Yemen colera

di Ivana FABRIS

Quello che appare sempre più evidente è che le famose Primavere Arabe sono state il mezzo per destabilizzare i paesi del Medio Oriente che sono stati interessati per poterli infiltrare dall’ISIS e permettere all’Arabia Saudita e agli USA di assumerne il controllo anche a costo di guerre mostruose.

È il caso dello Yemen, un paese devastato da una guerra che sta falcidiando centinaia di migliaia di persone proprio causata dall’Arabia e che nessuno ricorda. Non c’è media ufficiale che dia visibilità a questa immane tragedia.

A differenza della Siria, la cui risonanza mediatica presumibilmente servirà a creare il consenso dell’opinione pubblica mondiale rispetto ai futuri sviluppi bellici relativi ad un intervento militare da parte delle forze NATO, lo Yemen è terra di nessuno, i suoi abitanti sono già fantasmi che popolano il pianeta e i suoi bambini neanche meritano di essere nominati.

I suoi bambini possono essere spazzati via come polvere grazie all’obnubilamento delle coscienze dei popoli del mondo a mezzo di un’informazione corrotta e prona ai signori della guerra.

Ci siamo in mezzo anche noi italiani a tutto questo, per l’appoggio che diamo all’Arabia Saudita e agli Stati Uniti in questa guerra vergognosa mediante le bombe che fabbrichiamo e inviamo al fine di massacrare la popolazione inerme.

In tutto questo sconvolgente scenario, come logico che accada, proliferano anche le epidemie.

Le condizioni igienico-sanitarie sono spaventose e l’aggressione del colera, con un’epidemia definita la più grave nel mondo, sta portandosi via migliaia di vite di cui un terzo sono bambini.

La conta dei morti è impressionante e il colera ha la meglio su un popolo stremato e impotente a causa della follia imperialista di paesi per i quali le vite umane sono carta straccia.

Si parla tanto di pace, di costruire la pace ma resta sempre lettera morta, oggi più che mai prima nella storia proprio grazie alla crisi di ideali e di ribellione che il neoliberismo ha generato nel mondo occidentale.

Si parla tanto di invasione dei migranti ma anch’essi appartengono a quella pace e a quelle politiche di NON AGGRESSIONE e di NON SFRUTTAMENTO di terre e popoli che non verrà mai realizzata perchè le risorse dei paesi africani così come l’interesse geopolitico ed economico del Medio Oriente, sono troppo appetibili per un Occidente che deve il suo sviluppo e il suo benessere proprio all’impoverimento di altri popoli e altri territori.

È proprio da questo che dobbiamo partire per chiedere la Pace.

È dal volere che l’Italia non si sporchi più le mani del sangue degli innocenti uscendo dalla NATO che dobbiamo iniziare per avviare un percorso che ci veda protagonisti della costruzione di una Pace che non riguarda solo il Medio Oriente e l’Africa ma anche tutti noi.