Donbass scuola Irmino

di Donbass Libero

I compagni spagnoli mi hanno affidato dei soldi da consegnare a qualche orfanotrofio, quindi ho iniziato a ricercarne qualcuno adatto.

Prima ne ho visto uno pubblico, ma il direttore non mi ispirava fiducia, quindi non gli ho dato nulla. Poi ne ho visitato uno gestito dai preti, ma hanno detto che per loro la priorità era fare una nuova cupola dorata sul tetto, quindi non gli ho dato nulla.
Allora ho iniziato a chiedere in giro quale fosse la situazione più critica, di modo da dare i soldi a chi ne avesse più bisogno e che li potesse usare al meglio. Me ne hanno indicato uno adatto. Si tratta di un istituto per “bambini speciali”, molti dei quali orfani.

Un portatore di handicap o con un ritardo o disaggio psichico, soprattutto se senza famiglia, in una povera regione di guerra è uno degli esseri più vulnerabili che possa esistere.

Come se non bastasse, l’istituto si trova a soli 3km dal fronte, in un paesino chiamato Irmino, nei pressi di Piervomaisk (poco a nord di Stakanov), la zona più bombardata di tutto il Donbass; infatti l’istituto è stato raggiunto dai colpi d’artiglieria ben cinque volte (fortunatamente nessuna volta centrato, ma gli edifici sono rimasti danneggiati nelle esplosioni), anche due dei bambini sono stati feriti e la quasi totalità di loro ha traumi psichici per la guerra.

Questo era il racconto che mi era stato fatto da chi conosceva la situazione. Presi contatto con la direttrice una decina di giorni fa, ma lei mi chiese d’andare a trovarli oggi. Non capivo il senso di quella richiesta, ma mi adeguai.

Oggi mentre viaggiavo verso Irmino mi preparavo mentalmente per fare una sorta di viaggio all’inferno, le premesse per trovare solo distruzione e sofferenza c’erano tutte, nella mia mente cercavo di creare un freddo distacco per resistere a quello che mi aspettavo di trovare.

Ma mai previsione fu più sbagliata!

L’istituto di Irmino è un vero gioiello, ovviamente tutto crivellato dalle esplosioni che infieriscono sugli edifici appena ristrutturati; tutto in perfetto ordine, pulito, curato… pieno d’amore. Quasi come se la guerra non esistesse.

Chiedendo alle insegnanti come fanno a convivere con i bombardamenti, mi hanno risposto con una forza e un pragmatismo devastante: quando bombardano portiamo i ragazzi nei rifugi, poi lavoriamo sul morale per fargli superare i traumi e dopo ripariamo la scuola. Tutto incredibilmente semplice e lineare, una splendida lezione.

Oggi era un giorno speciale, consegnavano i diplomi e quindi i bimbi erano tutti particolarmente felici, una scena surreale e commovente: una grande festa di elegantissimi bimbi in un bel giardino, il tutto circondato da edifici danneggiati dalle esplosioni, anche se chiaramente appena ristrutturati.

Bambini Donbass

Chiedendo alle insegnanti se ce la facessero ad andare avanti mi hanno detto assolutamente di si, finché gli edifici si potranno riparare li ripareranno, comunque da lì non se ne andranno mai perché quei bimbi non hanno avuto quasi nulla dalla vita e una delle poche cose ricevute è proprio quella scuola, niente e nessuno gliela toglierà.

Irmino scuola Donbass

Oggi ho visto del vero eroismo civile.

Alberto