Job Act

 

di Roberto POLIDORI

Qualcuno sa cos’è una sottrazione?

In soldoni si tratta della differenza tra un numero positivo ed un numero negativo: mio figlio, nove anni ed un’intelligenza media, la capisce bene.

Renzi, invece, tratta gli italiani come bambini che non conoscono la sottrazione (o somma algebrica): quando parla di Jobs Act prende le ASSUNZIONI nei due anni e dice continuamente: “con il Jobs Act ho creato 700.000 mila posti”.

È vero, ma nel frattempo ne hai persi quasi altrettanti, non lo dici e, nelle statistiche riguardanti il lavoro, conta il saldo netto dei posti che hai creato, ovviamente.

E ciò vuol dire una sola cosa: hai creato una marea di posti precari, con salari di merda (in media le retribuzioni dei posti creati con il Jobs Act sono più basse del 30%), regalando alle aziende 11 miliardi di Euro in sgravi contributivi (destinati ad arrivare a 20 miliardi).

E hai messo i lavoratori sotto il tacco dei datori di lavoro, dal momento che i licenziamenti disciplinari sono aumentati enormemente senza lo scudo dell’Art. 18.

L’Osservatorio per la Precarietà INPS, infatti, ha annunciato ieri che il saldo netto dei posti di lavoro nei primi due mesi del 2017 equivale a 18.000 posti in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – PERCHE’ E’ COSI’ CHE SI MISURANO I DATI SE SI VUOLE ESSERE SERI – con un crollo rispetto al 2015 da ascrivere alla riduzione cospicua dei contributi.

Senza i regali di “mamma Stato” le aziende PRIVATE non assumono neanche con contratti precari (che sono già ora più dell’80% del totale dei nuovi posti).

Il Jobs Act è questo: un enorme trasferimento di soldi nostri ad imprese private per elemosinare una parte minima di questi soli a lavoratori attraverso contratti precari con salari bassi e far mangiare la parte più cospicua della torta agli sfruttatori del lavoro.
Roba vecchia di secoli.