Sanità soldi

 

di Ivana FABRIS

Succede che pazienti in terapia anticoagulante potevano gestirsi i controlli quindicinali o settimanali presso il proprio medico, il quale, dosato l’INR, al momento del rilevamento modulava il dosaggio del farmaco.

Succede che da pochi giorni tutto questo non è più possibile, pertanto ogni paziente in suddetta terapia, deve rivolgersi a strutture ospedaliere o ambulatori pubblici oppure privati convenzionati e non.

Succede che con questa procedura, un banalissimo quanto importantissimo esame, richiederà tempi e fatiche tutt’altro che facili da gestire, specie per l’anziano.

Succede a succede a migliaia di persone in un comune della provincia nord di Milano come penso anche a centinaia di migliaia di altri in Lombardia che da adesso in poi dovranno affrontare lo stress di recarsi in una struttura per effettuare un prelievo.

Malgrado sia ampiamente dimostrato che si possa fare presso il proprio medico di base e che questo metodo funzioni A VANTAGGIO DEL BENESSERE DEL PAZIENTE, da domani richiederà ulteriore burocrazia: prescrizione medica per 8 prelievi, code agli sportelli, tempo e parenti sempre disponibili all’accompagnare il paziente presso le strutture, disagi in genere e fatiche fisiche notevoli per un anziano in già seria difficoltà.

Succede che qualora l’anziano non potesse muoversi o non avesse parenti, dovrà rivolgersi al servizio infermieristico ASL, ove esistente e soprattutto funzionante ma, in ogni caso, PAGANDO L’USCITA.

 

Per non parlare del fatto che non è escluso che debba rivolgersi ad un servizio TOTALMENTE PRIVATO.

Questo è il prosieguo dello smantellamento del servizio al cittadino da parte di uno Stato completamente PRONO ai voleri del neoliberismo europeo che sta falcidiando la sanità pubblica e con essa milioni di persone.

Però, ok, guai a dire che da questa UE dobbiamo uscire al più presto se vogliamo tornare ad autodeterminare le nostre scelte in materia.

Già, perché quello che sfugge a molti italiani, specialmente fra la sedicente sinistra, è che le scelte su quale settore del nostro paese possiamo investire, sono determinate dalla stessa UE che decide dove dobbiamo o possiamo spendere i soldi che noi contribuenti versiamo nelle casse dello Stato.

Meglio versare 70 MILIARDI DI EURO (di soldi nostri) per sostenere le banche che investire in servizi alla comunità.
Che diamine, mica vorremo lasciar colare a picco istituti PRIVATI che speculano e hanno speculato fino a distruggere le democrazie, fino ad insultare sistematicamente il dettato costituzionale, no?

Ma voi che “l’Europa si cambia da dentro”, non eravate tutti strenui difensori della Costituzione?

E come mai avete votato al referendum costituzionale per salvarla da Renzi e poi siete terrorizzati all’idea di difenderla nel solo modo possibile, ossia abbandonando la UE?

Perché non reagite davanti al fatto che la Costituzione, laddove dice che ad ogni cittadino debba essere garantito lavoro, salute, scuola, dignità (!), viene violata sistematicamente proprio dai trattati europei che ci hanno costretto a perdere il diritto di autodeterminarci?