Giovanni Bollea

Sono sempre stato e sono ancora un rivoluzionario.

Questa è sempre stata la mia forza, insieme all’impegno di essere a modo mio missionario verso i minori che soffrono, soprattutto disabili.

La mia vera, grande rivoluzione fu quando, nel dopoguerra, tra mille opposizioni, fondai il primo istituto che curava i bambini in modo interdisciplinare con un’équipe di medici, psicologi, psichiatri ed assistenti sociali, insieme alle famiglie.

Ai ragazzi bisogna insegnare ad essere rivoluzionari, nel senso di cercare sempre il bene maggiore per migliorare l’esistenza di chi soffre.

Giovanni Bollea

Neuropsichiatra infantile