Quattro cantoni

La sintesi sui cortei a Roma sabato.

1) c’è un immancabile corteo di fascisti, bene o male loro cercano di infilarsi in tutte le contraddizioni. A conti fatti basterebbe non curarsene e avere una proposta più credibile. Basterebbe poco, tipo volerlo.

2) C’è la manifestazione statica del PCI. Un po’ naif, un certo orgoglio demodè, ma almeno hanno capito.
Non condivido l’impostazione culturale francamente polverosa, ma compagni: respect.

3) c’è il corteo di Eurostop: ultimamente sto limitato a tempo e a soldi ma in cuor mio sto li, con l’invito di quagliare una qualche cacchio di forma organizzativa perché stiamo perdendo il treno della storia. ( sbrigarsi un po’ magari…. ).

4) C’è il corteo dei federalisti europei con in cima al corteo gli oligarchi ( a ben vedere l’unico che non è stato almeno consulente di Goldman Sachs è Guy Verhofstad….. ) che ha il medesimo punto di raccolta del corteo degli altereuropeisti (quelli della nostra europa, n.d.r.). Sono in effetti gli unici due cortei che si incontrano, anzi, tecnicamente convergono.
Il che, converrete, anche sul piano simbolico è assolutamente perfetto, perché dopo aver seguito due percorsi diversi si ritroveranno ad essere la coda del corteo capeggiato dagli oligarchi, della gente “pagata” in voucher mossa dal terrore di poter essere degnamente salariati in lire.
E gli oligarchi vi abbracciano forte forte.

In ogni caso c’è poco da ridere.

Enea Boria