EQUITALIA, 100.000 CARTELLE DI GHIACCIO?

EQUITALIA, 100.000 CARTELLE DI GHIACCIO?

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di Stefano BARBIERI – MovES

 

L’annuncio che Salvini ha fatto alla festa per i 244 anni dalla fondazione della Guardia di Finanza di “cancellare tutte le cartelle di Equitalia sotto i 100 mila euro“, è qualcosa di assolutamente nuovo e di una grandissima rilevanza, perché coinvolge il 96% del debito che gli Italiani hanno con il Fisco.

Un provvedimento del genere se ovviamente davvero diventerà legge (e bisognerà vedere i reali termini) sicuramente centrerà l’obbiettivo politico di “liberare milioni di italiani incolpevoli ostaggi e farli tornare a lavorare, sorridere e pagare le tasse” come ha affermato proprio lo stesso Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Tale eventuale provvedimento avrebbe una sua leggitimità se fosse circoscritto al “magazzino” dei debiti fiscali residui e quindi inesigibili di Equitalia e, secondo i dati forniti nella sua audizione parlamentare alla fine del 2016 da Ernesto Maria Ruffini allora Amministratore Delegato di Equitalia, oggi Direttore Generale della Agenzia delle Entrate, si può riassumere che dei complessivi 817 miliardi, quelli realmente esigibili erano 51,9.

Si ipotizzano tre aliquote una del 6% per chi si trova in comprovate difficoltà economiche, una intermedia del 15% e una del 20-25%.

Al di là di ogni valutazione tecnica, il dato politico rilevante è che un contribuente potrebbe risparmiare addirittura il 94% (anche se il principio della difficoltà economica è già presente nell’ordinamento tributario visto che è il presupposto per la richiesta della rateizzazione del debito fiscale in 120 rate) ma che è sicuramente contrario al detto dell’articolo 53 della Costituzione e del principio della progressività contributiva in esso contenuto.

Un condono di questa portata, per quanto solleverà le vite di molti, in ogni caso certificherebbe che lo Stato – tramite il Governo – è sempre stato incapace di riscuotere i tributi nonchè pure la sua incapacità di contrastare efficacemente l’elusione e l’evasione fiscale.

Ci rallegreremo, dunque, per gli italiani che cominceranno nuovamente a respirare, ma dubitiamo che questa proposta sulla cancellazione delle cartelle di Equitalia sarà accolta, considerato che, il Ministro Tria, ha già ricordato a Salvini che bisogna “Affrontare sfide in continuità con passato” .
Per la serie: il banco – della UE – vince sempre.
DAL DISASTRO SOCIALE AL “FENOMENO SALVINI”

DAL DISASTRO SOCIALE AL “FENOMENO SALVINI”

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di Giuseppe MASALA

 

E mentre la cosiddetta sinistra liberale e liberista porta avanti una strategia di delegittimazione e mostrificazione dell’avversario politico appaiono sempre più chiare le motivazioni che hanno visto esplodere il “fenomeno Salvini”.

La Coldiretti ci ha da poco informato che 2,7 milioni di italiani si sostentano fisicamente grazie alle derrate alimentari donate delle varie associazioni del terzo settore (mai benemerite come ora), quali la Caritas e il Banco Alimentare per citarne due. Un dato che ci interroga sull’abisso nel quale la nazione è finita.

Salvini non è figlio del totale impazzimento degli italiani ma di un vero e proprio disastro sociale che chi stava al governo ha contribuito a creare anche se per ideali doveva contrastare.

Inutile fare i moralisti con la pancia piena, inutile proporre la narrazione dell’innamoramento dell’uomo forte che avrebbe colpito gli italiani. Il voto a Salvini è un voto di paura e di legittima difesa contro una sinistra che ha buttato la nazione nel disastro nascondendosi dietro bandiere buoniste come quella sui migranti per far serrare le fila ai propri elettori e convincerli che con loro stavano dalla parte dei buoni.

Un vero e proprio ricatto morale che ora si è addirittura aggravato con il lancio della fatwa di fascismo contro chiunque ponga in dubbio questa narrazione.

Mi spiace, ma il disastro sociale è figlio di scelte politiche folli, dalla supina accettazione delle regole capestro europee, alla legge Fornero, fino ad arrivare alle decine di miliardi regalati alle banche che non si reggono in piedi..
Salvini sotto questo aspetto è il figlio legittimo della sinistra liberale.

 

 


 

Salvini, è due volte figlio legittimo.
Oggi, per quanto afferma Masala con tanta precisione in questo post.
Ieri, per stessa affermazione di D’Alema quando, diversi anni fa, disse che la Lega era nata da una costola della sinistra.
Ma quella costola, è nè più nè meno che lo spazio politico lasciato vuoto dalla sinistra stessa, spazio composto da azione sul territorio, mobilitazione delle masse, coscienza di classe e proposte politiche che dovevano andare verso le istanze popolari delle classi subalterne cui la sinistra storica, ha abdicato.
La Lega è nata così.
Riempiendo quel vuoto, facendosi carico di quelle istanze.
La sua evoluzione, da Bossi in poi, è quella che conosciamo.
Della Lega di Salvini, invece, ben poco si è compreso, perchè tutto è, fuorchè ideologica.
Scambiare opportunismo e un certo avventurismo politico per fascismo, verso una destra conservatrice che attua politiche protezionistiche da destra, è un errore di valutazione politica tutt’altro che di poco conto e meriterebbe che si aprisse una seria discussione nel merito, proprio per essere consapevoli del fenomeno al fine di scongiurare derive che ci potrebbero essere sì, in un prossimo futuro.

Il Coordinamento Nazionale del MovES

 

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