terrorismo

 

 

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile Movimento Essere Sinistra [ MovES ]

 

I giorni passano e il dolore per la strage di Genova non se ne va.
Anzi, aumenta.
Le notizie di cui veniamo in possesso non fanno che aumentarlo insieme alla rabbia. Dolore e rabbia sordi e impotenti di chi sapeva che prima o poi qualcosa di terribile sarebbe successo perchè, dove manca lo Stato a gestire quello che interessa il bene comune, e subentra chi deve fare cassa fino a sfondarla sulla pelle delle persone, è sicuro che sia solo questione di tempo che una mattanza prima o poi avvenga.
Una rabbia sorda e impotente perchè troppi (!) tra le persone comuni, non hanno voluto credere a quale sistema di potere aspirasse e fosse determinato a creare il PD e fin dove si sarebbe infiltrato come una delle peggiori e mortali metastasi della democrazia.

La strage di Genova (ci tengo a definirla una strage perchè lo è a tutti gli effetti) non è dissimile da quella della Stazione di Bologna.
Non solo per le modalità infami, non solo perchè i morti sono stati troppi laddove anche solo uno è già troppo.
Ma anche perchè questi eventi agghiaccianti sanciscono di fatto passaggi politici determinanti.

Bologna ci ha dimostrato come vari poteri si intersechino, come si crei tra loro sinergia e come agiscano in perfetto unisono per raggiungere i loro obiettivi.
Bologna fu la madre di tutte le stragi proprio per quanto successe dopo. Ma anche prima. L’omicidio del Giudice Mario Amato, ne è la riprova.

 

E Genova ricorda molto tutto questo.
Oggi il terrorismo non viene rappresentato con gli omicidi eccellenti o con le stragi al tritolo, ma da un sistema di potere che, per ragioni molto simili a quelle che muoveva lo stragismo italiano di un certo periodo storico, piega con la paura, l’oppressione e il ricatto milioni di persone o sacrifica decine di vite umane pur di mantenere controllo e dominio e di conseguenza, immensi patrimoni.

 

Quello che sta emergendo, quindi, dimostra che oggi come allora, NON SONO SOLO i Benetton il problema, ma lo è l’intreccio di poteri con la politica che, per scopi che a noi comuni mortali appaiono come mostruosi e complottisti, in realtà non fanno altro che garantire se stessi a qualunque costo e senza mai scomporsi.

Le elargizioni che sembra che i Benetton abbiano versato a tutti i partiti – tanto il centrodestra quanto il centrosinistra di un certo periodo – confermerebbero quanto collusa sia la politica che conosciamo con il grande capitale finanziario e non, e sarebbero in perfetto stile mafioso, visti gli immani scambi di favori che inevitabilmente si sono sempre innescati, come dimostra la storia di questo paese.

A conferma, quindi, che non solo il sistema ripete sempre se stesso ma che in questo passaggio, a fronte degli effetti dell’attacco portato alla democrazia, l’evoluzione c’è stata ma prepotentemente verso la distruzione dello Stato e a favore di poteri che, nella loro somma attuale, diventano un’ulteriore entità politica. Tanto invisibile ai più, quanto per questo maggiormente potente.

Non è impossibile, pertanto, che nello svolgimento delle indagini sul crollo del ponte Morandi possano emergere ulteriori sconcertanti fatti e verità annesse e questo ci porta a pensare che altri insabbiamenti e depistaggi potrebbero verificarsi. Anche in questo Bologna insegna molto e dovremo vigilare, soprattutto adesso.

Colossi come quello del gruppo Benetton, possono tutto. Sono gli stessi Benetton che in Sud America per i loro profitti più sfrenati, sono coinvolti nella sanguinosa spoliazione dalle loro terre, il popolo Mapuche.

Non staremo a guardare, specie perchè Genova, con il suo enorme dolore per il tragico rosario di nomi delle vittime, con i danni impressionanti ai sopravvissuti del crollo, ai residenti della zona, al territorio e alla sua economia, sta cominciando a dirci qualcosa in più.

Un qualcosa che quell’applauso ai rappresentanti del governo durante la funzione per le vittime, continua a confermarsi sempre più chiaramente.

Un qualcosa che insiste a dirci che il sipario del dio mercato è strappato e che il cambiamento, se non sarà oggi con questo governo, comunque sarà!

Troppo facile e troppo comodo, perciò, rubricare anche le reazioni di oggi alla voce “il popolo è ignorante e razzista“. Un bell’alibi per non vedere le proprie individuali e collettive responsabilità.

Il popolo di quei funerali come quello del voto del 4 marzo, sta gridando il suo BASTA! e ha votato chi, dopo decenni, ha iniziato a parlare il suo linguaggio, disinteressandosi del fatto che fosse Di Maio o Salvini perchè quando la disperazione e l’oppressione diventano una marea che ti soffoca, non importa più nulla su chi sembra lanciarti un salvagente.

 

Di questo la sedicente sinistra che si straccia le vesti dovrebbe occuparsi.
NON di uno squallido selfie fatto durante un funerale di Stato e non dei fischi a Martina&Co., ma della sconfitta ormai acclarata e acclamata a gran voce, di tutta una parte politica vergognosamente serva di un sistema che ancora troppi hanno votato e troppi sostengono in tutte le sue forme e propaggini.
Una sconfitta che nemmeno il terrorismo United Colors potrà sanare.

 

ANCHE e SOPRATTUTTO perchè acclamata proprio durante i funerali di 43 morti assassinati dal terrorismo delle più orrende e mostruose speculazioni delle élite del capitalismo globalista finanziario di cui i Benetton sono solo la punta di un immenso iceberg e ancora troppo sommerso.

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