Rojava

di Nia GUAITA

Sì, io sto dalla parte di queste donne e condivido la loro lotta.

Come più volte ho scritto, il Rojava, regione curda della Siria, è una delle due frontiere curde nella guerra contro l’Isis.

Rojava, è composta da tre cantoni: Canton Afrin in Occidente, Canton Kobane al centro e Cizre Canton in Oriente. Questi tre cantoni, lottano contro l’Isis sin dal suo apparire e, attualmente, collaborano con molti attori locali e internazionali per distruggere lo Stato islamico. Ma non combattono solo lo Stato Islamico e altri gruppi Jihadisti; stanno creando un modello di democrazia che può realmente portare stabilità a una regione dilaniata dalla guerra.

La lotta e la resistenza contro lo Stato Islamico a Kobane, ha fatto conoscere al mondo la causa delle donne curde.

Con la loro tipica miopia però, i media non hanno preso in considerazione le radicali implicazioni del loro gesto, ovvero l’essere pronte ad abbracciare le armi in una società patriarcale, e per di più contro un gruppo che sistematicamente stupra e vende donne come schiave sessuali, anzi, si sono appropriati della lotta delle donne curde per i loro scopi sensazionalisti.

Per le donne curde, la lotta è anche per il raggiungimento dell’uguaglianza di genere e questo, è un esempio senza precedenti in Medio Oriente.

Stanno cambiando lo status delle donne nella società locale con la costruzione di nuove istituzioni educative che sono un modo per impegnare non solo le donne ma anche gli uomini verso un cambiamento sociale a lungo termine.

Il sistema di co-presidenza (un uomo e una donna) che è attuato in tutte le istituzioni e a tutti i livelli, è un altro elemento importante per i cambiamenti sociali a lungo termine.

Il collegio elettorale della Regione autonoma del Rojava, non include né riconosce solo i curdi, ma anche gli armeni, i siriani, gli arabi, i turcomanni e gli yazidi.

E’ quindi più di un sistema multiculturale, multilingue e multireligioso: è un sistema di autogoverno che rifiuta il modello di amministrazione centralizzata e promuove un modello di autodisciplina.

Ogni cantone ha un proprio sistema di difesa, e le donne in quel sistema di difesa, hanno una propria organizzazione militare: queste unità sono le YPJ del video.

Donne che hanno deciso di non più subire ma ribellarsi e mobilitarsi per essere artefici del futuro proprio e delle prossime generazioni.

Sì, io sto dalla parte di queste donne e condivido la loro lotta. Come più volte ho scritto, il Rojava, regione curda della Siria, è una delle due frontiere curde nella guerra contro l'Isis. Rojava, è composta da tre cantoni: Canton Afrin in Occidente, Canton Kobane al centro e Cizre Canton in Oriente. Questi tre cantoni, lottano contro l’Isis sin dal suo apparire e, attualmente, collaborano con molti attori locali e internazionali per distruggere lo Stato islamico. Ma non combattono solo lo Stato Islamico e altri gruppi Jihadisti; stanno creando un modello di democrazia che può realmente portare stabilità a una regione dilaniata dalla guerra. La lotta e la resistenza contro lo Stato Islamico a Kobane, ha fatto conoscere al mondo la causa delle donne curde. Con la loro tipica miopia però, i media non hanno preso in considerazione le radicali implicazioni del loro gesto, ovvero l’essere pronte ad abbracciare le armi in una società patriarcale, e per di più contro un gruppo che sistematicamente stupra e vende donne come schiave sessuali, anzi, si sono appropriati della lotta delle donne curde per i loro scopi sensazionalisti. Per le donne curde, la lotta è anche per il raggiungimento dell'uguaglianza di genere e questo, è un esempio senza precedenti in Medio Oriente. Stanno cambiando lo status delle donne nella società locale con la costruzione di nuove istituzioni educative che sono un modo per impegnare non solo le donne ma anche gli uomini verso un cambiamento sociale a lungo termine. Il sistema di co-presidenza (un uomo e una donna) che è attuato in tutte le istituzioni e a tutti i livelli, è un altro elemento importante per i cambiamenti sociali a lungo termine. Il collegio elettorale della Regione autonoma del Rojava, non include né riconosce solo i curdi, ma anche gli armeni, i siriani, gli arabi, i turcomanni e gli yazidi. E' quindi più di un sistema multiculturale, multilingue e multireligioso: è un sistema di autogoverno che rifiuta il modello di amministrazione centralizzata e promuove un modello di autodisciplina. Ogni cantone ha un proprio sistema di difesa, e le donne in quel sistema di difesa, hanno una propria organizzazione militare: queste unità sono le YPJ del video. Donne che hanno deciso di non più subire ma ribellarsi e mobilitarsi per essere artefici del futuro proprio e delle prossime generazioni.

Pubblicato da Nia Guaita su Lunedì 1 maggio 2017