SUDDITI DEI FRANCESI CON LA LEGION DEL DIS-ONORE

SUDDITI DEI FRANCESI CON LA LEGION DEL DIS-ONORE

francesi-italiani

 

di Giuseppe MASALA

Ora, dite quello che volete, ma nessuna nazione aderente a Schengen si è mai permessa di mandare la propria polizia oltre confine senza almeno avvisare il paese dove sarebbe stata posta in essere la “visita”.

I francesi lo fanno semplicemente perché per anni abbiamo avuto governi imbelli e sciagurati: hanno bombardato la Libia danneggiando l’economia italiana e per prendersi i pozzi di petrolio dell’ENI e darli alla loro Total.

Lo hanno fatto anche per motivi personali a Sarkozy che la magistratura francese ci sta spiegando.

Non solo, per anni e anni abbiamo permesso loro di colonizzare l’economia italiana.
Dalla Grande Distribuzione Organizzata fino alle banche e alle assicurazioni per non parlare del settore manifatturiero legato all’alta moda.

Li ha solamente bloccati Berlusconi quando stavano scalando Mediaset con Bolloré. Questo ovviamente non depone a suo favore, visto che si è mosso solo pro domo sua.
E tutto questo scempio l’abbiamo fatto senza chiedere un minimo di reciprocità: se io do una cosa a te, tu dai una a me.

Particolarmente grave è stata la colonizzazione finanziaria; da Mediobanca, alle Generali, fino ad arrivare ad Unicredit. In quest’ultimo caso abbiamo un amministratore delegato, tale Mustier, che sta lavorando alacremente per distruggere la banca. E scemo chi non se ne accorge.

Distruggere la banca, con il chiaro intento di tenere – come si usa dire – per gli zebedei la nazione e lo Stato italiano.

Sconcertante la vendita ai francesi del fondo Pioneer fatta da Unicredit (sotto guida francese, ripeto). Con il bel risultato che i francesi hanno oltre un centinaio di miliardi di titoli di stato italiani che possono minacciare di vendere quando vogliono.

Abbiamo una pistola puntata alla tempia. E questa pistola ai francesi gliela abbiamo data noi.

Nihil novum sub sole, vi ricordate quando il Re di Francia Francesco I si scornava con Carlo V sul suolo italiano e dove i signorotti locali si vendevano al miglior offerente per il proprio particulare. “Franza o Spagna purchè se magna” viene proprio da quel periodo storico.
Lo stesso accade ora.

I nostri politicanti da quattro soldi si son venduti per meri interessi di cosca: andatevi a vedere quanti politici italiani hanno avuto la Legion d’Onore in questi anni.

Per meriti e servizi concessi allo stato francese. E certo, noi li abbiamo votati per fare gli interessi della Francia, mi pare ovvio.
Pensiamo a Bini Smaghi, Presidente della Société Générale a Parigi. In cambio a loro dai Mustier Amministratore Delegato Uncredit.

A noi una carica onorifica (con vaste prebende per chi la ricopre) a loro una carica fondamentale da dove muovere le leve.
Insomma, i nostri “potenti” sono in vendita e in svendita.
È normale che in una situazione del genere ordinano e noi eseguiamo.

Vogliamo parlare della cervellotica decisione di mandare una “missione di pace” in Niger “concordata” con i francesi?
A noi non ci frega nulla (però paghiamo) a loro difendiamo i giacimenti di uranio di Areva. Roba da matti.

E in questo panorama sconcertante voi vi scandalizzate che mandino la gendarmeria in Italia senza manco avvisarci manco per educazione. Si sentono padroni.

Ma il fatto grave è che hanno ragione perché una classe politica sciagurata gli ha consegnato i nostri zebedei su un piatto d’argento.

P.S.: Rimando l’accusa di nazionalismo al mittente in via preventiva.

LA LOTTA CONTRO LA TAP È LOTTA CONTRO AL SISTEMA

LA LOTTA CONTRO LA TAP È LOTTA CONTRO AL SISTEMA

lotta-tap

 

di Dario BIANZANI – Coordinatore Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

La lotta contro TAP (Trans Adriatic Pipeline) è una lotta antiliberista, anticapitalista, antimperialista.

Recentemente la BEI, Banca Europea per gli Investimenti, che in un primo step lo aveva bloccato, come si poteva prevedere ha deciso il finanziamento della costruzione del gasdotto TAP.

Un progetto voluto fortemente dalle lobby finanziarie e politiche liberiste che, naturalmente, pensano ai loro interessi e a quelli dei loro amici. Come il dittatore azero e il nuovo sultano turco.
Personaggi che si arricchiscono smisuratamente senza occuparsi di migliorare la vita ai propri popoli che invece vengono repressi e massacrati se chiedono un trattamento dignitoso.

Gli stessi ambienti politico-finanziari liberisti europei legati alla BEI, sono quelli che allineandosi al volere di Washington impongono sanzioni al Venezuela, paese che utilizza i proventi della vendita petrolifera per finanziare uno dei migliori welfare del mondo, dove la povertà negli ultimi 17 anni è diminuita in modo molto significativo.

Ma evidentemente ai banchieri, ai faccendieri, ai politici di queste ormai finte democrazie nulla interessa dei popoli e dell’ambiente.
Infatti, da una parte si finge di finanziare la riduzione dell’inquinamento ma in realtà si finanzia la costruzione di un gasdotto dannoso, pericoloso e inutile.

Esattamente come si finanziano dittatori e si sanzionano paesi virtuosi perchè non allineati al dogma liberista e imperialista e quindi non solo non interessanti per la massimizzazione del profitto, ma pure esempi pericolosi per altri paesi.

Lottare contro la TAP non è dunque solo lottare per difendere l’ambiente.
Anzi, è lotta per l’autodeterminazione dei popoli ed è quindi necessario proprio per questa ragione, portare questa lotta in tutto il Paese.

Portarla e inserirla nella lotta contro i trattati europei, pilastri di questa politica neoliberista che, va ricordato, non consentono l’applicazione della nostra Costituzione, anzi, proprio la rinnegano.

La lotta contro la TAP, non è occuparsi di un problema locale.
No alla TAP vuole dire No al liberismo, No all’imperialismo, No ai trattati europei.
Vuol dire sì all’ambiente, sì alla solidarietà tra i popoli, vuol dire sì alla Costituzione italiana.
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