San Pietroburgo

 

di Antonio CAPUANO

I morti di “Serie A”, quelli di “Serie B” e la solidarietà a gettone: così si alimenta il terrorismo.

Ho atteso pazientemente ieri perché altrimenti mi si poteva accusare di essere prevenuto, ma alla fine è accaduto esattamente ciò che temevo.

Attentato a Londra: meno morti, meno feriti, ma impatto mediatico (giustamente) clamoroso con speciali, monumenti colorati ecc…

Attentato in Russia: più morti, più feriti, eppure la stessa attenzione che si dedicherebbe ad una rapina in un supermercato,

Allora c’è da chiedersi il perché a tutti i livelli, Putin ha tante colpe politicamente​ e umanamente, ma a questo punto non sbaglia ad essere diffidente e sentirsi accerchiato.

Perché i morti Russi valgono meno di altri?

Perché si isola la nazione che più di tutte sta apertamente combattendo l’Isis?
Perché si dipinge Putin come un mostro e lo si isola, mentre si protegge Erdogan che fa cose ben peggiori, tenendolo sotto l’egida protettiva della NATO?

Quando alla cronaca si preferisce la narrazione e la scacchiera geopolitica si sostituisce alla realtà, succede che puoi abilmente muovere le pedine confondendo chi osserva, ma se poi te ne sfugge qualcuna nasce l’Isis ed ecco che non sai più come gestire politicamente il mostro che hai alimentato e creato.

E’ più facile sparare su Putin e l’Islam in generale ovviamente, vanno di moda e consentono di celare i veri problemi a causa dei quali la gente muore e continuerà purtroppo a morire ovunque, se non si decide di intervenire davvero e di farlo presto e bene.

La riflessione amara che mi sovviene in chiusura poi, è che c’è addirittura chi muore due volte, dimenticato e sminuito perché “figlio di un Premier minore” e questo è inaccettabile perché la morte non ha bandiere e siamo tutti vittime innocenti della stessa guerra e finché non capiremo questo, individuando i reali nemici, continueremo inconsapevolmente(?) ad alimentare ciò che desideriamo distruggere.

Allora, non se ne abbiano a male gli amici Russi perché non prego per nessuno, però li commemoro con l’affetto che meritano.

Che la terra vi sia lieve.
Perché tutti i morti hanno la stessa dignità, riposate in pace…