BEAUTY, NIGERIANA, CONDANNATA DALLA DISUMANITÀ

BEAUTY, NIGERIANA, CONDANNATA DALLA DISUMANITÀ

beauty-immigrati

 

di Franco CAMERINI – MovES

 

Questa è la storia di una barbarie.
Una delle tante.
Sono nigeriani, lei si chiamava Beauty. Suo marito Destiny.
Il loro bimbo che lotta per sopravvivere, Israel.

Strange fruit“, canzone dedicata ai neri d’America impiccati agli alberi dal Ku Klux Klan, è liberamente riadattabile alla improbabile situazione dei nigeriani praticamente dispersi a quasi 2000 metri sulle Alpi di confine.
Tra loro ci sono un uomo e una donna, una famiglia in cerca di futuro.

Lui clandestino, lei regolarizzata.
Incinta, quasi al termine della gravidanza.
Malata di linfoma, terminale.
La stessa Gendarmeria che ha sconfinato in territorio italiano con un blitz nei giorni scorsi, non la fa proseguire malgrado stia già molto male.

Beauty non si ferma, non lascia soli i suoi affetti.
Sceglie di stare col marito, sceglie la sua famiglia, sceglie lo stare insieme malgrado la clandestinità di lui, malgrado i rischi.
Malgrado la morte incombente.
E muore.
Salva però il suo bambino, ma solo grazie ad un altro cuore come il suo che la soccorre e la porta in ospedale dove viene arrestato.

Reato di povertà, ancora, sempre.
Reato di umanità. Continuamente.

Tra tutte le cose atroci che il mondo occidentale commette quotidianamente, ispirato da un pensiero unico globalizzato che mira esclusivamente all’interesse finanziario c’è la razzia perpetrata ai danni di Paesi lontani dal macabro progresso culturale occidentale, di ogni piccola ricchezza del territorio.

Ricchezze ambite e ottenute a qualunque costo: con prepotenza, con la violenza, mistificate da democratizzazione, sottomettendo queste popolazioni a dittature compiacenti con potenze occidentali armate ed assassine, è senz’altro la chiave per capire il fenomeno dell’immigrazione su larga scala dell’ultimo periodo storico.

Andiamo e calpestiamo culture millenarie, prevarichiamo e derubiamo quei popoli di ogni ricchezza, in nome della nostra democrazia, del nostro modello consumistico spacciato dalla narrazione del sistema, come esistenziale.

Le nuove colonie dell’occidente, colpite da guerre per la spartizione dei patrimoni, ridotte a fame e terrore, non possono che arrendersi o ribellarsi.

La resa comporta inevitabile fuga dalla fame e dalla morte, nella speranza di trovare una nuova opportunità di vita.
La ribellione comporta inasprimento della repressione: i cosidetti terroristi, manovalanza incazzata che risponde orrendamente alle atrocità subite.

Sono un altro business, sapientemente sfruttato sempre dall’occidente, poichè ben addestrati ed armati (dall’occidente) diventano nemici ottimali (per l’occidente) e danno un senso di esistere all’industria delle armi (dell’occidente), oltre a seminare un terrore controllato dai mandanti, tra le popolazioni (occidentali) che permette di limitare le libertà di ognuno, di controllare le persone, di sottometterle come grandi greggi di pecore inconsapevoli.

Ma torniamo alla prima ipotesi, ARRENDERSI.
Anche qui, gli efferati strateghi occidentali, dovevano studiare un business, perchè come dicevamo all’inizio, il pensiero unico, è il PROFITTO.

Nasce l’industra dell’immigrato, mano d’opera a costo quasi zero, maggiori profitti. E schiavizzazione conseguente dei lavoratori occidentali, che debbono adeguarsi alla concorrenza dei nuovi schiavi.

Ma tra questi arresi, qualcuno lotta, qualcuno lotta contro un male e per l’amore. Beauty cerca di portare se stessa ed il proprio male incurabile al di là di un confine, perchè qui ha perso la speranza, ma forse al di là di quelle montagne, potrà riaccenderla.

Questo non è contemplato, nemmeno il fatto che una guida alpina, raccogliendo queste persone in difficoltà a 2000 metri, decida di salvare la loro speranza, per la vita era troppo tardi, decida di aiutare questi esseri umani coraggiosi a raggiungere il loro sogno, seppure sarà un sogno amaro.
Quello che non è contemplato, nel nostro mondo del pensiero unico, è fuorilegge. Per il gesto umano c’è la galera.

Meditiamo sulla barbarie che il nostro modello umano ed etico presenta, meditiamo perchè quella coppia disperata potremmo essere noi, perchè quella guida alpina dovremmo essere TUTTI NOI.

Questo mondo, così non va bene, non va bene che migliaia di persone debbano affrontare la morte per fuggire alla morte, e raggiungere un posto che li condannerà a morte.

Come Beauty, come gli oltre 33.000 che giacciono in fondo al Mediterraneo.
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