Dario Franceschini e Matteo Renzi

di Antonio CAPUANO

Premessa:

Dario carissimo, te lo avevamo detto che un tale livello di clientelismo e aziendalismo con nomine così delicate in ballo, non avrebbe portato da nessuna parte e e avrebbe trovato il giusto stop di enti terzi. Quindi ora non fare quello che cade dalle nuvole, su.

Ma entriamo nel merito:

Le suddette nomine dei direttori stranieri per i musei operate dal Ministro Franceschini, sono saltate a causa di una sentenza del TAR fondata su un decreto legislativo del 2001.

Il decreto in questione fu emanato all’epoca “su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per la funzione pubblica”.
Il Presidente del Consiglio dell’epoca era Giuliano Amato.
Il Ministro per la Funzione Pubblica era Bassanini (dopo D’Alema e Amato, l’uomo con l’ombra più lunga nella storia della seconda Repubblica. Quello del “Titolo V”, bontà sua).

Ma, dulcis in fundo, indovinate chi era nel 2001 il “Sottosegretario di Stato per le Riforme Istituzionali e la Funzione Pubblica”, quindi quello con la competenza in materia? Lo stesso Dario Franceschini.

Quindi il decreto di Franceschini viene bocciato a causa di un decreto emanato da lui stesso 16 anni prima.

Benvenuti in Italia,
È bello perché è vero…(cit.).