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di Massimiliano De Angelis – Coordinatore Nazionale MovES

TAP, una questione che riguarda tutti noi e il nostro territorio, da Nord a Sud.
Lo asseriamo oggi più che mai con forza, nella consapevolezza di ciò che abbiamo visto coi nostri occhi e di ciò che abbiamo toccato con mano visitando Melendugno.

TAP, il maledetto gasdotto che parte dall’Azerbaijan, percorre sventrando il territorio dei paesi che attraversa e arriva sulle coste salentine incuneandosi con rovinosa invadenza nell’entroterra melendugnese distruggendo le sue risorse naturali e le proprie peculiarità e ricchezze per rifornire l’Europa di gas naturale.

Una opera che ci viene a costare miliardi di euro in termini economici che niente sono al confronto dei danni procurati alla qualità della vita dei melendugnesi e dei salentini, delle peculiarità del territorio che ne fanno una ambita località turistica, delle loro risorse agricole olearie dove vengono espiantati e distrutti un numero ingente di ulivi, dove ai residenti viene impedito anche con violenza, di vivere dei loro raccolti.

Un territorio che viene privato delle proprie ricchezze, dove anche le attività ittiche stanno sparendo del tutto in conseguenza alla messa in opera del gasdotto.

È un sopruso dei diritti all’abitare, al continuare a vivere in serenità nel loro territorio di quelle genti.
In nome e per conto del neoliberismo e dove tutto deve rimanere circoscritto in segreto attorno a Melendugno e dove si deve solo far sapere – un clichè già visto in altri ambiti del genere – che chi non vuole questo stato di cose deve essere etichettato come esagitato, terrorista, cattivo elemento.

Dove nell’opinione pubblica deve radicarsi la convinzione che opere del genere servono per la nostra indipendenza energetica,  sterilizzando e impedendo ad arte, la costruzione di una coscienza comune del ricorrere a risorse energetiche naturali, benchè ancora sia vigente il luogo comune dell’Italia “paese del sole”.

Paghiamo noi cittadini e pagheremo ancora e non si tratta solo di risorse e di salute: vengono negati con violenza il nostro diritto all’abitare, al vivere, alla nostra salute in nome e per conto degli interessi del Neoliberismo.

I mezzi adottati che ne giustificano il fine, quello di una oligarchia che sta riuscendo ad superare in negativo persino il concetto che avevamo del capitalismo.

A Melendugno e a San Foca si travalica persino il concetto della proprietà privata, alla stessa stregua di quei popoli e genti che sono stati privati delle loro terre per poi essere deportati altrove nel mondo.

Infatti siamo ben oltre il concetto del capitalismo che conoscevamo e dei suoi guasti; quanto avviene con la TAP è ben peggiore e ancora non ne siamo completamente coscenti.

Questo è il neoliberismo e i melendugnesi ne sono vittime ma non rassegnate perchè Melendugno e il suo territorio sono anche nostri, perchè melendugnesi lo siamo tutti e perchè la “loro” TAP, di fatto, è anche la nostra.
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