di Antonio CAPUANO

Nel giorno del 60° compleanno vedo e leggo ovunque sfarzose celebrazioni per “l’Europa dei popoli”, assunto senza dubbio meraviglioso.

Una domanda, però, mi sorge spontanea, esattamente dove la vedete?

Mi pare evidente come oggi festeggiate i 60 anni del vostro modo di vedere l’Europa, di una vostra proiezione, spesso permeata di profonda malafede, e non l’UE per come realmente è.

Se infatti lasciaste per un attimo da parte i voli pindarici, realizzereste quanto segue:

    – L’unica cosa realmente unita è la moneta;
    – Germania e Francia tengono i fili;
    – La Grecia è morta;
    – L’Inghilterra è scappata;
    – Italia, Spagna e Portogallo sono in fin di vita;
    – Sul piano politico, imperversano e prendono forza in tutto il continente, estrema destra, fascismo, populismo e xenofobia.

 

Direte: però c’è una grande cooperazione. Sicuri?

 

      -I migranti muoiono mentre i paesi litigano su come dividerli trattandoli da freddi numeri;
      -Il Welfare non esiste;
      – La sussidiarietà non è contemplata, verticale o orizzontale che sia, di orizzontale ci sono solo i cittadini stesi in fin di vita
      – Le banche tengono per il collo i Paesi con accordi soffocanti, il debito pubblico è ormai totalmente figlio dei trattati che oggi celebrate e non più funzionale alla crescita interna degli Stati.
      – La sovranità nazionale si corrode giorno dopo giorno sull’altare di una disattesa e utopica unione sovranazionale.

 
Qualcuno potrebbe obiettare che con la UE, il continente europeo ha trovato una stabilità geopolitica che ha evitato conflitti tra le sue principali potenze. Vero, se guardiamo ai conflitti armati. Ma quelli commerciali e capitalistici continuano spietati a mietere vittime tra i lavoratori e le popolazioni.

E in ogni caso uno splendido punto di partenza, non può divenire un insufficiente punto d’arrivo…
Perché come disse Benjamin Franklin:”Un popolo che sacrifica la propria libertà in nome della sicurezza, non merita nessuna delle due...”.

Non sono antieuropeista: semplicemente l’attuale unione monetaria priva di giustizia sociale, non potrò mai sentirla mia e tantomeno​ festeggiarla. Non me ne vogliate…

Quindi, mentre voi celebrare l’anniversario di un incubo vestito da sogno, noi pensiamo a come aiutare quella enorme fetta d’Europa che oggi non ha davvero nulla da festeggiare e cercheremo di farlo prima che sia troppo tardi.

Tranquilli, sarà nostra premura far sentire la nostra voce pacificamente e senza rovinarvi la giornata di festa.

La festa ipocrita della finanza e del capitalismo globale, di cui l’Europa è la fortezza, non è la nostra.