di Antonio CAPUANO

Tra le varie tematiche trattate a Rozzano (MI) il 9 Aprile nel corso degli incontri nazionali che abbiamo voluto chiamare “Eppur Si MovES” è emersa con forza anche quella sull’uscita dalla zona EURO/UE e il dibattito appassionato e costruttivo mi ha portato ad alcune riflessioni del giorno dopo.

Ecco che dopo la Brexit infatti, i cui i “drammi” sono più mediatici che concreti, anche la Repubblica Ceca ha capito che la moneta unica è un suicidio e quindi vuole sganciarsi dall’ipotesi di aderire per escludere soprattutto i rischi derivanti al tasso fisso dato che questo esaurisce le risorse economiche dello Stato, fa schizzare il debito pubblico, blocca le politiche pubbliche e gli investimenti interni (data la ridotta sovranità nazionale che l’UE inevitabilmente comporta), fa crollare i salari, e distrugge l’economia reale (mentre produce redditi soltanto per coloro che speculano in quella finanziaria).

Davanti a un quadro del genere o si reagisce o si resta lì a contare i giorni che ti dividono dal fare la fine della Grecia…

E’ incredibile e finanche surreale come la gente sembri ormai vedere nell’Euro l’inizio e la fine del mondo e prenda per folle chi teorizza l’uscita, è ovvio naturalmente che un Paese che esce dovrebbe poi affrontare qualche anno di difficoltà (sempre misurate alle capacità politiche del proprio governo), ma dato che la situazione è già critica, provare ad uscire e ripartire appare tutto meno che una follia e tanti Paesi importanti se ne sono resi conto e si muovono concretamente in tal senso.

Ovviamente PRIMA di uscire dall’Euro un governo deve avere un programma ben chiaro attraverso cui rilanciare il più rapidamente possibile l’economia, la moneta, la produzione e il mercato del lavoro interno dato che l”uscita deve rappresentare l’inizio di un progetto serio e non certo un mero slogan senza seguito con cui illudere la gente in campagna elettorale.

Su questo tema sussistono vari dubbi e se a diradarli non basta vedere le scelte di grandi Paesi europei usciti o pronti ad uscire, proviamo a buttare giù un elenco:

– Economicamente uscire dall’eurozona è un’operazione, seppur maestosa e che richiede grande progettualità politica a lungo termine, assolutamente fattibile in linea di principio come affermano grandissimi economisti e in particolare in un Paese con il nostro potenziale industriale ed economico. (Eravamo la 5° economia mondiale, negli anni ’90, non 90 anni fa…)

– Politiche pubbliche espansive ben impostate possono garantire un pronto cuscinetto all’uscita.

A chi si preoccupa del “libero mercato” e degli accordi UE su frontiere, internet, etc è facile rispondere:

In primo luogo, il libero mercato non dipende dalla UE ma dalla concezione interna al Paese che può chiudersi o meno nelle proprie frontiere a livello economico, dato che anche senza gli enti sovrannazionali l’esercizio dei trattati bilaterali permetteva accordi inclusivi o esclusivi, ed è un istituto che può assolutamente attuarsi prescindere dall’euro;

Ci sono settori strategici come le rinnovabili, la manifattura, l’industria in cui l’Italia è un eccellenza e che se rilanciati e valorizzati possono assolutamente far ripartire l’economia.

Ammesso e non concesso che si debba rinunciare ad alcuni gadget tipo il “roaming” ad esempio (ma non è affatto sicuro), direi che se il “prezzo” del roaming telefonico è rappresentato da Paesi in ginocchio o quasi come Grecia, Finlandia e Italia con la gente disperata, vorrà dire che faremo volentieri tutti una ricarica sul cellulare in più pur di avere un disoccupato in meno, non credete?

Il disegno neoliberista invece preferisce regalarti pseudo-libertà di tendenza, mentre ti toglie quelle fondamentali: e il tutto senza che la gente se ne renda conto.

Nonostante la narrazione neoliberista infatti c’è vita, alle condizioni attuali SOLO fuori dall’Euro, in tanti lo hanno capito e si muovono in questa direzione. Adesso tocca a noi in quanto Sinistra agire prontamente anche in Italia perché un organismo sovranazionale fondato sull’iniquità e l’ingiustizia sociale, se a destra diventa un idolo polemico in quanto strumento di propaganda e poco più, a Sinistra non può invece che essere un vero e proprio ostacolo politico da superare presto e bene.

La propaganda lasciamo alle destre e teniamo per noi l’indemandabile bisogno di concretizzare un progetto serio in tal senso,

Il tempo scarseggia come e più della moneta quindi dobbiamo tornare subito ad investire sul futuro,

Prima che sia troppo tardi…