Guitti d'avanspettacollo

di Claudio VERDE

Oltre il disagio, l’indignazione, il fastidio, la noia e quella sorda e tenace resistenza interiore che comunque ci anima non possiamo andare, mentre privatamente, giorno per giorno, inseguiamo ogni occasione di bellezza, di piccola grande gioia che possa arricchirci la vita.

Ma non possiamo sapere.

Immaginiamo un libro, un saggio o un romanzo che parli di questi nostri anni fra trenta-quarant’anni…di cosa parlerà, di “Chi” parlerà…e come.

Ma davvero chi oggi occupa un ruolo di primo piano (almeno sembra occuparlo o così crede) ed esercita potere verrà considerato importante e determinante…politicamente, culturalmente degno di un’annotazione?

Io credo che la gran parte di loro verrà vista come personaggi di avanspettacolo e anche del livello più scadente.

Sì, per quanto tutto dipenda dal contesto generale (e fra quarant’anni non sappiamo il mondo come girerà), conoscendo gli attori, davvero credo che più di un imbarazzato, stupefatto, marginale commento, non avranno…

E se usciamo per un attimo dalla confusione del contingente e proviamo a guardarli con freddezza (quello straniamento simile a quando si azzera il volume del televisore) non ci accorgiamo forse che sono proprio delle caricature già adesso?

Compreremmo mai un’auto da uno di loro?

Eppure stanno lì perché li abbiamo messi noi.

Non è del tutto così, però sì, li abbiamo messi noi.

Forse quel saggio, o romanzo, dovrebbe approfondire proprio questo.