Infermiera in burnout

dal Coordinamento Nazionale MovES

Leggiamo che gli infermieri di una fascia della regione Friuli-Venezia Giulia, hanno indetto dal 4 giugno uno sciopero CONTRO IL DEMANSIONAMENTO che pian piano non solo si estenderà ad altre aree della stessa regione ma è anche destinato ad allargarsi anche sui compiti che impropriamente e inopinatamente, gli stessi infermieri sono obbligati a svolgere.

Turni massacranti, ruoli che non sono previsti, vicariamento di figure mancanti, rendono chi si è laureato o diplomato in Scienze Infermieristiche né più né meno che un manovale dell’assistenza ai malati.

Infermieri adibiti al ruolo di portantini, di amministrativi, di supplenza di ogni posto reso vacante da un sistema che sta ammazzando la sanità pubblica, dopo aver imposto la laurea agli operatori in questo ambito.

Se è vero che in ogni ambito lavorativo che richieda una laurea è in atto uno svilimento delle competenze e delle professionalità, lo è ancora di più se riguarda la salute delle persone, perchè ogni infermiere che venga sottoposto a simili trattamenti, inevitabilmente rischia di dare una peggior assistenza ai nostri congiunti o a ciascuno di noi e, peggio ancora, che sia esposto anche al rischio di errori che, inutile precisarlo, ricadono sulla vita delle persone.

Accade lo stesso anche ai medici, indubbiamente, ed è più che evidente che si miri al disfacimento di tutto ciò che è pubblico in favore del privato ma non si può non rilevare che tutto ciò accade perchè è calato un silenzio tombale da parte di chi dovrebbe difendere questi lavoratori, proprio per ciò che è il loro compito, persino più di come si dovrebbe.

Sindacati di categoria e partiti della sinistra, tacciono o danno risposte esigue ma nel caso dei sindacati di categoria, si assiste annichiliti ad un totale asservimento del sistema.

Il problema comunque non nasce oggi.

Già negli anni ’90, il personale infermieristico aveva rilevato l’estrema pericolosità della trasformazione delle Unità Sanitarie Locali in Aziende e, malgrado la mobilitazione contro il sistema manageriale che prevedeva di mettere al centro delle politiche ospedaliere i numeri anziché la salute, nessuna forza politica ha voluto cogliere l’importanza di questa battaglia fondamentale.

Quindi, allo stato attuale raccogliamo le scelte davvero scellerate di un passato recente da parte di una classe politica di sinistra (come tale si definiva circa 20 anni fa più di come fa oggi) che sin da allora ha abdicato al suo ruolo in virtù di una presunta governabilità che ha comportato solo compromessi al ribasso e su una categoria di lavoratori così essenziali.

Quello dell’infermiere è un lavoro estremamente duro e sacrificante, lo era sin da prima dell’avvento del sistema neoliberista in quanto mai adeguatamente riconosciuto sia in termini di importanza sia in termini economici, ma oggi sta scadendo a livelli intollerabili e nel silenzio generale soprattutto di una certa classe di dirigenti sindacali che continuano a non voler recepire seriamente le istanze dei lavoratori con un danno spaventoso proprio alla sanità pubblica.

Per la prima volta nella storia, dal ‘900 ad oggi, il sindacato, tranne rare eccezioni, continua ad essere la mancante chiave di volta per fermare questo disastro che ricade interamente solo sulle fasce più deboli della popolazione.

Non dobbiamo infatti MAI dimenticare che GIÀ OGGI, ci sono 11 MILIONI di italiani che non riescono ad accedere alle cure sia per i costi sia per le lunghe attese date proprio dal depotenziamento della sanità pubblica in termini di personale impiegato e di incremento delle prestazioni ambulatoriali o laboratoristico-strumentali e che tale situazione è destinata a peggiorare progressivamente.

Il quadro è esattamente sovrapponibile, in materia sanità come per altri settori riguardanti il welfare, a quello greco di prima dell’arrivo della Troika.

Si curerà SOLO chi potrà permettersi esami e visite in regime di libera professione o presso ambulatori e cliniche private convenzionati e non.

All’interno del welfare, come la scuola, anche la sanità è di VITALE importanza e tutto quanto accade ci porta inesorabilmente addosso ad un tempo che fa persino orrore per ciò che ci obbligherà a vedere se non cominciamo a reagire con forza e senza più indugiare su parole e azioni.

Ci preme pertanto dire che siamo al fianco di questi lavoratori e del NurSind, e che la loro lotta ci vedrà sempre e comunque dalla loro parte e al loro fianco nella difesa della tutela del lavoro e della sanità pubblica.

A questo proposito, invitiamo tutte le forze che oggi si dichiarano di sinistra, ad unirsi a noi nel sostegno di questi lavoratori, a mobilitarsi insieme a noi perchè questo e altri scioperi che verranno, non cadano nel nulla.

#IOINFERMIERENONCISTO