Matteo Renzi e Giuliano Pisapia

di Mario GALLINA

Pisapia non può essere il federatore della sinistra perchè:

1) ha agevolato e sostenuto in prima persona l’ascesa politica del PD al governo di Milano, rinunciando di fatto ad un caposaldo della strutturazione di una sinistra Italiana che in quel territorio si era consolidata.

2) questo atteggiamento sarebbe stato plausibile solo nel caso in cui Pisapia avesse cessato definitivamente di svolgere qualsiasi attività politica.

3) non avendo rinunciato personalmente all’attività politica, il combinato disposto tra i punti 1 e 2 denunciano chiaramente e senza tema di errore che il suo progetto politico è finalizzato a l’utilizzo della sinistra (da lui così unita in un partito) per lo scopo di un sostegno alla politica di un altro partito politico: nello specifico il PD, che apertamente persegue e attua politiche che sono differenti se non addirittura opposte a quelle che la sinistra dovrebbe avere nel suo DNA.

Questo configura di fatto una volontà di tradire nei fatti gli ideali per i quali si struttura un partito, utilizzandolo come cavallo di Troia per il raggiungimento di scopi reconditi ed inespressi in favore di altri soggetti.

4) il tutto si sostanzia, quindi come un calcolo politico per sterilizzare e vanificare definitivamente in Italia qualsiasi politica definibile di “sinistra”, quindi la sua autocandidatura a leader della sinistra è un progetto da respingere con forza ma anche con sdegno in quanto offensivo per la cultura e la dignità degli uomini e donne che si sono sempre spesi o che si vorranno in futuro spendere per un progetto alternativo a quanto il PD in genere, e questo governo nello specifico, hanno espresso e continuano ad esprimere nei confronti del popolo in stato di sempre maggiore povertà e bisogno. Il popolo italiano che ha bisogno di una vera Sinistra.