Fine della UE

 

di Luigi BRANCATO

Sul sito dell’Unione Europea riguardo ai trattati di Roma si legge:

Sessant’anni fa, a Roma, sono state gettate le basi dell’Europa così come la conosciamo oggi
e ha avuto inizio il più lungo periodo di pace della storia europea.

Eppure a noi viene da chiederci: cosa è la pace?

L’Unione Europea si è basata fin dagli inizi non sugli interessi delle nazioni o sulle aspirazioni di pace dei popoli, ma su un continuo accentramento del potere.

Potere, che nella migliore tradizione capitalista è inteso come potere economico.

Sessant’anni di costante impoverimento delle economie nazionali più deboli in Europa, al fine di imporre a quei paesi scelte economiche e sociali antidemocratiche.
Schiavizzare e colonizzare, nella minaccia costante che non esista una via d’uscita che non comporti perdita di valore della valuta nazionale e fallimento economico.

Parlano di pace. Di importanza storica dei Trattati di Roma.

Eppure non parlano dei suicidi in Grecia, di come siano aumentati del 40% dopo le misure di austerity imposte dall’Unione Europea.
E l’Italia non è da meno. Nel 2015 il tasso di suicidi ha raggiunto i massimi storici.

Un pó come quando nel ’29 i banchieri e gli azionisti saltavano dalle finestre. Con la differenza che allora a morire erano gli speculatori, oggi sono i padri di famiglia, gli operai, i manovali, gli statali.

Vittime di una guerra coloniale vera e propria, morti non sotto le esplosioni delle bombe, ma sotto le minacce di miseria e di povertà.
Appesi al lampadario nel silenzio delle loro case, o travolti da un treno in corsa.
Non suicidi, ma omicidi a tutti gli effetti.

Il MovES non ci sta.

Il 25 Marzo non celebreremo il compleanno di una istituzione antidemocratica ed antilibertaria.

Il 25 Marzo noi saremo in piazza a piangere le vittime di questa tragedia economica, sociale ed umana ed a porre le basi per un piano d’azione politico che ci permetta di scongiurare il peggio, finchè siamo in tempo.