Prefetto Gabrielli

di Franca ROBERTI

Omicidio della dottoressa a Teramo: il capo della Polizia Gabrielli invita le donne a denunciare.

Prima di raccomandare di denunciare, devi costruire reti sicure.

Le notizie di donne sulle quali le violenze sono continuate, nonostante le loro grida e le loro denunce, non fanno altro che confermare i timori di chi vorrebbe sottrarsi alla violenza, ma non ha una via di fuga tracciata.

La legge è migliorata, ma ci sono buchi spaventosi nei procedimenti di cura.

Non c’è una procedura chiara e valida su tutto il territorio nazionale. Non è la stessa cosa essere picchiata e minacciata a nord o a sud, a Milano o a Brescia, addirittura non è la stessa cosa nell’ambito del Garda o nella bassa bresciana.

Lavoro in un gruppo, composto da rappresentanti di diversi servizi sociali e sanitari, che costruisce una rete di protezione a contrasto alla violenza.

La rete comprende anche un centro di pronto intervento dove le donne possono stare fino a cinque giorni con retta coperta, poi spetta al Comune di residenza decidere se protrarne il pagamento e costruire un’alternativa. Quattro questioni: 1) meno male che nel mio territorio questo lavoro c’è, perché territori poco distanti non ci pensano proprio; 2) sono l’unica assistente sociale comunale e i comuni coinvolti sono 22… per dire che la politica locale dovrebbe investire per il contrasto alla violenza di genere dando mandato ai propri operatori di occuparsene; 3) sicuramente l’esistenza di un CPI è un bene, ma ha come effetto non tanto secondario di rassicurare le forze dell’ordine, che così provvedono a collocare la donna e non ad allontanare l’uomo; 4) le forze dell’ordine dovrebbero essere obbligate a lavorare con i servizi socio sanitari.

In rete, possibilmente.

Gabrielli: informati!