PECHINO, IL PALAZZO D’ESTATE

PECHINO, IL PALAZZO D’ESTATE

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da una nota di Maria MORIGI, scritrice, studiosa di Storia delle Religioni, archeologa e docente

 

1.Lettera di Victor Hugo al Capitano Butler, 25 novembre 1861

Victor Hugo scrive al Capitano Butler responsabile della spedizione e del saccheggio del Palazzo d’Estate, per dissociarsi da questo preteso trofeo della vittoria della Francia di Napoleone sulla Cina indifesa.
Hauteville House, 25 novembre 1861
“(…) era lì questo monumento. Per crearlo, era stato necessario il lento lavoro di due generazioni. Quest’edificio, che aveva l’enormità di una città, era stato costruito nei secoli, per chi? per i popoli. Poiché ciò che fa il tempo appartiene all’uomo. Gli artisti, i poeti, i filosofi, conoscevano il Palazzo d’estate; Voltaire ne parla. Si diceva: il Partenone in Grecia, le Piramidi in Egitto, il Colosseo a Roma, Notre-Dame a Parigi, il Palazzo d’estate in Oriente. Se non lo si vedeva, lo si sognava. Era una sorta di capolavoro spaventoso, sconosciuto, intravisto da lontano in non so quale crepuscolo, come una silhouette della civiltà dell’Asia sull’orizzonte della civiltà dell’Europa.
Questa meraviglia è scomparsa.
Un giorno, due banditi sono entrati nel Palazzo d’estate. Uno ha saccheggiato, l’altro ha incendiato. Sembra che la vittoria possa essere una ladra. Una grande devastazione del Palazzo d’estate è stata fatta dai due vincitori.
Si vede in tutto ciò il nome di Elgin, che ha la capacità di far ricordare il Partenone. Ciò che era stato fatto al Partenone, è stato fatto al Palazzo d’estate, in modo più completo e migliore, in modo da non lasciare niente. Tutti i tesori di tutte le nostre cattedrali messe insieme non eguaglierebbero questo splendido e formidabile museo dell’oriente. Lì non c’erano solo dei capolavori d’arte, c’era un ammasso di oreficerie. Grande sfruttamento, buon guadagno. Uno dei due vincitori si è riempito le tasche, mentre l’altro ha riempito i suoi bauli; e si è fatto ritorno in Europa, braccia basse, braccia in alto, ridendo. Questa è la storia dei due banditi.
Noi europei, noi siamo i civilizzati, e per noi, i cinesi sono i barbari. Ecco ciò che la civiltà ha fatto alla barbarie. Di fronte alla storia, uno dei due banditi si chiamerà Francia, l’altro si chiamerà Inghilterra. Ma io protesto, e la ringrazio di darmene l’occasione; i crimini di coloro che guidano non sono l’errore di coloro che sono guidati; i governi sono qualche volta dei banditi, i popoli mai. L’impero francese ha intascato la metà di questa vittoria ed oggi espone, con una sorta d’ingenuità da proprietario, la splendida paccottiglia del Palazzo d’estate.
Spero che verrà un giorno in cui la Francia, liberata e ripulita, riconsegnerà questo bottino alla Cina derubata. In attesa, c’è stato un furto e due ladri, io ne prendo atto. Questa è, signore, la quantità di consenso che io do alla spedizione in Cina.”
Victor Hugo
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