PIANO D’AZIONE SULLA MOBILITÀ MILITARE, FOLLIA EUROPEA

PIANO D’AZIONE SULLA MOBILITÀ MILITARE, FOLLIA EUROPEA

mobilità-militare

 

del COORDINAMENTO NAZIONALE del MOVIMENTO ESSERE SINISTRA – MovES

 

Nel solito silenzio generale dei media mainstream, il 28 marzo la UE ha presentato il Piano d’azione sulla mobilità militare in Europa: semplicemente una FOLLIA, non si può definire altrimenti.

 
Cosa significa e cosa si vuole ottenere?
Semplice. Un maggiore asservimento alla NATO da parte della UE, una più rapida, snella e maggiore mobilità di MEZZI PESANTI e di FORZE MILITARI senza che questi siano rallentati da regolamenti nazionali e procedure doganali, per fronteggiare un possibile attacco russo.
 
VOGLIONO CREARE UN’AREA SCHENGEN MILITARE che comporterà anche interventi alle infrastrutture così che carri armati e quant’altro, abbiano libera circolazione per tutta Europa.
 
Ovviamente le spese per tali interventi saranno a carico nostro, tutte realizzate con soldi pubblici che i paesi membri della UE metteranno a disposizione.
 
ALTRO CHE DISARMO, ALTRO CHE INVESTIMENTI SULLA PACE!
In Italia non ci sono i soldi pubblici per ricostruire Amatrice e l’Aquila e per mettere in sicurezza le scuole, si taglia la sanità ma per potenziare le spese militari ed essere più asserviti alla NATO e agli USA, i soldi ci sono eccome!
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Nessun Piano di azione della mobilità militare, basta con gli armamenti!
Questa è una delle tante ragioni per cui vogliamo l’Italia FUORI DALLA NATO!

 
 
 
Nel 2015, il generale Ben Hodges comandante delle forze terrestri Usa in Europa (U.S. Army Europe), ha richiesto l’istituzione di «un’Area Schengen militare» così che le forze Usa, per fronteggiare «l’aggressione russa», possano muoversi con la massima rapidità da un paese europeo all’altro, senza essere rallentate da regolamenti nazionali e procedure doganali.
Tale richiesta è stata fatta propria dalla Nato: il Consiglio Nord Atlantico, riunitosi l’8 novembre 2017 a livello di ministri della Difesa, ha chiesto ufficialmente all’Unione europea di «applicare legislazioni nazionali che facilitino il passaggio di forze militari attraverso le frontiere» e, allo stesso tempo, di «migliorare le infrastrutture civili così che siano adattate alle esigenze militari».
Il 15 febbraio 2018, il Consiglio Nord Atlantico a livello di ministri della Difesa ha annunciato la costituzione di un nuovo Comando logistico Nato per «migliorare il movimento in Europa di truppe ed equipaggiamenti essenziali alla difesa».
 
Poco più di un mese dopo, l’Unione europea ha presentato il Piano d’azione sulla mobilità militare, che risponde esattamente ai requisiti stabiliti dal Pentagono e dalla Nato. Esso prevede di «semplificare le formalità doganali per le operazioni militari e il trasporto di merci pericolose di tipo militare».
 
Si prepara così «l’Area Schengen militare», con la differenza che a circolare liberamente non sono persone ma carrarmati. Movimentare carrarmati e altri mezzi militari su strada e per ferrovia non è però lo stessa cosa che farvi circolare normali autoveicoli e treni.
 
Si devono perciò rimuovere «le esistenti barriere alla mobilità militare», modificando «le infrastrutture non adatte al peso o alle dimensioni dei mezzi militari, in particolare ponti e ferrovie con insufficiente capacità di carico». Ad esempio, se un ponte non è in grado di reggere il peso di una colonna di carrarmati, dovrà essere rafforzato o ricostruito.
La Commissione europea «individuerà le parti della rete trans-europea dei trasporti adatte al trasporto militare, stabilendo le necessarie modifiche». Esse dovranno essere effettuate lungo decine di migliaia di chilometri della rete stradale e ferroviaria. Ciò richiederà una enorme spesa a carico dei paesi membri, con un «possibile contributo finanziario Ue per tali opere».”
ARMI NUCLEARI E ITALIA IN PRIMA LINEA

ARMI NUCLEARI E ITALIA IN PRIMA LINEA

 

di Dario BIANZANI – Coordinatore Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

Il rapporto sulle armi nucleari del Pentagono “Nuclear Posture Review 2018” prevede l’Italia coinvolta in prima linea.

Il documento è attualmente in fase di revisione alla Casa Bianca e si attende che la versione definitiva venga firmata dal presidente Trump, ma una bozza è stata fatta filtrare dal Pentagono.

Nel rapporto viene descritto un mondo pieno di minacce per la sicurezza degli Stati Uniti e dei loro alleati.
Dice il Pentagono che mentre gli USA avrebbero continuato a ridurre le loro forze nucleari, Russia e Cina sarebbero dotate di nuove forze nucleari con nuove capacità tecnologiche e assumerebbero, si legge, “un comportamento sempre più aggressivo anche nello spazio esterno e nel cyberspazio“.

Inoltre la Corea del Nord continuerebbe illecitamente a dotarsi di armi nucleari e l’Iran, nonostante l’accordo che gli impedirebbe di continuare un progetto di proliferazione nucleare manterrebbe “la capacità tecnologica di costruire un’arma nucleare nel giro di un anno“.

Nel rapporto, il Pentagono, anche utilizzando dati palesemente falsificati, cerca di dimostrare che le armi nucleari statunitensi sono obsolete e necessitano di radicale ristrutturazione ma non fa menzione al fatto che gli USA, nel 2014, hanno già avviato un programma di riarmo nucleare con una spesa di oltre 1000 milioni di dollari, il più imponente dalla fine della guerra fredda.

Quel programma ha permesso agli Stati Uniti di triplicare la capacità distruttiva dei loro missili balistici.
Il nuovo programma di ristrutturazione consentirebbe, in realtà, di acquisire “capacità nucleari flessibili“, con lo sviluppo di “armi nucleari di bassa potenza” da utilizzare anche in conflitti regionali o per rispondere a un attacco di hacker ai sistemi informatici.

Nel 2020, secondo il rapporto, le forze armate statunitensi saranno dotate della principale arma di questo tipo, la bomba B61-12.
Questa bomba sostituirà le B61 attualmente schierate in Italia, Germania, Belgio, Olanda e Turchia e, dice ancora il Pentagono, costituirà “un chiaro segnale di deterrenza a qualsiasi potenziale avversario”, in quanto gli Stati Uniti: “posseggono la capacità di rispondere da basi avanzate alla escalation“.

 

 

Questa bomba non sarebbe solo la versione ammodernata della attuale B61 ma sarebbe una nuova arma con una testata nucleare a quattro opzioni di potenza selezionabili, un sistema di guida che permetterebbe di sganciarla da distanza sull’obiettivo, la capacità di penetrare nel terreno per distruggere i bunker dei centri di comando.

Sempre secondo il rapporto, dal 2021, questa nuova arma sarà disponibile anche per i caccia dei paesi alleati, tra cui i Tornado italiani PA-200 del 6° Stormo di stanza a Ghedi. Ma, per sfruttarne a pieno le potenzialità e per guidarle sull’obiettivo e sfruttarne le capacità anti-bunker, occorrono i caccia F-35A.

Questi caccia di nuova generazione, continua il rapporto, manterranno la forza di deterrenza della Nato e la capacità di schierare armi nucleari in posizioni avanzate, se necessario per la sicurezza.

Il Pentagono annuncia quindi il piano di schierare F-35A, armati di B61-12, a ridosso dei confini con la Russia. Naturalmente per la “sicurezza” dell’Europa.

L’italia, come si evince da questo rapporto, si troverebbe ancora di più in prima linea.
Se qualche forza politica che si presenta alle elezioni 2018 intende prendere posizione, magari anche spiegando bene il come, batta un colpo. Grazie.

Noi, che siamo contrari al riarmo, alla continua produzione di armi e alla permanenza dell’Italia nella NATO, siamo disponibili a qualsiasi iniziativa di protesta e di proposta seria e non elettoralistica che vada in questa direzione.

 

IMPERIALISMO: A GERUSALEMME UN NEMICO SENZA PIÙ MASCHERE

IMPERIALISMO: A GERUSALEMME UN NEMICO SENZA PIÙ MASCHERE

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del Coordinamento Nazionale del Movimento Essere Sinistra – MovES
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GERUSALEMME: SIAMO TORNATI ALL’IMPERIALISMO AMERICANO DICHIARATO.
Siamo tornati a vedere il VERO volto del potere americano.
Evviva. Finalmente abbiamo di nuovo sotto agli occhi chi sia il nostro VERO NEMICO.
È finito il tempo della manfrina del politically correct e del FINTO progressismo.
Adesso l’America è di nuovo DICHIARATAMENTE se stessa.
Adesso NON ABBIAMO PIÙ ALIBI per non schierarci.
 
Per anni ci hanno voluto far credere all’America dei democrats e dei diritti, mentre Clinton e Obama avviavano le peggiori guerre e i peggiori conflitti, le peggiori interferenze con le democrazie di diversi paesi del mondo o con governi di paesi con un equilibrio già precario in cui gli U.S.A. avevano interessi.
Gioverebbe infatti ricordarsi SEMPRE, solo per fare un esempio a caso ma il più rilevante nel panorama politico e negli equilibri mondiali, che ISIS è un organismo di fabbricazione AMERICANA per dichiarazione della stessa Clinton.
 
Detto questo, riguardo alla nuova aggressione alla Palestina da parte di Trump, resta solo da dire ancora una volta, che imperialismo e sionismo sono facce di un fascismo che in America e in Israele NON SONO MAI MORTI.
In questi vent’anni hanno solo assunto facce più suadenti e spendibili presso l’opinione pubblica mondiale, grazie al maquillage operato dalle oligarchie.
 
Intanto i morti aumentano, i feriti si contano a centinaia.
Intanto il popolo palestine se MUORE PER MANO DEL FASCISTA NETANYAHU, OGGI, esattamente come avvenuto anche coi suoi predecessori.
 
La ragione NON È AFFATTO RELIGIOSA ma, anche se ne siamo tutti consapevoli, meglio ricordare che  da SEMPRE è politica, economica e geopolitica.
 
In questo conflitto, le responsabilità storiche dell’Occidente sono particolarmente PESANTISSIME, ONU in primis, e continuano ad esserlo, e poco vale che gli ambasciatori ONU di paesi come Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania e Svezia abbiano preso nettamente le distanze da questa decisione di Trump, pur essendo comunque un segnale.
 
Poco vale che sia una posizione stabile dei paesi dell’Unione Europea, alla luce dello stato di fatto, quella che Gerusalemme dovrebbe essere la capitale di Israele e Palestina come per giunta previsto dagli accordi di Oslo.
Poco vale perchè anche questo resta nel recinto dell’ipocrisia di un Occidente che ha sulla coscienza 70 ANNI di morti, di guerre, di torture, di repressione di un intero popolo.
 
E oggi sarebbe pure la Giornata Mondiale dei Diritti Umani.
Fa venire da piangere il solo pensiero di tanta ipocrita messa in scena quando il mondo intero è sotto il tallone di ferro dell’imperialismo americano dalla II guerra mondiale, se non prima.
 
È indispensabile, perciò e ogni giorno di più, rendersi consapevoli che nulla cambierà mai fino a che lasceremo nelle mani di un paese come gli U.S.A., il destino dell’Umanità intera.
 
Proprio per questo siamo e saremo SEMPRE contro OGNI FORMA di IMPERIALISMO.
Proprio questo siamo e saremo SEMPRE e SOLO dalla parte dell’essere umano e del suo diritto ad autodeterminarsi.
NO all’imperialismo, NO alla NATO, NO alla negazione della sovranità di ogni popolo!
LIBANO, È ALLARME ATTACCO ISRAELIANO

LIBANO, È ALLARME ATTACCO ISRAELIANO

 

del Coordinamento Nazionale del Movimento Essere Sinistra – MovES

 

Il Capo di Stato Maggiore dell’esercito libanese, ha annunciato MASSIMA ALLERTA dell’esercito per un probabile pericolo di ATTACCO DA PARTE DI ISRAELE.
 
Non molti giorni fa è avvenuto un colpo di stato in Arabia Saudita.
Un’ipotesi propende per un riassetto interno di rapporti di forza.
 
In realtà a prendere sempre più piede è l’ipotesi che quanto avvenuto mirasse a costituire un centro di potere in linea con la volontà di imporre un maggiore controllo sul Medio Oriente in funzione anti Iran e anti hezbollah da parte di Arabia Saudita e Israele, con l’appoggio degli Stati Uniti.
 
In coincidenza, mettiamola pure così, si sono verificati due episodi significativi: uno, che il consigliere di Trump e lui stesso hanno dato appoggio al governo insediatosi e in contemporanea è stato diramato un dispaccio in ebraico del Ministero degli Esteri israeliano in cui si è chiesto a tutte le proprie ambasciate di sostenere l’ipotesi che gli hezbollah debbano essere cacciati dal governo libanese, con conseguenti dimissioni del Primo Ministro.
 
Parrebbe dunque probabile che israeliani e americani stiano tentando in ogni modo di mettere sotto pressione l’Iran provocando ogni possibile incidente per rompere gli equilibri peraltro già fragili proprio attraverso il Libano, dopo aver fallito in Siria e Iraq anche grazie all’intervento di Russia e Cina.
 
Finora la guerra non è scoppiata perché oltre ad un Iran che cerca, pur difendendosi, di evitarla, esiste un intenso ruolo diplomatico di Russia in primo luogo, ma anche di Cina che con un stretta campagna di rapporti diplomatici e commerciali, con il bilancino hanno costretto USA e Israele nell’angolo
 
Oggi però arriva la dichiarazione del capo di Stato Maggiore dell’Esercito libanese che potrebbe non far presagire niente di buono, malgrado il Libano stia tentando da anni di mantenere lo stato di convivenza pacifica che hanno raggiunto in questi anni tra etnie diverse e religioni diverse.
 
In Libano, infatti, pur essendo un piccolo paese, vivono insieme ai libanesi che sono musulmani, sia sunniti sia sciiti, cristiani maroniti, drusi e centinaia di migliaia di profughi palestinesi e siriani.
 
Va pure sottolineato che in questo scenario diventerà fondamentale il ruolo del futuro Esercito Europeo che, per inciso, avrà come principale sede operativa Napoli, guarda caso proprio sul Mediterraneo.
La sede del Comando sud della NATO, fuori Napoli città, e la sede dell’Esercito Europeo, in città alla Nunziatella con l’avallo di De Magistris che si è detto favorevole alla sede dell’esercito europeo.
 
Ricordiamo pure che in Libano fino a marzo erano presenti militari italiani di 2 missioni e presumibilmente lo sono ancora: una missione bilaterale che si chiana MIBIL che si occupa tra l’altro dell’addestramento dei militari libanesi e l’altra dell’ONU che si chiama UNIFIL con militari italiani e di altri paesi tra cui la Francia con il compito del controllo della frontiera con Israele secondo le direttive della risoluzione ONU 1701.
 
Insomma, le aggressioni continuano, la democrazia esportata pure.
E la Pace un miraggio che si infrange ogni giorno di più sino a che l’Italia resterà all’interno della NATO.
 
 
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LA CERIMONIA-FARSA DELLA MINISTRA PINOTTI

LA CERIMONIA-FARSA DELLA MINISTRA PINOTTI

di Franco DE IACOBIS – Coordinatore Nazionale MovES

Due settimane fa circa, la cerimonia-visita al Museo Storico dell’Areonautica Militare della Ministra della Difesa, Pinotti.
Una ricorrenza diventata farsa, come prevede sempre il cerimoniale del potere che rappresenta e incensa se stesso.

Nel corso del suo intervento, la Ministra ha parlato di lealtà e coscienza del singolo nelle scelte, ricordando i due medagliati al valor militare morti alle Fosse Ardeatine (il curioso caso di sfruttare un’occasione per parlare di Resistenza proprio da parte di chi è membro di un governo che la offende ogni giorno, in vista delle elezioni politiche, fa molto pensare…).

Ovviamente ha parlato ad una platea molto ristretta: presenti solo i 5 membri della RSU per il personale civile…una farsa.

Onestamente, non capisco come si possano celebrare dei caduti per la Resistenza (da cui scaturì il CLN prima e la Costituzione poi…) mentre si votano in Parlamento leggi che cozzano visibilmente con lo spirito della Carta Costituzionale.

Una “disinvoltura” notevole e, come dicevo, anche parecchio opportuna ma non certo per i martiri delle Fosse Ardeatine.
Quelli tornano utili all’occorrenza salco dimenticarsene quando invece occorrerebbe urgentemente parlarne, soprattutto nelle scuole, ai ragazzi di qualunque età.

Per non parlare dei fondi e del lavoro fisico spesi per quest’evento, mentre il personale civile non ha soldi per pagare le varie voci attinenti alla produttività, che quest’anno non supererà i 70 euro netti pro-capite ed è SENZA CONTRATTO DA NOVE ANNI!!

Egregia Sig.ra Ministra, celebri meno ricorrenze e lavori sui tavoli di contrattazione come le sigle da tempo le chiedono!!!

Non posso del resto sperare che si faccia ciò che Bruxelles NON vuole.
I nostri (si fa per dire) Ministri eseguono il compitino: stanziamenti per il pubblico impiego ridotti al minimo, ma armamenti sempre più costosi.

Con buona pace dei medagliati alle Fosse Ardeatine, celebrati a pochi metri dall’aereo gasa-abissini di Italo Balbo.
Complimenti.

RIFLESSIONE SU UNA TRAGEDIA IN DIRETTA

RIFLESSIONE SU UNA TRAGEDIA IN DIRETTA

 

di Franco DE IACOBIS

La tragedia relativa all’incidente in cui recentemente ha perso la vita il pilota militare (36 anni) credo che ci debba indurre a qualche considerazione.

A) I media ne hanno parlato pochissimo, come se fosse nell’ordine naturale delle cose morire così, davanti alla propria moglie. Immaginate la copertura mediatica che sarebbe stata data ad un morto per mano straniera in un incidente stradale, ad esempio.

B) Chiediamoci a cosa e soprattutto a CHI servono questi patetici show muscolari, costosissimi e rischiosi che, a cominciare dalla patriottarda retorica fanfarona del 2 giugno, dovrebbero dimostrare la nostra abilità militare (e magari ribadire la virilità italica, vista la lettura psicanalitica che si potrebbe dare di certe esaltazioni in perfetto stile balbiano): questioni di mercato delle aziende belliche “obbligano” i nostri vertici militari, asserviti ai grandi gruppi come LOCKHEED, ALENIA, OTO MELARA, FCA (EX FIAT) ed altri belligeranti in doppiopetto, a pubblicizzare le armi attraverso queste esibizioni da circensi in divisa.

C) Tecnicamente non sapremo MAI come sono andate esattamente le cose: mi rifiuto di pensare che non esista un video UFFICIALE di quel tragico volo.

D) Se l’intento era quello di propagandare il prodotto EFA 2000 (l’aereo in questione, prodotto da Alenia e varie altre consociate), credo che la pubblicità sia stata pessima. E alla fine la colpa sarà attribuita ad un “errore umano”….sarò facile profeta.

Infine, credo che dovremmo opporci a questo genere di manifestazioni che oltre ad esporre sempre al rischio di sfociare in tragedia, costano quanto l’edificazione di mezzo ospedale!

Il nostro territorio non è violentato dagl’immigrati ma DALLE BASI MILITARI.
Per brevità tralascio i dati sui morti in Sardegna di leucemia e linfomi nei dintorni di Perdasdefogu-Salto di Quirra.

Proiettili all’uranio impoverito di cui SMD ha sempre negato l’esistenza sono stati quasi certamente usati per esercitazioni da aerei e forze di terra non solo italiani.
Pecore a due teste, malformazioni genetiche ed ogni sorta di aberrazione persino nei mari circostanti l’isola.

Ma si sa, fa più notizia un’intervista di Paola Taverna…
A proposito: che ne pensano dell’art.11 della Costituzionale i PULITISSIMI pentastellati?
Mai una parola sulle scelte politiche militari di questi scellerati governi che mi stanno facendo rimpiangere la DC.

Ma ovviamente il nostro pensiero va al pilota deceduto ed alla sua famiglia.
Vittime forse inconsapevoli, le ultime di una lunghissima, tragica lista.
Condoglianze.

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