti, sull’ipotesi di trattativa Stato-mafia, emerse che già all’inizio del 1994 la mafia era disposta ad abbandonare i propri progetti eversivi e le stragi, per appoggiare il nuovo partito emergente guidato da Silvio Berlusconi e il ruolo di Marcello Dell’Utri è di fatto ormai storia.

Se fino ad oggi tutto ciò era solo una teoria o un’ipotesi, dopo questa sentenza è evidente, è provato quale fosse il disegno criminale e quale la sua completa realizzazione. Infatti attraverso quegli atti oscuri, costati decine di vite umane e il ripiegamento della democrazia alla criminalità organizzata, la mafia ha potuto trovare il suo nuovo referente. Proprio attraverso quella trattativa a cui si sono piegate parti rilevanti delle Istituzioni.

Invece, non sapremo mai, purtroppo, quale fu il ruolo di Giorgio Napolitano vista la distruzione delle intercettazioni tra lui e Nicola Mancino, registrate nellì’ambito dell’inchiesta sulla trattativa.

La Trattativa Stato-mafia è stata un passaggio decisivo anche per la storia di oggi.

Di fatto ha cambiato le sorti di questo paese ed ha avuto un ruolo preciso nel generare le condizioni per l’avvio di un processo volto a minare lo Stato e la politica stessa, favorendo l’attecchimento del sistema di potere quale è il neoliberismo che necessitava si creassero proprio quelle stesse condizioni determinate dalla trattativa, per riuscire ad opprimerci oggi.

FOODORA, IL BOCCONE AVVELENATO DELLO SFRUTTAMENTO

FOODORA, IL BOCCONE AVVELENATO DELLO SFRUTTAMENTO

foodora-ricorso

 

del COORDINAMENTO NAZIONALE Movimento Essere Sinistra MovES

 

Foodora è un colosso tedesco ormai presente in diversi paesi del mondo che vende cibo preparato in ristoranti nei pressi della zona del cliente e consegnato a domicilio in 30 minuti.

E chi lo consegna? Ma che domanda, naturalmente giovani precari che, piuttosto di non poter sopravvivere, si accontentano di entrare nella schiera degli sfruttati della gig economy (il solito nome inglese per addolcire un po’ il boccone avvelenato dello sfruttamento) ovvero un’economia che si basa sul ‘lavoretto‘ saltuario ed è qui la vera perversione di questo sistema di lavoro.

Sono chiamati rider, questi fattorini che consegnano il cibo già cucinato. Lavorano a chiamata (sempre la famosa gig economy), senza preavviso, senza tutele e senza diritti.
MA…a tutti gli effetti, devono essere disponibili, sempre pronti, sempre efficienti, sempre veloci e soprattutto NON devono protestare se l’azienda, una volta ben sviluppata in un paese (questo è uno degli aspetti perversi del giochino), passa da una retribuzione oraria ad una a consegna, altrimenti sono fuori dal gioco.

Cosa significa questo? Significa che in un’ora devono effettuare almeno due consegne per riuscire a strappare una paga da fame e tacere, anzi, essere grati per l’opportunità concessa loro.
La paga oraria era di 5,40 euro. Le consegne sono a 2.70 euro ciascuna.
Pertanto, se prima succedeva che il ristorante non consegnava il cibo da recapitare nei tempi giusti, il rider poteva splafonare nell’ora successiva per un’altra consegna in 30 minuti.

Con le nuove disposizioni dell’azienda, invece, se il rider vuol racimolare qualche centesimo in più, deve correre fino a sfinirsi sulla sua bicicletta, venire monitorato attraverso il GPS tramite il suo cellulare, scapicollarsi in corse spericolate a rischio farsi parecchio male nel traffico cittadino e senza alcuna tutela previdenziale, subire pressioni e ricatti continui da un datore di lavoro che neanche si vede di persona perchè tutto è regolato da una app su cellulare.

Sei rider hanno protestato per tutto questo. Sono stati messi alla porta.
A quel punto, hanno fatto causa e l’hanno persa. L’hanno persa perchè il Tribunale di Torino, ha stabilito che sono lavoratori autonomi!

Ora, a prescindere che il lavoratore autonomo per definizione, in questo paese non ha mai avuto tutele.
A prescindere anche dalla sterile lettura della legge, una domanda bisogna farsela: come si può considerare lavoratore autonomo qualcuno a cui si chiede di giustificare la propria assenza, la malattia o il proprio diniego a svolgere un servizio? Delle due, l’una.

Ma nella giungla che è diventata la regolamentazione del lavoro, un rider, alla fine, da erogatore di servizi a chiamata, viene trasformato in un precario costretto a lavorare come uno schiavo e per una paga che definire vergognosamente miserevole non basta neanche a rendere l’idea.

Questi sono gli effetti dell’aver abolito l’art.18 dello Statuto dei Lavoratori e dell’aver introdotto il Jobs Act.
Schiere di precari, di sfruttati, senza tutele, senza diritti, senza difese. Soli, in balia di un sistema ferocemente predatorio e di una società sempre più dipendente da bisogni indotti.

Infatti, viene da chiedersi: ci serve davvero il cibo a domicilio? Ci serve davvero alimentare la schiavitù di altri esseri umani attraverso sistemi di profitto che annientano la dignità e l’esistenza delle persone?

Sono innumerevoli queste attività che forniscono servizi di vendita online.
Dietro ogni acquisto, però, c’è la sofferenza di un altro essere umano e le condizioni di lavoro dei dipendenti di Amazon, solo per fare un esempio, ci ricordano quanto sia spaventosa.

Tutto accade nel silenzio generale della politica, dei media, della società intera.
Questi lavoratori fluttuano nel vuoto pnematico del sistema come scarti della società, qualcuno (anzi, qualcosa) di cui non doversi occupare, qualcuno che non esiste.
Solo merce da acquistare insieme al prodotto comprato nel web.

Sarebbe importante rendersene consapevoli anche se è evidente che, a dover sanare questa piaga, debba essere la politica.
La gig economy e tutto quello che rappresenta questa forma di schiavitù, altro non è che la destrutturazione e la conseguente distruzione dell’economia reale voluta dal capitalismo finanziario, dal neoliberismo che hanno scientemente reso l’occupazione un privilegio e non più un diritto sancito dalla Costituzione.

A questo punto, dunque, si apre l’altro interrogativo: com’è possibile che ancora non si sia compreso su larga scala, quale sia la radice di questo disastro?
La domanda è più che lecita, stante il fatto che al di là dei proclami pigliavoti, poi c’è la realtà oggettiva, ossia che se non si esce da questa gigantesca trappola che ha voluto la precarizzazione di milioni di vite, che ha distrutto il sistema produttivo italiano, che ha portato alla deflazione dei salari, quale è stato aderire alla UE e al sistema debitorio dell’euro, non potranno che aumentare la schiavitù e lo sfruttamento.

E fino a quando? Fino a che livello?
Quale sarà il massimo tributo che le varie Foodora, Just Eat, Amazon, Zalando etc., forti dell’essere rappresentate e insieme rappresentanti di questo feroce sistema di potere, chiederanno ai lavoratori?

Quanta altra fame e schiavitù ci verrà imposta, ancora?
Quanto altro sfruttamento del bisogno primario dell’esistenza, quale è l’occupazione, siamo disposti a sopportare prima di trovare il coraggio di guardare in faccia la verità e individuare il VERO nemico di tutti i ceti popolari?

Cambierà il governo (forse), ma senza una politica di autentica rottura con il sistema neoliberista a trazione europeista, senza una politica che riporti l’occupazione al centro degli obiettivi della politica mediante investimenti produttivi, mediante la rinazionalizzazione dei comparti strategici e delle banche, senza autonomia e senza la sovranità di poterci autodeterminare nelle scelte che riguardano il nostro paese, riappropriandoci anche della possibilità di stampare moneta, tutto potrà solo peggiorare per noi.

A beneficio di aziende come Foodora che fanno della schiavitù e dell’oppressione di milioni di individui, il loro immenso profitto.

 

 

 

 

 

 

 

 

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