AMBIENTE, UN CIMITERO A CIELO APERTO

AMBIENTE, UN CIMITERO A CIELO APERTO

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di Ivana FABRIS – Coordinatrice Responsabile Nazionale

 

L’abuso, lo sfruttamento intensivo, l’incuria, la predazione del capitalismo verso l’ambiente, si rivela in tutta la sua drammaticità non appena si verificano eventi meteo anomali.

Ma non sono casi, non è fortuito.
La natura difende e protegge se stessa grazie a meccanismi evolutivi che ha generato in milioni di anni.
Noi, in meno di 70 anni – che in rapporto ai milioni di anni che sono serviti al pianeta per evolvere e specializzarsi, sono uno sbadiglio nell’universo – abbiamo stravolto tutto.
Questa rapidità di cambiamenti, impedisce alla natura di evolvere nei suoi tempi che non possono e non potranno mai essere i nostri.

Lo stiamo vedendo proprio in questi giorni con l’immane strage, una vera e propria catastrofe ecologica, che ha portato alla morte di 14 MILIONI DI ALBERI a causa del clima.
Intere foreste, interi boschi, SPARITI, CANCELLATI, SPAZZATI VIA IN UNA NOTTE.
E con essi, spariscono sistemi complessi di piante e animali che costituiscono l’ossatura di un ecosistema il quale non è un’astrazione o una parola sulla carta ma rappresentano per noi, la SOPRAVVIVENZA.
Nel momento in cui il danno è così vasto e ingente, coinvolge TUTTI perchè le ripercussioni saranno estese non solo alle zone colpite, ma indirettamente a tutta la nostra penisola.
Ovunque in Italia le precipitazioni sono state intense e il territorio collassa in ogni modo possibile.
Abbiamo avuto temperature folli, specie al nord, per un mese come ottobre (28 gradi a fine mese), ulteriore segnale di come il clima sembri impazzito e a fronte di temperature estreme per la stagione e di lunghi periodi di siccità, anche gli eventi atmosferici si manifestano in maniera estrema.
Ma spiegatelo a uno come Trump, se vi riesce..
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INFATTI IL PROFITTO NON SI FERMA. DEPREDA, SACCHEGGIA, ALTERA, VIOLENTA l’ambiente, il clima. Ogni ambito in cui il pianeta ci sta ospitando è così devastato che non è possibile non porsi domande e non provare angustie.

 
In Cadore, tra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, giusto in questi giorni è stata una strage. Una strage che si è portata via anche milioni di animali che compongono un sistema che si autoregola e impedisce aberrazioni.
Una strage di alberi. Qualcosa che a vedersi sembra una mattanza.
 

Si parla di milioni di alberi. QUATTORDICI MILIONI DI ALBERI.
Una ferita profonda all’ambiente che non cicatrizzerà mai davvero e la vedranno solo le generazioni che devono ancora nascere.

Ossigeno, evaporazione, piogge, ecosistemi specializzati e differenziati, specie animali…equilibri perfetti annientati.
Tutto distrutto per chissà quanto tempo…

Su Repubblica di ieri, la dichiarazione di COLDIRETTI

 

“Si stima che siano 14 milioni gli alberi abbattuti con conseguente compromissione dell’equilibrio ecologico e ambientale e messa a rischio della stabilità idrogeologica.
Ad essere abbattuti sono stati soprattutto faggi e abeti bianchi e rossi nei boschi dal Trentino all’Alto Adige, dal Veneto al Friuli, dove ci vorrà almeno un secolo per tornare alla normalità.

“Nei boschi – spiega Coldiretti – si trova una grande varietà di vegetali e una popolazione di mammiferi, uccelli e rettili che per il disastro è stata sconvolta, mentre la mancanza di copertura vegetale lascia il campo libero a frane e smottamenti in caso di forti piogge”.”

Questo in foto è ciò che resta della foresta di Sottosassa, a Predazzo.
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Gli alberi che nell’immagine sembrano fuscelli, erano conifere da 25-30m., ALBERI ADULTI quindi i NOSTRI POLMONI.
 
A parte il danno economico di questa catastrofe, CHI CREDETE PAGHERA’ TUTTO QUESTO SE NON ANCORA NOI?
 

L’INSULTO ALL’AMBIENTE LO PAGHEREMO CON LA NOSTRA SALUTE E QUELLA DEI NOSTRI FIGLI E NIPOTI…

 

 
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