rating

La “finanza” ed il “mercato”, per difendere e garantire i loro investimenti si sono inventati le società di rating (valutazione) che emettono giudizi, stime, pagelle relativamente a titoli azionari, banche o perfino Paesi.

Questi giudizi quindi hanno esiti e conseguenze nella vita reale, in quanto oggi ad esempio l’agenzia Fitch ha abbassato il rating dell’Italia da ‘BBB+’ a ‘BBB’, in pratica ci ha dato un voto negativo e lo ha anche motivato affermando che:

i rischi di un “governo debole o instabile sono aumentati, così come la possibilità di partiti populisti e euroscettici che INFLUENZANO LA POLITICA”, capito? INFLUENZANO LA POLITICA, ed ancora:

“Un populismo in crescita può sminuire l’APPETITO POLITICO PER LA RIFORMA, aumentare la pressione per lo svuotamento fiscale e pesare sul sentimento degli investitori”.

APPETITO POLITICO PER LA RIFORMA, concetto caro a Renzi di riforma come dato positivo in quanto tale e non per i suoi contenuti!

Non solo quindi danno voti all’affidabilità di uno Stato ma entrano e giudicano nel merito le scelte politiche e le tendenze che in quello Stato il popolo elabora e mette in campo.

Detto questo mi chiedo, come mai se la destra, perché è di destra che stiamo parlando, mette in campo pubblicamente strumenti operativi così incisivi, diretti ed apertamente devastanti per le scelte che i governi devono mettere in atto con lo scopo finale di guidarne le politiche, la sinistra non ha messo in campo delle società di rating universalmente riconosciute che emettono giudizi, stime, pagelle sulla qualità di vita delle popolazioni?
Valutandone per esempio le condizioni oggettive della salute, dell’istruzione, della condizione del lavoro, dell’economia, della felicità dei bambini e degli anziani, dello stato generale delle famiglie, che sono poi dati molto semplici ed oggettivi da valutare?

Visto che quelle interessandosi di mercati e finanze determinano scelte che condizionano la nostra vita, come mai non sono stati, seppure nominalmente, messi in campo delle associazioni, delle organizzazione sociali FORTI che emettano valutazioni nell’ottica dei parametri ritenuti importanti dalla sinistra, tali da poter controbilanciare, almeno nominalmente lo strapotere della finanza?

La risposta è una sola e purtroppo sconfortante: 
non esiste più ad oggi, nemmeno a livello internazionale, una sinistra capace di mettere in campo una risposta organizzata così semplice ma efficace all’arroganza della destra neoliberista e liberticida.

E noi ? Cosa aspettiamo?

Mario GALLINA