giovane musulmana

di Essia Imjed

I giovani di “seconda generazione” non sono tenuti a conoscere tutto del mondo islamico, dell’islam, delle declinazioni dell’islam politico, o il perché di tutto.

Il fatto di appartenere ad una determinata comunità o religione non fa di me una ricercatrice, e tanto meno una persona su cui lanciarsi per avere risposte su fenomeni tanto complessi come la radicalizzazione ed il terrorismo.

Chi lo dice che un musulmano debba capire cosa sia lo jihadismo, che sappia cosa sia il salafismo o wahabismo, che conosca le relazioni internazionali?

Soprattutto non é vero che tutti conoscono la propria religione – che spesso é più una fede tramandata che una vera educazione religiosa – e non é nemmeno detto che l’abbiano seguita.

Ci riflettevo dopo esser stata contattata per una intervista: cosa ne penso, all’indomani dell’attentato, dei giovani che si radicalizzano. La prima cosa che ho pensato sinceramente? “Non lo so. Che cazzo c’entro io con questo malato. Non ne ricordo nemmeno il nome.”

Sono casi estremamente delicati, in una moltitudine di contesti, con dietro motivazioni differenti.

In realtà qualche risposta ce l’avrei, di domande me ne faccio tante, e studiare studio.

Ma trovo non sia con due minuti di servizio e due paroline da “giovane musulmana” che si possa comprendere, anche minimamente, cosa stia succedendo.

Non voglio mettere in dubbio la buona fede del giornalista.

É un ottimo sforzo che si voglia mostrare un lato diverso delle cose.

Ma non mi posso prendere questa responsabilità. La mia voce, in questo caso, servirebbe a poco. Posso dare un parere – ma non é con i pareri che si fa informazione e si analizza la realtà. E con i pareri, infatti, ci stiamo affondando.

Che volete che vi dica? Che questo non é l’islam e che non c’è in corso nessuna guerra di religione? O forse é più credibile dire che invece sì questo é proprio l’islam violento? O quale delle due varianti é meglio? “I musulmani moderati condannano tutto questo” o “i musulmani moderati dovrebbero imbracciare le armi contro i piccoli jihadisti?”

Che risposte banali però, che noia.

E sinceramente, ci meritiamo tutti delle analisi serie e ragionate, non sentimentalismi, non pietosismi, non cialtronate. Abbiamo tremendamente bisogno di esperti.