Pseudosinistra

di Bruno DELL’ORTO

La “voglia di seggiola” che impone di esser tanti, a qualsiasi costo, come unico punto d’arrivo, mi sgomenta

Ammorbidire determinati princìpi, smussarli, fin rinnegarli per immolarli ad una logica di facile consenso, mi pare più in linea con logiche aziendali che con la ricerca di una nuova sistemica visione, improntata ad equità e giustizia

Arrivare lì, a qualsiasi costo, coalizzarsi con chiunque, per contare di più, diviene funzionale a logiche che hanno determinato prima e reiterato poi, negli ultimi decenni, aberranti gattopardesche realtà.

Scarrocciare deviando da una rotta naturale mediando su assiomi fondamentali, irrinunciabili per potersi dichiarare di sinistra, rappresenta pratica deleteria per la sinistra stessa, ma ciò che è più grave per chi dovrebbe essere da questa tutelato.

La rinuncia momentanea quindi a contare di più, in questa logica, è cosa nobile, l’isolamento per non andare oltre una fisiologica mediazione per finire fin sulla riva opposta, personalmente mi riempie di orgoglio, il tendere all’equità, alla giustizia alla tutela del debole, per quanto faticosa possa rivelarsi, rende gli sforzi, ai miei occhi, degni di essere prodotti.

Ed alla fine della corsa, ne sono certo, ci sarà una parte importante dell’elettorato che capirà dove collocarsi, che prenderà coscienza di chi davvero sta al suo fianco per far valere i diritti di base, quelli che restituiscono dignità al cittadino e condizione umana ad ognuno di noi…