G8 DI GENOVA: NOI NON DIMENTICHIAMO

G8 DI GENOVA: NOI NON DIMENTICHIAMO

Diaz Genova

di Bruno DELL’ORTO

Tra circa un mese saranno sedici anni da quel tragico G8.

Un incubo che ha per oggetto la sospensione totale dei diritti civili, ora nuovamente sanzionata dalla Corte Europea di Strasburgo,  sino a rendere Genova, durante quei quattro giorni, tale e quale ad una zona franca, blindata, impermeabile ai principi ed all’agire di uno Stato di Diritto.

Pinochet, Videla e Somoza uniti non avrebbero potuto meglio fare di quei Berlusconi, Fini e Scajola politicamente rei, nella migliore delle ipotesi, di aver instaurato un clima favorevole al verificarsi di quei crimini.

Ma l’autentica beffa indegna si concretizzò nel proseguo della vicenda, quando si videro addirittura premiati, nella sostanza, gli attori di quei giorni; sia quelli che effettuarono concretamente operazioni da bassa macelleria messicana, sia coloro che ricoprivano alte cariche e che avrebbero dovuto assumersene la responsabilità.

Una per tutte, rammento l’incredulità nell’apprendere della nomina di quel De Gennaro, a quel tempo capo della Polizia di Stato, alla presidenza di Finmeccanica!

Un altro aspetto da considerare tristemente, poi, è quello che riguarda gran parte di una società civile, talmente poco informata e partecipante ai fatti del Paese, da riuscire ancora oggi a produrre opinioni qualunquiste, superficiali, completamente scorrelate dalle oramai acclarate fattualità, e che suonano come un vero e proprio insulto rivolto alle vittime di quei giorni

MovES: LA PIANTINA E’ NATA

MovES: LA PIANTINA E’ NATA

Mani che temgono pianta

di Bruno DELL’ORTO

Era l’8 Marzo, poco più di tre mesi fa.
Da allora quanta strada!

Molta in salita, certo, ma si procede, si avanza, adagio ma con forza e determinazione.

Avanti e coraggio!
HLVS

In questi ultimi decenni avevamo quasi perduto il coraggio.

Poi adagio, uno alla volta, ci siamo avvistati in lontananza,
ci siamo avvicinati l’uno all’altro,
studiati con tutta la cautela dovuta ad innumerevoli precedenti disillusioni…

Ed abbiamo finalmente riconosciuto una tensione ideale sincera, l’abbiamo vista chiaramente, in noi e fuori di noi, come specchiandoci negli occhi degli altri.

E allora siamo partiti, credendo fortemente in questa esperienza, nella possibilità di cambiare, lasciandoci permeare dal coraggio e dall’entusiasmo dei compagni di viaggio che si sono messi in cammino, qui, al nostro fianco.

Il terreno che ci pareva arso e sterile attendeva solo di essere dissodato. È bastato piantare quel seme che da tanto attendeva, che pazientemente ha portato in sé, come racchiuso in uno scrigno, quel messaggio di giustizia, etica e uguaglianza che al di fuori pareva disperso.

Quel messaggio, passato attraverso decenni di egoismo e lotta per la sopravvivenza in sintonia col più feroce darwinismo sociale, non si è mai lasciato modificare geneticamente dal pensiero unico, dall’accettazione dell’idea dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, dalla logica perversa del profitto.

La piantina ora è nata, piccola e fragile, ma già in possesso di tutta la carica vitale per diventare un albero grande e forte, che offrirà riparo ed ombra ai viandanti più deboli, a quelli che da soli non ce la fanno, e che diventano, diventiamo ed ancor più diventeremmo, in sua assenza, ogni giorno più numerosi.

Un augurio al MovES quindi, a noi, a tutti i cittadini liberi che vorranno avvicinarsi e magari partecipare.

Cambiare è possibile, basta crederci…

IL MITO DI UNA SINISTRA UNITA CHE PER FAR MASSA SNATURA LA PROPRIA ESSENZA MI FA ORRORE

IL MITO DI UNA SINISTRA UNITA CHE PER FAR MASSA SNATURA LA PROPRIA ESSENZA MI FA ORRORE

Pseudosinistra

di Bruno DELL’ORTO

La “voglia di seggiola” che impone di esser tanti, a qualsiasi costo, come unico punto d’arrivo, mi sgomenta

Ammorbidire determinati princìpi, smussarli, fin rinnegarli per immolarli ad una logica di facile consenso, mi pare più in linea con logiche aziendali che con la ricerca di una nuova sistemica visione, improntata ad equità e giustizia

Arrivare lì, a qualsiasi costo, coalizzarsi con chiunque, per contare di più, diviene funzionale a logiche che hanno determinato prima e reiterato poi, negli ultimi decenni, aberranti gattopardesche realtà.

Scarrocciare deviando da una rotta naturale mediando su assiomi fondamentali, irrinunciabili per potersi dichiarare di sinistra, rappresenta pratica deleteria per la sinistra stessa, ma ciò che è più grave per chi dovrebbe essere da questa tutelato.

La rinuncia momentanea quindi a contare di più, in questa logica, è cosa nobile, l’isolamento per non andare oltre una fisiologica mediazione per finire fin sulla riva opposta, personalmente mi riempie di orgoglio, il tendere all’equità, alla giustizia alla tutela del debole, per quanto faticosa possa rivelarsi, rende gli sforzi, ai miei occhi, degni di essere prodotti.

Ed alla fine della corsa, ne sono certo, ci sarà una parte importante dell’elettorato che capirà dove collocarsi, che prenderà coscienza di chi davvero sta al suo fianco per far valere i diritti di base, quelli che restituiscono dignità al cittadino e condizione umana ad ognuno di noi…

MODERNI SCHIAVI PER FORMARE NOVELLI SUDDITI?

MODERNI SCHIAVI PER FORMARE NOVELLI SUDDITI?

 

contro la buona scuola

di Bruno DELL’ORTO

Se bastasse legiferare stabilendo sanzioni per scoraggiare molti aberranti atteggiamenti presenti nella società di oggi, la soluzione di svariate incongruenze ed ingiustizie che da questi derivano, assumerebbe una connotazione assai più gestibile, e parecchi endemici problemi presenterebbero, in fondo, una semplice soluzione.

Purtroppo non mi pare che così sia, ed anzi, la repressione necessaria per ostacolare comportamenti distonici rispetto al generale interesse, rappresenta a mio avviso una piccola parte, un corollario che, in quanto tale, semplicemente concomita alla soluzione delle criticità.

Un sistema che da sé si autoregoli perché i propri appartenenti si riconoscano in determinati valori comuni e si comportino di conseguenza, potrebbe, ad esempio, rappresentare un perfetto modello a cui tendere.

Per avvicinarsi ad una tale ambiziosa perfezione, lo sosteniamo tutti da tempo, occorre ricominciare dalla scuola, intesa come fucina per i cittadini del domani, nessuno escluso, perché possano, contestualmente al migliore processo formativo e nozionistico, impossessarsi e fare loro le fondamentali norme del corretto vivere in comunità.

Occorrerebbe quindi puntare sulla scuola, come elemento centrale di un percorso di miglioramento sociale.

Questo mi attenderei da un moderno Stato e questo auspicherei per un domani migliore, in termini di qualità della vita per un intero popolo perché composto da cittadini migliori, ben consci dei propri diritti e doveri.

Una disposizione, e vengo finalmente al punto, che assegni un valore preciso anche in termini retributivi ai principali attori di tale funzione formativa, rende perfettamente misurabile l’interesse e l’attenzione che alla stessa viene destinato.

Con il decreto Fedeli, infatti, si stabilisce un emolumento per tirocinanti laureati, trasferibili alla bisogna in luoghi anche di molto distanti dalle proprie sedi, con regolari orari di lavoro, nella misura di 400 euro mensili!

E qui mi fermo, ognuno si faccia la propria idea rispetto a ripercussioni e scopi di un simile modo di agire e quindi all’atteggiamento dell’attuale governo riguardo al tema…

LAVORO, PENSIONI E DIGNITA’

LAVORO, PENSIONI E DIGNITA’

Pensionato

di Bruno DELL’ORTO

Leggo su “Qui Finanza“:

Pensioni, al lavoro fino a 70 anni

Ed ancora:

siamo in presenza della più grande crisi previdenziale della storia

Non proseguo come da abitudine a più profondamente informarmi tramite ricerca sul web, arrestato, a monte di ogni tecnico approfondimento, da una mia ferma concezione a riguardo.

Penso infatti che un trattamento pensionistico debba essere erogato, per entità e decorrenza dei termini, con le modalità consone alla dignità di ogni lavoratore, che prima ancora è un cittadino, e quindi un ESSERE UMANO facente parte di un sistema.

L’istituto della pensione nasce per assicurate appunto una condizione di vita compatibile con una società civile ad ogni membro della stessa.

È proprio per questo che un sistema di tipo contributivo mi fa orrore.

Se in un sistema, in cui mi riconosco sempre meno, la disparità di reddito in età lavorativa abbia raggiunto dei delta difficilmente giustificabili dal punto di vista etico, in attesa e con l’auspicio di radicalmente riformarlo, credo che le parti che da esso traggano il miglior vantaggio, debbano solo accendere un cero per profondamente ringraziare.

Fuori dal sistema vigente, basato sullo sfruttamento del lavoro altrui (si intenda il termine in modo squisitamente letterale, senza accezionarlo come comunemente si usa nella sua parte più negativa) tutto ciò non sarebbe possibile.

Se quindi si accetta che tale discriminazione reddituale si protegga persino oltre l’età lavorativa, si snatura, a mio avviso, lo spirito stesso di tale istituto.

La pensione deve garantire a tutti dignità, e cioè possibilità di abitare, curarsi, alimentarsi in modo corretto.

Tutto ciò che questo esuberi, assume, ai miei occhi, indipendentemente da ciò che si è o non si è versato, la forma di puro privilegio.

LA NOTTE DEL SILENZIO

LA NOTTE DEL SILENZIO

Trovo la storia raccontata da quest’uomo commovente, ma soprattutto vicina
Ragazzi senza esperienza, uomini che non sanno ancora nulla del COME, ma improvvisamente si fanno una ben precisa idea del COSA.

Tutto il resto poi viene da sé…

Nota dovuta : ovviamente ogni epoca e situazione richiede modalità di lotta specifiche.

La lotta armata oggi sarebbe inutile, obsoleta ed eticamente insostenibile.

Bruno Dell'Orto