Mangiafuoco e Pinocchio

di Ivana FABRIS

In tutta la querelle delle presunte elezioni, personalmente continuo a sentire puzza di bruciato.

Non ne ho fatto mistero con nessuno e ho sempre sostenuto che non si voterà entro l’autunno, sempre con il beneficio d’inventario che do anche a me stessa considerato che non posseggo doti di divinazione.

A sostegno della mia idea, ho continuato a pensare che il grande Mangiafuoco Napolitano non se ne sarebbe stato zitto e buono, sapendo di dover onorare gli impegni assunti con la UE.

E, infatti, stasera casualmente mi son trovata dinnanzi all’immagine in televisione di un Mangiafuoco che sembrava il Drago di San Giorgio, per quanto sputava lingue di fuoco all’indirizzo di chi vuole votare entro ottobre, ovvero al suo Matteo Pinocchio.

Con un’esagitazione che mi ha fatto temere il colpo apoplettico in diretta televisiva, iroso e tremolante il nostro lanciava strali asserendo che “a votare si va alla scadenza naturale del mandato!” con una protervia e un’arroganza dittatoriale di chi sa di poterselo permettere.

Uno spettacolo a dir poco rivoltante quello che pupi e pupari mettono in scena a danno del paese.

Sempre più persone stanno affogando nel loro drammatico quotidiano e al governo e dintorni, non si fa che recitare usando copioni mal scritti e mal sceneggiati che non fanno che degradare questo paese e la sua classe politica, ad una delle peggiori condizioni mai viste prima nell’Italia Repubblicana.

Perciò, arrivati a questo punto, se prima avevo un dubbio sull’impraticabilità delle elezioni, con questa boutade ho la certezza.

Mia, ovviamente, e come tale vale quel che vale.

Poi, su tutto e Mangiafuoco compreso, come sempre saranno le prossime amministrative a trarre il dado.