PIANO D’AZIONE SULLA MOBILITÀ MILITARE, FOLLIA EUROPEA

PIANO D’AZIONE SULLA MOBILITÀ MILITARE, FOLLIA EUROPEA

mobilità-militare

 

del COORDINAMENTO NAZIONALE del MOVIMENTO ESSERE SINISTRA – MovES

 

Nel solito silenzio generale dei media mainstream, il 28 marzo la UE ha presentato il Piano d’azione sulla mobilità militare in Europa: semplicemente una FOLLIA, non si può definire altrimenti.

 
Cosa significa e cosa si vuole ottenere?
Semplice. Un maggiore asservimento alla NATO da parte della UE, una più rapida, snella e maggiore mobilità di MEZZI PESANTI e di FORZE MILITARI senza che questi siano rallentati da regolamenti nazionali e procedure doganali, per fronteggiare un possibile attacco russo.
 
VOGLIONO CREARE UN’AREA SCHENGEN MILITARE che comporterà anche interventi alle infrastrutture così che carri armati e quant’altro, abbiano libera circolazione per tutta Europa.
 
Ovviamente le spese per tali interventi saranno a carico nostro, tutte realizzate con soldi pubblici che i paesi membri della UE metteranno a disposizione.
 
ALTRO CHE DISARMO, ALTRO CHE INVESTIMENTI SULLA PACE!
In Italia non ci sono i soldi pubblici per ricostruire Amatrice e l’Aquila e per mettere in sicurezza le scuole, si taglia la sanità ma per potenziare le spese militari ed essere più asserviti alla NATO e agli USA, i soldi ci sono eccome!
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Nessun Piano di azione della mobilità militare, basta con gli armamenti!
Questa è una delle tante ragioni per cui vogliamo l’Italia FUORI DALLA NATO!

 
 
 
Nel 2015, il generale Ben Hodges comandante delle forze terrestri Usa in Europa (U.S. Army Europe), ha richiesto l’istituzione di «un’Area Schengen militare» così che le forze Usa, per fronteggiare «l’aggressione russa», possano muoversi con la massima rapidità da un paese europeo all’altro, senza essere rallentate da regolamenti nazionali e procedure doganali.
Tale richiesta è stata fatta propria dalla Nato: il Consiglio Nord Atlantico, riunitosi l’8 novembre 2017 a livello di ministri della Difesa, ha chiesto ufficialmente all’Unione europea di «applicare legislazioni nazionali che facilitino il passaggio di forze militari attraverso le frontiere» e, allo stesso tempo, di «migliorare le infrastrutture civili così che siano adattate alle esigenze militari».
Il 15 febbraio 2018, il Consiglio Nord Atlantico a livello di ministri della Difesa ha annunciato la costituzione di un nuovo Comando logistico Nato per «migliorare il movimento in Europa di truppe ed equipaggiamenti essenziali alla difesa».
 
Poco più di un mese dopo, l’Unione europea ha presentato il Piano d’azione sulla mobilità militare, che risponde esattamente ai requisiti stabiliti dal Pentagono e dalla Nato. Esso prevede di «semplificare le formalità doganali per le operazioni militari e il trasporto di merci pericolose di tipo militare».
 
Si prepara così «l’Area Schengen militare», con la differenza che a circolare liberamente non sono persone ma carrarmati. Movimentare carrarmati e altri mezzi militari su strada e per ferrovia non è però lo stessa cosa che farvi circolare normali autoveicoli e treni.
 
Si devono perciò rimuovere «le esistenti barriere alla mobilità militare», modificando «le infrastrutture non adatte al peso o alle dimensioni dei mezzi militari, in particolare ponti e ferrovie con insufficiente capacità di carico». Ad esempio, se un ponte non è in grado di reggere il peso di una colonna di carrarmati, dovrà essere rafforzato o ricostruito.
La Commissione europea «individuerà le parti della rete trans-europea dei trasporti adatte al trasporto militare, stabilendo le necessarie modifiche». Esse dovranno essere effettuate lungo decine di migliaia di chilometri della rete stradale e ferroviaria. Ciò richiederà una enorme spesa a carico dei paesi membri, con un «possibile contributo finanziario Ue per tali opere».”
GOVERNO PD-M5S? LA RIVOLUZIONE A COLPI DI TONNI

GOVERNO PD-M5S? LA RIVOLUZIONE A COLPI DI TONNI

governo-m5s

 

del COORDINAMENTO NAZIONALE Movimento Essere Sinistra – MovES

 

Dopo la “bella” e tutt’altro che inaspettata notizia di un possibile governo PD-M5s, dopo l’effetto grottesco che ci ha fatto solo l’idea di questa apertura, ci siamo imbattuti in un post che da un lato ci fa cadere le braccia, dall’altro ci fa pensare che dentro al M5s ci siano un sacco di anime belle.

È su una pagina Facebook che si chiama M5S News.

Sin dalla vostra comparsa sulla scena politica sosteniamo che sareste stati funzionali al sistema e a quanto pare, malgrado gli insulti a profusione che ci avete lanciato contro, non ci eravamo sbagliati.
Ma davanti a tanto camaleontismo e gattopardismo, davvero, siamo persino disorientati per tanta inconsistenza politica che riguarda un partito che si accinge a governare e non facciamo che chiederci se sia unicamente per ingenuità politica o perchè si pensa che gli elettori abbiano tutti l’anello al naso.

Il post inizia dicendo che Di Maio sta facendo addirittura un capolavoro. Un capolavoro, capito?
Le ragioni?
Eccole qui di seguito.

1. Ha messo al centro le cose da fare per cambiare davvero, scritte nero su bianco, alla luce del sole per il bene di tutti i cittadini partendo dagli ultimi!

Certo, soprattutto formando un governo con il partito che ha compiuto la peggiore macelleria sociale dal 1945 ad oggi contro gli ultimi.
In pratica dentro al PD, dalla sera alla mattina si sono tutti redenti, folgorati sulla via di Damasco di non si sa bene quale visione.
Ma il sospetto che dentro al M5s pensino davvero che tutta la responsabilità del disastro sia SOLO di Renzi, è più che fondato da parte nostra. Quindi, via lui, tutta vita verso la liberazione delle masse dall’oppressione.
Poi bisognerebbe magari ricordarsi che si sono piegati a libretto alla UE e al potere neoliberista, per non parlare della NATO.

 

“2. Ha stanato #Salvini dimostrando palesemente che è incapace di sottrarsi al ricatto di Berlusconi.”

Ehehehehehehhhh…anche Salvini ha stanato il M5s vista l’apertura al PD.
Viene da dire che il sistema di potere ha stravinto un’altra volta, perchè dinnanzi agli elettori non si sa quale delle due forze esca con le ossa più rotte in termini di credibilità, ma viene da dire che non sarà la Lega che tutto avfrebbe fatto, fuorchè aprire al PD.
Inoltre, a giudicare dalla reazione della base del M5s, non sembrerebbe che gli stanati siano i leghisti.
Anzi…

“3. Oggi stana il PD, o accetta di contribuire al cambiamento da socio di minoranza, facendo gli interessi dei cittadini e non delle lobby che rappresenta, o si va al voto e scompare definitivamente.”

PD e cambiamento sono due parole pericolosissime, insieme, giusto per cominciare.
Socio di minoranza, un centro di potere come il PD? Ma che film vedono i 5 stelle da immaginare una simile eventualità?
Socio di minoranza, poi, oggi che il M5s gli ridà vita?
Si va al voto? Ma figuriamoci se al PD possa interessare! Inoltre, qualcosa ci dice che neanche al M5s interessi tornare al voto.
Qui siamo alla solita nuora che parla perchè suocera intenda. La comunicazione politica si avvale di questi sistemi, CONTINUAMENTE.
Fanno simili dichiarazioni perchè il PD si terrorizzi (!) e accetti supino tutte le condizioni.
Ragazzi ma veramente credete alle cose che scrivete?

“4. Se fanno un governo tutti insieme senza M5S, per evitare di scomparire devono fare le cose che servono ai cittadini… (e a noi sta benissimo)…

Eccerto, il PD è lì apposta per fare cose che fanno il bene dei cittadini, sono nati per quello, campano di quello e non di realizzazione dei peggiori diktat europei che vogliono la totale oppressione del popolo italiano!
Ammesso che pure il M5s abbia in animo di farlo, visto che hanno giurato amore eterno e fedeltà a Macron e a tutto il neoliberismo europeo.

5. Se si va al voto #Salvini si mangia Forza Italia, noi quel che rimane del #PD e diventa più facile realizzare le cose che servono ai cittadini.

Beh, certo, è una possibilità ma con l’apertura al PD, a giudicare dalla valanga di commenti di insulti e improperi un po’ ovunque sulla rete, non andrà benissimo neanche al M5s se si torna al voto.

La verità è che di questi tatticismi ci si muore (una certa sinistra ve lo potrebbe spiegare benissimo, cari aderenti del M5s), specie quando si pensa di essere più furbi di gente che da SETTANT’ANNI (tra maestri e loro allievi dalla DC in giù) ha messo sotto scacco le forze di sinistra antisistema più tenaci.

OCCHIO CHE A PENSARE DI POTER SUONARE I PIFFERAI, SPESSO SI RESTA SUONATI e, se vi va bene, rischiate di passare dal voler aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno al finire a fare i tonni nella rete dei neoliberisti.
Ve lo sta dicendo la vostra base la quale, alla peggio, vi farà fare la fine dei tonni.

Questo è uno dei tanti commenti nel sacro blog di Grillo:

 

“Eravamo critici e contrari verso un Europa totalmente priva di democrazia a trazione tedesca.
Ora siamo europeisti.
Eravamo critici verso un atlantismo che ha seminato guerre in Afghanistan, Iraq, Libia, corno d”Africa….mi fermo per non tediare.
Ora siamo acriticamente atlantisti e pro Nato.
Individuavamo chiaramente in FI e Pd dei nemici del popolo.
Ricordate Etruria e MPS?
Oggi cerchiamo convergenze col Pd che è poi l’altra faccia del Nazareno.
Ora siamo I S T I T U Z I O N A L I, come piace all’Europa, al sistema bancario.
S T A B I L I T A’ come vuole Napolitano.
Caro Luigi con la tua bella giacchetta blu hai fatto l’ ennesima “rivoluzione colorata” che serviva a chi ci rende schiavi.
Sei un piccolo Tsipras.
Vomito!”

Un governo con il PD legittimato da una forza politica come il M5s, è quanto di meglio voglia la Commissione Europea e tutto il sistema globalista finanziario.
La realtà è un po’ diversa: IL PD È SERVO DELLA TROIKA e se forma un governo col M5s è solo per avere il controllo da vicino dei propri criminali interessi.

Svegliaaaa!!!11!!1!!!!!!

 

TRATTATIVA STATO-MAFIA: ADESSO È STORIA

TRATTATIVA STATO-MAFIA: ADESSO È STORIA

trattativa-statomafia

 

del Coordinamento Nazionale del Movimento Essere Sinistra MovES

 

La Corte di Assise di Palermo ha sancito quello che, a tanti di noi che lo dicevamo, è sempre valso come appellativo di complottisti: la Trattativa Stato-mafia è esistita.

Questa sentenza ha di fatto messo un punto fermo nella storia del nostro paese, ovvero ha DIMOSTRATO quanto è avvenuto.
Nino Di Matteo è andato fino in fondo sfidando minacce di morte e nell’isolamento delle stesse Istituzioni ed ha vinto.

Nel 1991, a seguito della condanna all’ergastolo di Salvatore Riina e di molti altri boss mafiosi, Cosa Nostra progettò di scatenare una reazione feroce contro lo Stato attraverso omicidi e attentati.

Nel 1992, intanto, con Tangentopoli quel sistema di potere democristiano che conoscevamo, a cui erano subentrati in compartecipazione i socialisti di Craxi, ebbe il suo epilogo.

Con la fine dei partiti storici che da sempre avevano garantito un certo sistema di potere, non esisteva più il referente con cui la criminalità organizzata faceva affari in cambio del controllo dei territori e del mantenimento di grandi serbatoi di voti a cui attingere.

Proprio questo il punto nodale che ha generato la trattativa, secondo il nostro modo di vedere: il vuoto politico che si è creato, l’impossibilità delle mafie di ottenere il potere economico di sempre, unitamente a quelle misure atte a permettere a grandi criminali mafiosi di assicurarsi ancora un posto sicuro all’ombra delle Istituzioni, la fase di ripiegamento al sistema della sinistra italiana.

È proprio nel 1992, infatti, che vennero assassinati i magistrati Falcone e Borsellino che, ormai consapevoli del piano in atto, lavoravano incessantemente per fermare il progetto eversivo della criminalità organizzata.
Alle loro morti seguirono, per tutto il 1993, una serie di stragi che tolsero la vita a numerosi cittadini italiani innocenti.

Nel corso delle indagini che furono aperte dopo quegli orrendi e sanguinari fatti, sull’ipotesi di trattativa Stato-mafia, emerse che già all’inizio del 1994 la mafia era disposta ad abbandonare i propri progetti eversivi e le stragi, per appoggiare il nuovo partito emergente guidato da Silvio Berlusconi e il ruolo di Marcello Dell’Utri è di fatto ormai storia.

Se fino ad oggi tutto ciò era solo una teoria o un’ipotesi, dopo questa sentenza è evidente, è provato quale fosse il disegno criminale e quale la sua completa realizzazione. Infatti attraverso quegli atti oscuri, costati decine di vite umane e il ripiegamento della democrazia alla criminalità organizzata, la mafia ha potuto trovare il suo nuovo referente. Proprio attraverso quella trattativa a cui si sono piegate parti rilevanti delle Istituzioni.

Invece, non sapremo mai, purtroppo, quale fu il ruolo di Giorgio Napolitano vista la distruzione delle intercettazioni tra lui e Nicola Mancino, registrate nellì’ambito dell’inchiesta sulla trattativa.

La Trattativa Stato-mafia è stata un passaggio decisivo anche per la storia di oggi.

Di fatto ha cambiato le sorti di questo paese ed ha avuto un ruolo preciso nel generare le condizioni per l’avvio di un processo volto a minare lo Stato e la politica stessa, favorendo l’attecchimento del sistema di potere quale è il neoliberismo che necessitava si creassero proprio quelle stesse condizioni determinate dalla trattativa, per riuscire ad opprimerci oggi.

FOODORA, IL BOCCONE AVVELENATO DELLO SFRUTTAMENTO

FOODORA, IL BOCCONE AVVELENATO DELLO SFRUTTAMENTO

foodora-ricorso

 

del COORDINAMENTO NAZIONALE Movimento Essere Sinistra MovES

 

Foodora è un colosso tedesco ormai presente in diversi paesi del mondo che vende cibo preparato in ristoranti nei pressi della zona del cliente e consegnato a domicilio in 30 minuti.

E chi lo consegna? Ma che domanda, naturalmente giovani precari che, piuttosto di non poter sopravvivere, si accontentano di entrare nella schiera degli sfruttati della gig economy (il solito nome inglese per addolcire un po’ il boccone avvelenato dello sfruttamento) ovvero un’economia che si basa sul ‘lavoretto‘ saltuario ed è qui la vera perversione di questo sistema di lavoro.

Sono chiamati rider, questi fattorini che consegnano il cibo già cucinato. Lavorano a chiamata (sempre la famosa gig economy), senza preavviso, senza tutele e senza diritti.
MA…a tutti gli effetti, devono essere disponibili, sempre pronti, sempre efficienti, sempre veloci e soprattutto NON devono protestare se l’azienda, una volta ben sviluppata in un paese (questo è uno degli aspetti perversi del giochino), passa da una retribuzione oraria ad una a consegna, altrimenti sono fuori dal gioco.

Cosa significa questo? Significa che in un’ora devono effettuare almeno due consegne per riuscire a strappare una paga da fame e tacere, anzi, essere grati per l’opportunità concessa loro.
La paga oraria era di 5,40 euro. Le consegne sono a 2.70 euro ciascuna.
Pertanto, se prima succedeva che il ristorante non consegnava il cibo da recapitare nei tempi giusti, il rider poteva splafonare nell’ora successiva per un’altra consegna in 30 minuti.

Con le nuove disposizioni dell’azienda, invece, se il rider vuol racimolare qualche centesimo in più, deve correre fino a sfinirsi sulla sua bicicletta, venire monitorato attraverso il GPS tramite il suo cellulare, scapicollarsi in corse spericolate a rischio farsi parecchio male nel traffico cittadino e senza alcuna tutela previdenziale, subire pressioni e ricatti continui da un datore di lavoro che neanche si vede di persona perchè tutto è regolato da una app su cellulare.

Sei rider hanno protestato per tutto questo. Sono stati messi alla porta.
A quel punto, hanno fatto causa e l’hanno persa. L’hanno persa perchè il Tribunale di Torino, ha stabilito che sono lavoratori autonomi!

Ora, a prescindere che il lavoratore autonomo per definizione, in questo paese non ha mai avuto tutele.
A prescindere anche dalla sterile lettura della legge, una domanda bisogna farsela: come si può considerare lavoratore autonomo qualcuno a cui si chiede di giustificare la propria assenza, la malattia o il proprio diniego a svolgere un servizio? Delle due, l’una.

Ma nella giungla che è diventata la regolamentazione del lavoro, un rider, alla fine, da erogatore di servizi a chiamata, viene trasformato in un precario costretto a lavorare come uno schiavo e per una paga che definire vergognosamente miserevole non basta neanche a rendere l’idea.

Questi sono gli effetti dell’aver abolito l’art.18 dello Statuto dei Lavoratori e dell’aver introdotto il Jobs Act.
Schiere di precari, di sfruttati, senza tutele, senza diritti, senza difese. Soli, in balia di un sistema ferocemente predatorio e di una società sempre più dipendente da bisogni indotti.

Infatti, viene da chiedersi: ci serve davvero il cibo a domicilio? Ci serve davvero alimentare la schiavitù di altri esseri umani attraverso sistemi di profitto che annientano la dignità e l’esistenza delle persone?

Sono innumerevoli queste attività che forniscono servizi di vendita online.
Dietro ogni acquisto, però, c’è la sofferenza di un altro essere umano e le condizioni di lavoro dei dipendenti di Amazon, solo per fare un esempio, ci ricordano quanto sia spaventosa.

Tutto accade nel silenzio generale della politica, dei media, della società intera.
Questi lavoratori fluttuano nel vuoto pnematico del sistema come scarti della società, qualcuno (anzi, qualcosa) di cui non doversi occupare, qualcuno che non esiste.
Solo merce da acquistare insieme al prodotto comprato nel web.

Sarebbe importante rendersene consapevoli anche se è evidente che, a dover sanare questa piaga, debba essere la politica.
La gig economy e tutto quello che rappresenta questa forma di schiavitù, altro non è che la destrutturazione e la conseguente distruzione dell’economia reale voluta dal capitalismo finanziario, dal neoliberismo che hanno scientemente reso l’occupazione un privilegio e non più un diritto sancito dalla Costituzione.

A questo punto, dunque, si apre l’altro interrogativo: com’è possibile che ancora non si sia compreso su larga scala, quale sia la radice di questo disastro?
La domanda è più che lecita, stante il fatto che al di là dei proclami pigliavoti, poi c’è la realtà oggettiva, ossia che se non si esce da questa gigantesca trappola che ha voluto la precarizzazione di milioni di vite, che ha distrutto il sistema produttivo italiano, che ha portato alla deflazione dei salari, quale è stato aderire alla UE e al sistema debitorio dell’euro, non potranno che aumentare la schiavitù e lo sfruttamento.

E fino a quando? Fino a che livello?
Quale sarà il massimo tributo che le varie Foodora, Just Eat, Amazon, Zalando etc., forti dell’essere rappresentate e insieme rappresentanti di questo feroce sistema di potere, chiederanno ai lavoratori?

Quanta altra fame e schiavitù ci verrà imposta, ancora?
Quanto altro sfruttamento del bisogno primario dell’esistenza, quale è l’occupazione, siamo disposti a sopportare prima di trovare il coraggio di guardare in faccia la verità e individuare il VERO nemico di tutti i ceti popolari?

Cambierà il governo (forse), ma senza una politica di autentica rottura con il sistema neoliberista a trazione europeista, senza una politica che riporti l’occupazione al centro degli obiettivi della politica mediante investimenti produttivi, mediante la rinazionalizzazione dei comparti strategici e delle banche, senza autonomia e senza la sovranità di poterci autodeterminare nelle scelte che riguardano il nostro paese, riappropriandoci anche della possibilità di stampare moneta, tutto potrà solo peggiorare per noi.

A beneficio di aziende come Foodora che fanno della schiavitù e dell’oppressione di milioni di individui, il loro immenso profitto.

 

 

 

 

 

 

 

 

EUROSTOP E L’USCITA DA EURO E UE

EUROSTOP E L’USCITA DA EURO E UE

 

del COORDINAMENTO NAZIONALE del MOVIMENTO ESSERE SINISTRA – MovES

 

Abbiamo già scritto nelle scorse settimane parlando delle motivazioni che ci hanno spinto a non aderire alla lista elettorale Potere al Popolo relativamente alle contraddizioni che vi sono in quell’agglomerato di forze politiche tra chi, come Eurostop, si era fino a poche settimane fa dichiarato per l’uscita dalla UE (posizione ritrattata proprio in virtù dell’adesione alla lista Potere al Popolo) e chi come PRC dice di voler modificare l’Unione dall’interno.

Ieri su Contropiano, giornale online vicino alla piattaforma Eurostop, appare un articolo a firma Marco Santopadre dal titolo “Si allarga il fronte contro l’Unione Europea. I baschi lanciano l’EHXIT“, nel quale si parla del fatto che, una formazione indipendentista e internazionalista basca, Askapena, con una conferenza stampa ha lanciato la proposta di exit con la rottura dei patti europei.

Ci permettiamo di riportare qui sotto la prima parte dell’articolo: “Si allarga in Europa il fronte delle forze politiche e sociali che, a partire da una posizione internazionalista, antifascista e anticapitalista, non solo contesta l’Unione Europea ma lotta per la sua rottura. Dopo la Piattaforma Sociale Eurostop in Italia, France Insoumise, la Cup in Catalogna, alcuni settori – purtroppo minoritari – di Podemos e alcune realtà della sinistra radicale e comunista ellenica, anche i baschi lanciano la loro campagna per “rompere l’Europa del capitale”.

Vorremmo chiedere ai dirigenti di Eurostop in che modo la piattaforma italiana, come viene detto nell’articolo, può continuare a fregiarsi della titolarità di un progetto di “rottura dell’unione europea” presentandosi sotto la bandiera di Potere al Popolo insieme a forze che sono apertamente schierate con la maggioranza di Podemos e con Syriza non con “alcuni settori – purtroppo minoritari – di Podemos e alcune realtà della sinistra radicale e comunista ellenica”.

Qualcuno dirà che stiamo affermando il falso e allora sarà opportuno che legga sempre su Contropiano, un articolo del 10 gennaio “I pusillanimi sull’uscita dall’euro”, in cui si evince con chiarezza che Eurostop non può più legittimarsi come l’unica istanza sociale e politica in Italia che voglia uscire da euro e Unione Europea.
Lo ha firmato Stefano Porcari e vi si legge:

Per onestà dobbiamo ammettere che anche dentro il percorso di Potere al Popolo, contro l’adesione all’Eurozona, non si è riusciti a declinare il terzo NO (oltre a Unione Europea e Nato), che pure è tra i punti costituenti della Piattaforma Eurostop. Un pizzico di coraggio politico in più non avrebbe guastato (…)

Coerenza, compagni, coerenza!

IL CAMBIO DI CASACCA DEL M5S

IL CAMBIO DI CASACCA DEL M5S

 

del Coordinamento Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

 

Il M5S non vuole più aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno ma chiudervisi dentro, al pari di tutti gli altri che hanno sempre criticato.

Infatti, dopo aver cavalcato il no euro nel 2013 che ha fruttato al M5s una valanga di voti, DI MAIO DICHIARA CHE NON È PIÙ TEMPO DI USCIRE DALL’EURO.
Che dire se non che ce l’aspettavamo una sortita come questa?

Era OVVIO, alla luce di quanto abbiamo visto in questi anni, che sarebbe finita così specie dopo la sua dichiarazione di voler attuare quella “rivoluzione liberale che non è riuscito a fare Berlusconi” e dopo esser stato a Washington.

INOLTRE, PENSARE AD UN REFERENDUM SULL’EURO, significa NON VOLER IN ALCUN MODO USCIRE

Come si legge nell’agenzia di ADNKRONOS che abbiamo più sopra linkato:

Noi diamo 20 miliardi di euro alla Ue: dobbiamo contare e andare a quei tavoli” per cambiare le regole, aggiunge riferendosi al ruolo dell’Italia in Europa.

UN ALTRO CHE SPARGE FANDONIE.
Cambiare la UE dall’interno è TECNICAMENTE IMPOSSIBILE ma nessuno lo dice e tutti sposano il mantra del cambiare da dentro, quindi mentendo sapendo di mentire A TUTTI GLI ITALIANI.

Più ancora dell’affermazione precedente, quella che proprio dichiara quanta propaganda diffonde il M5s, è la seguente affermazione:

“Il quadro europeo non ha più quel monolite franco-tedesco e ora l’Italia può contare di più a quei tavoli e io credo che non sia più il momento per l’Italia per uscire dall’euro.”

Non siamo convinti che Di Maio non sappia del vertice tra Francia e Germania tenutosi il 4 gennaio scorso dove è stato riconfermato il Trattato Bilaterale dell’Eliseo che ha sancito quindi definitivamente l’esistenza di un’Europa a due velocità per il quale è evidente che il binario su cui viaggia l’Italia è quello a scartamento ridotto.
Perciò non si può che pensare tutto il peggio possibile di questa affermazione di Di Maio, perchè o si tratta di insipienza politica o addirittura proprio di propaganda degna di quart’ordine.

E che dire della maggioranza di governo che ricercheranno presso altre forze politiche?
Ma non erano degli assoluti puristi che non si sarebbero MAI coalizzati con nessuno?

Più ancora, però, fa saltare sulla sedia leggere che loro stessi faranno UNA NORMA COSTITUZIONALE per modificare l’art. 67 onde evitare i cambi di casacca.

Grottesco, inoltre, che si inventino una norma costituzionale perché i parlamentari 5 stelle non cambino mai idea quando loro stessi hanno cambiato TUTTA la loro linea politica rispetto a quando sono nati.

È questo il modo per rinnovare il paese?

Sono questi i rivoluzionari 2.0 che abiurano le loro idee e demoliscono definitivamente la politica manipolando essi stessi la Costituzione?

Salvo poi scrivere nel loro codice etico, quello messo a punto dal M5s per le Parlamentarie, che vada rispettata la Costituzione.
Come, di grazia, comprando qualche kg. di rispetto UNICAMENTE presso i mercati finanziari?

 

Insomma, ancora una volta aveva ragione Andreotti a dire che il potere logora chi non ce l’ha.

 

 

 

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