Macrì

 

 

di Dario BIANZANI – Coordinatore Nazionale Movimento Essere Sinistra [MovES]

 

 

Argentina: Il Governo neoliberista di Macrì fa sempre più ricordare i tempi bui della dittatura. Prove di regime?

 

Dopo aver autorizzato l’utilizzo delle forze armate nella gestione dell’ordine pubblico, dopo che episodi inquietanti come la distruzione di un teatro da parte di non specificati uomini incappucciati senza nessun intervento della polizia e nello stesso teatro poco dopo doveva tenersi il ricordo a un anno dal fatto del primo desaparecido, Santiago Maldonado, del nuovo corso neoliberista argentino, dopo la repressione persino delle manifestazioni delle madri e delle nonne di “Plaza de Majo” contro l’oblio che si tenta di restaurare sulle vicende dei desaparecidos e delle giunte militari degli anni ’70 e ’80, con il recente blocco del traffico aereo per la segnalazione della presenza di ordigni, per ora non trovati, in tre aereoporti del paese viene spontaneo concludere che in Argentina si va nuovamente verso la strategia della tensione.

Ci permettiamo di ricordare e non solo agli argentini, con alcune note al seguito che sono la chiave di lettura del testo, una canzone di un cantautore argentino, Leon Gieco, dal titolo appunto “La Memoria” che recita così:

“I vecchi amori che non ci sono più
le illusioni di coloro che hanno perso
tutte le promesse che se ne vanno
e coloro che caddero in qualche guerra.

Tutto è conservato nella memoria
sogno della vita e della storia.

L’inganno e la complicità
dei genocidi che ora stanno assolti.
l’indulto come termine finale
alle bestie di quell’inferno.

Tutto è conservato nella memoria
sogno della vita e della storia.

La memoria si sveglia per ferire
i popoli addormentati
che non la lasciano vivere
libera come il vento.

I desaparecidos cercati
con il colore delle loro nascite
la fame e l’abbondanza che si uniscono
il malo modo col suo brutto ricordo.

Tutto è inchiodato nella memoria
spina della vita e della storia.

Mangerebbero in duemila per un anno
con quel che costa un minuto di militare
quanti non sarebbero più schiavi
con il prezzo di una bomba in mare.

Tutto resta inchiodato nella memoria
spina della vita e della storia.

La memoria punge fino a fare sanguinare
quei popoli che la tengono legata
e non la lasciano andare
libera come il vento.

Tutti i morti della A.M.I.A. (1)
e quelli dell’Ambasciata Israeliana
il potere segreto delle armi
la giustizia che guarda e non vede.

Tutto è nascosto nella memoria
rifugio della vita e della storia.

Fu quando tacquero le chiese
fu quando il futbòl si mangiò ogni cosa (2)
che i Padri Pallottini e Angelelli (3)
lasciarono il loro sangue nel fango.

Tutto è nascosto nella memoria
rifugio della vita e della storia.

La memoria scoppia fino a vincere
quei popoli che la schiacciano
e che non la lasciano essere
libera come il vento.

La pallottola a Chico Mendes in Brasile
150.000 guatemaltechi
i minatori che affrontano i fucili
repressione degli studenti in Messico.

Tutto è caricato nella memoria
arma della vita e della storia.

America con anime distrutte
i bambini uccisi dallo squadrone della morte
supplizio delle ragazzine nei quartieri
dignità di Rodolfo Walsh. (4)

Tutto è caricato nella memoria
arma della vita e della storia. (5)

La memoria punta fino a uccidere
i popoli che la mettono a tacere
e non la fanno volare
libera come il vento”.

Note:

(1) A.M.I.A.: “Asociaciòn Mutual Israelita Argentina” fu bersaglio di un attentato nei primi anni ’80, qualche anno dopo di un analogo attentato all’Ambasciata di Israele a Buenos Aires. Poco attendibili le rivendicazioni da parte della Jihad islamica, Il periodo è quello del pieno clima di destabilizzazione e terrorismo sociale e sul regime militare cresce l’ostilità internazionale, ormai si sa dei desaparecidos, il regime capisce che non durerà a lungo e tenta gli ultimi colpi di coda.

(2) Il Futbòl: il riferimento è chiaramente ai mondiali di calcio in Argentina del 1978, in piena dittatura militare. Vinse 3 a 1 l’Argentina di Mario Kempes contro l’Olanda priva del suo asso, Johan Cruijff, che si rifiutò di giocare in un paese in mano ai fascisti. Kempes si rifiutò di stringere la mano ai rappresentanti del governo.

(3) Padri Pallottini: sono i 5 preti cattolici che furono assassinati per il loro sostegno all’opposizione al regime militale argentino nella metà degli anni ’70, Monsignor Enrique Angelelli, vescovo cattolico fu assassinato per lo stesso motivo. Cercarono di attribuire questi assassinii, che coincidenze, a gruppi guerriglieri, definiti “terroristi”, di opposizione al regime militare, ma, ovviamente, senza credibilità, tutti sapevano, anche il Vaticano, chi e perché fece uccidere questi preti. La Chiesa argentina, schierata al 80% col regime, tacque, e avallò la tesi dell’assassinio da parte di terroristi.

(4) Rodolfo Walsh: inizialmente un autore di libri gialli. Intercettò e decodificò un telex della CIA sull’invasione della Baia dei Porci a Cuba. Grazie alle sue informazioni, l’esercito cubano si preparò a difendersi dall’invasione. A Cuba Walsh aveva fondato, insieme a Gabriel Garcia Marquez, l’agenzia giornalistica Prensa Latina tuttora attiva e molto importante. Scrisse il libro Operación Masacre per testimoniare un brutale e singolare episodio del periodo che vide il tentativo da parte dei peronisti di prendere di nuovo il potere: un gruppo di giovani che stavano seguendo la radiocronaca di un incontro di boxe fu trascinato via e fucilato in un immondezzaio; il fatto è singolare perchè in quel evento sette dei dodici sopravvissero persino ai colpi di grazia. L’episodio colpì profondamente il giornalista, che scrisse il suo libro capolavoro.
Si unì al movimento armato dei Montoneros come esperto di intelligence, quando il peronismo fu bandito. Lo scrittore combatté in prima linea la feroce dittatura dei generali, durante la quale perse la vita in uno scontro a fuoco anche la figlia ventiseienne Vicki. Divenne un super ricercato, cambiò identità, andò a vivere con la compagna Lilia Ferrerya in un piccolo villaggio fuori Buenos Aires.
Nel marzo del ’77 scrisse una lettera aperta al generale Videla e alla sua giunta (la Carta Abierta de un Escritor a la Junta Militar), lettera in cui denunciava e chiedeva conto dei crimini perpetrati: compilò liste di morti e desaparecidos, risalenti alle fosse comuni e ai centri di tortura; non tacque della depravazione in cui il paese era caduto, descrivendo l’uso estremo della tortura e il coinvolgimento della CIA nell’addestramento della polizia argentina; non ultimo, denunciò la fallimentare politica economica simile a quella attuale, che avrebbe portato povertà e condizioni di lavoro prossime allo schiavismo. Venne catturato in un’imboscata a Buenos Aires mentre diffondeva la sua lettera, spedendone alcune copie per posta alle redazioni dei giornali argentini e a corrispondenti stranieri. Fu ucciso lo stesso giorno della sua cattura e il corpo bruciato e buttato in un fiume. Nessuno, all’epoca, pubblicò il suo scritto. Oggi viene ripubblicato Operazione Massacro, che contiene a chiusura il testo che costò infine la vita a Rodolfo Walsh.

(5) Nell’originale “Todo està cargado en la memoria, arma de la vida y de la historia” il termine ‘caricato’ ha un’evidente allusione all’immagine di caricare un’arma, come poi evidenzia il testo “la memoria arma della vita e della storia” è un implicito consenso del cantautore alla resistenza armata alla dittatura militare.

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