rogo vesuvio

di Antonio CAPUANO.

Oltre 100 ettari andati a fuoco, la “Pineta Vesuviana” non esiste più e, nel mentre, il fuoco non placa minimamente la propria fame di vegetazione.

E’ un qualcosa di drammatico e voluto perché si stanno bruciando scientemente varie aree e lo si sta facendo secondo uno schema preciso e riconoscibile, gli stessi gatti arsi vivi, al netto di una smentita in tal senso, non rappresenterebbero eventualmente una tecnica nuova o inusuale.

C’è infatti una palese matrice figlia della criminalità organizzata e credere a singoli piromani folli e senza movente, sarebbe quantomeno semplicistico e assolutamente dannoso.

È una vergogna, viviamo in una nazione che spende un fiume di soldi ogni anno in caccia bombardieri F35 e armamenti da guerra vari, poi però aboliamo la forestale e le tagliamo i fondi.

E va sempre ricordato che i “nostri fondi” sono completamente gestiti dall’Unione Europea, dalla BCE e dalle regole scritte nei Trattati, quindi, usarli per gli armamenti e il salvataggio delle banche è doveroso, ma impiegarli per la salvaguardia del territorio è tassativamente impedito.

Così mentre il “polmone” del Paese brucia, non abbiamo mezzi e fondi per intervenire prontamente e efficientemente. Le politiche pubbliche, quelle intelligenti, insomma.

Uno Stato che assiste inerme, alla distruzione del proprio patrimonio ambientale e, conseguentemente, turistico, è uno Stato al collasso.

La forestale è un corpo che non serve, può essere inglobato: Troppi mezzi inutilizzati, personale inattivo e fondi pubblici sprecati. Questo sostanzialmente disse la cara (si fa per dire) ministra Pinotti non molto tempo fa, negando così un problema storico e strutturale che, al di là degli episodi dolosi di questi giorni, vede le nostre aree verdi fortemente soggette a incendi e conseguenti disboscamenti ogni estate.

Adesso Ministro, la manderei volentieri sul Vesuvio “armata” di una pistola ad acqua, giusto per farle capire cosa provano in queste ore i poveri soccorritori appassionati ma privi di mezzi, nel vedere il disastro compiersi davanti ai loro occhi impotenti…

Da cittadino sia italiano che napoletano, ho il cuore a pezzi nel vedere un simbolo di questo Paese e di questa città dilaniato dalle fiamme e i fumi tossici che ne derivano.

Di chi è la colpa?

Del sistema dell’euro e dell’Unione Europea, del modello ordoliberista che rende la politica completamnete asservita al sistema economico: anche e soprattutto a quelle componenti grigie e oscure del sistema che sono le mafie.

Sono stati assicurati altri 17 MILIARDI alle banche (come vuole la UE) ma non per i Canadair
L’Italia brucia, tutto viene devastato, la crudeltà impera nel distruggere patrimoni ambientali importantissimi tra flora e fauna.

È LA PIÙ ASSOLUTA BARBARIE.

E accade perchè è stato ucciso il pubblico a favore del capitalismo finanziario che sta depredando le nostre risorse e la nostra possibilità di difesa in ogni ambito.
E la colpa è certamente anche di uno Stato e di Istituzioni che, proprio perchè totalmente asservite ai dettami di questo sistema e sue complici, sono completamente e ingiustificabilmente assenti.

Ma, si deve dire, è colpa anche di quei cittadini che non capiscono, come un autentico attentato all’ambiente, rappresenti anche un attentato alla città che dicono di amare e poi invece giornalmente sacrificano sull’altare della criminalità, dell’utilitarismo e dell’omertà.

Queste fiamme ancora “vive” rappresentano un disperato grido d’aiuto perché un uomo che non vive in armonia con la natura, è tristemente destinato a sparire, presto e male.

Vedi Napoli e poi? Muori, a meno che non interveniamo tutti insieme per salvare questa splendida città e le sue terre.

Facciamolo prima che le fiamme ci sbattano in faccia una dura verità tale per cui è troppo tardi e sarebbe solo colpa di tutti noi, nessuno escluso​.