Salvare migranti

 

di Claudio Khaled SER

Secondo Luigi Di Maio, le organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo per salvare dalla morte i profughi sarebbero colpevoli di incrementare il traffico di esseri umani e sarebbero complici degli scafisti.

Per sostenere questa sua ardita tesi, che condivide con la Lega e la destra più estrema, il vicepresidente della Camera si fa forte di un rapporto di Frontex, l’agenzia di controllo delle frontiere esterne dell’Unione Europea, la quale – dice lui – nella “Rysk Analysis 2017” avrebbe scritto che i mezzi di soccorso delle ONG, come Médecins sans frontières”, Proactiva open arms, Sos Méditerranée, Moas, Save the children, Jugend Rettet, Sea Watch, Sea Eye e Life Boat funzionerebbero come “taxi del mare” inviati intenzionalmente verso le acque territoriali libiche per raccogliere i migranti e trasportarli in Italia.

Peccato che sia una bugia.

Nel rapporto “Rysk Analysis 2017” sul fenomeno dell’immigrazione l’agenzia Frontex non usa mai l’espressione “taxi” o “taxi del mare”. Né sostiene che le organizzazioni non governative siano “in collusione con gli scafisti”.

Ho letto il Rapporto in questione.

A pagina 32 dello stesso, infatti, si legge piuttosto che le operazioni delle ONG potrebbero avere “unintended consequences”.

Le stesse “conseguenze involontarie” che – si legge ancora nel documento – potrebbero avere le attività dell’EUNAVFOR MED, la task force istituita dal Consiglio europeo per salvare i naufraghi capitanata dall’ammiraglio italiano Enrico Credendino (anch’egli “ipocrita” e complice di mafia capitale come Saviano?).

L’opinione di Frontex secondo la quale le operazioni in mare favorirebbero involontariamente le attività degli scafisti è contestabile e infatti viene contestata con ottimi argomenti dalle ONG, ma si tratta in ogni caso di cosa ben diversa da quella sostenuta dall’esponente grillino.

Oltretutto, essa è stata ribadita dal direttore dell’agenzia, il francese Fabrice Leggeri, in una intervista al quotidiano tedesco “Die Welt”, che figura certamente nelle “mazzette” dei giornali a disposizione della Presidenza della Camera.

Se volessero occuparsi seriamente del problema, non per raccattare consensi a destra, ma per contribuire a risolverlo, i grillini dovrebbero interrogarsi sulla natura e sui limiti di Frontex. L’agenzia, nata nel 2004, ha il compito di vigilare sulle frontiere esterne dell’Unione e non quello di salvare i profughi in difficoltà, nonostante che si sia tentato più volte di modificarne in questo senso la “mission”.

Rispetto alla politica dei primi tempi, volta unicamente a reprimere i passaggi di frontiera anche con metodi drastici, come quello di sequestrare alle imbarcazioni in mare cibo, acqua e carburante in modo da costringerle a tornare indietro, un passo avanti è stato fatto nel 2016 quando, superate le obiezioni che fino ad allora erano state avanzate da alcuni governi (tra cui in un primo momento purtroppo anche l’Italia), ai compiti dell’agenzia è stato aggiunto quello, piuttosto teorico, di “mettere a disposizione degli stati membri gruppi di intervento rapidi” in caso di situazioni di emergenza.

Di questi gruppi finora non si è mai vista neppure l’ombra.

Insomma, è proprio l’inesistenza di Frontex in materia di soccorso in mare che ha costretto le Ong ad agire da sole, sia l’Italia, che lo ha fatto con l’ammirabile dedizione ed efficienza della Marina militare.

Sia l’una che le altre agiscono in nome dei valori più alti della civiltà e nel pieno rispetto del diritto internazionale.
Non meritano gli insulti di Di Maio.

il Blog di Beppe Grillo ha trovato il tempo il 21 aprile di dedicare l’apertura all’emergenza sbarchi – più di 8 mila in 3 giorni – e all’«oscuro ruolo delle Ong private». A quanto pare, recita il post a firma Movimento 5 stelle (non Beppe Grillo, quindi) «l’escalation di arrivi negli ultimi giorni potrebbe non essere casuale.

Il procuratore capo di Catania Carmelo Zuccaro, ascoltato dalla commissione Schengen a Palazzo San Macuto ha espresso dubbi circa il ruolo di queste organizzazioni aprendo un’indagine conoscitiva a riguardo.

L’audizione però è datata 22 marzo, più di un mese fa.

La seconda è che il 19 aprile in commissione Difesa del Senato si è parlato proprio dell’indagine conoscitiva sul contributo dei militari italiani al controllo dei flussi migratori nel Mediterraneo e sull’impatto dell’attività delle Organizzazioni non governative.
Alle domande dei Senatori ha risposto il generale Stefano Screpanti, capo del III Reparto Operazioni del Comando generale della Guardia di Finanza il quale ha dichiarato che «a oggi, allo stato attuale delle nostre conoscenze, non ci sono evidenze operative e investigative tali da far emergere collegamenti di sorta fra Ong e organizzazioni che gestiscono il traffico di migranti o ambienti comunque vicini».

Dunque la Guardia di finanza (non un piddino qualsiasi e nemmeno un esponente di queste terribili Ong) ha negato ogni tipo di collusione con scafisti e organizzazoni criminali.

Evidentemente i tre pentastellati in commissione – il vicepresidente Vincenzo M. Santangelo, Bruno Marton e Roberto Cotti – erano assenti o assorti.

Evidentemente nessuno ha dato all’On. Luigi Di Maio copia dei verbali delle audizioni.

Evidentemente nessuno lo ha invitato a parlare con Fabrice Leggeri (Frontex) o con i Responsabili delle Ong “incriminate” tipo Save the Children o Médecins sans frontières

Evidentemente é più facile scagliarsi sui migranti e sulle Ong che li salvano, che sulla Politica Estera Italiana ed Europea che genera questi migranti.

Evidentemente bisogna incrementare voti.

Anche ignorando le mani di chi da o cerca aiuto.