di Jean DE MILLE

Domanda oziosa: perché ci ritroviamo con un ceto politico dal profilo culturale così clamorosamente indifendibile?

La scuola post-sessantottina molto spesso ha sostituito il nozionismo col nulla, merito dei progressisti illuminati che mai lessero Gramsci, scambiando il ribasso generalizzato degli standard formativi per egualitarismo.
Ma nel caso dei politici delle ultime leve credo che un’altra motivazione ne spieghi più specificatamente il degrado: la cooptazione dei mediocri, vera opportunità massiva di mobilità sociale.

Il discorso rimanda alle considerazioni sulla mediocrazia, del filosofo canadese Alain Deneault, sul cui lavoro ho recentemente letto alcune recensioni. “Mediocre è chi tende alla media, vuole uniformarsi a uno standard sociale.

In breve: “è il conformismo” spiega Deneault.

Questo processo di appiattimento è reso possibile dalla specializzazione e dall’alienazione del lavoro, per cui il semplice possesso di alcune capacità molto parziali, prettamente tecniche, si dimostra sufficiente per svolgere una professione.

Ma non solo: l’essere uniformati allo standard sociale costituisce una risorsa aggiunta, un vantaggio differenziale, in quanto consente di meglio adattarsi alle esigenze sistemiche.

Concludo con un passo molto significativo del filosofo canadese: “Siamo sottoposti a una dittatura soft della norma, dello standard unico. E se non ci adeguiamo veniamo rigettati, espulsi. […]

In sintesi: La mediocrazia fa sì che non ci sia più molta differenza tra Donald Trump e Alexis Tsipras.

In ogni caso si applica un solo programma: sempre più capitali per le multinazionali e i paradisi fiscali, meno diritti per i lavoratori, meno soldi per il servizio pubblico.

Queste scelte vengono presentate come ineluttabili e soprattutto come ragionevoli.

Chi non si vuole allineare viene trattato da irragionevole, pericoloso, non realista.

L’estremo centro (visto come l’autentica ideologia della mediocrazia, ndr) cancella la distinzione tra destra e sinistra, si presenta come visione unica ed esclusiva, esprimendo intolleranza per tutto ciò che tenta di rappresentare un’alternativa.

E non può essere messo in discussione anche se è distruttore dal punto di vista ambientale, socialmente iniquo e intellettualmente imperialista.