NICARAGUA: SISTEMA SOCIALISTA SEMPRE!

NICARAGUA: SISTEMA SOCIALISTA SEMPRE!

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di Dario BIANZANI – Coordinatore Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

Nicaragua: chi ha conosciuto la rivoluzione sandinista e socialista non torna indietro!

Dopo aver stravinto le ultime elezioni presidenziali il FSLN, Frente Sandinista de Liberacion Nacional, del Presidente ed ex guerrigliero sandinista Daniel Ortega ha stravinto anche le elezioni municipali che si sono svolte in tutto il paese il 5 novembre dello scorso anno.

Il partito erede della rivoluzione sandinista ha infatti ottenuto il 74% delle preferenze in tutto il paese e nella capitale, Managua, ha ottenuto addirittura un plebiscito con l’87% dei voti.

Daniel Ortega fu coordinatore della giunta di ricostruzione dopo la vittoria sandinista nel 1979 e divenne presidente del paese nel 1985.
Perse le elezioni nel 1990 dopo cinque anni di governo difficile con l’embargo degli USA e la guerriglia dei Contras armati e diretti dalla CIA.

Tornò presidente nel 2006 e lo è tuttora avendo vinto le elezioni del 2011 e del 2016.

Naturalmente gli USA non vogliono riconoscere i risultati e anche poco tempo fa, per ritorsione, il governo di Trump ha deciso l’espulsione di 2500 immigrati dal Nicaragua.

Se facciamo un paragone sul Nicaragua rispetto ad un paese come il nostro, non si potrà non rilevare che da noi si vota sempre meno e con meno convinzione come hanno dimostrato anche le elezioni politiche del 4 marzo, perchè non esistono proposte di alternativa chiara al sistema.

Non possiamo non notare, invece, che dove vi è un sistema come quello sandinista che, come è noto si rifà al Marxismo e alle rivoluzioni cubana e venezuelana, i risultati si vedono anche dal punto di vista elettorale.

Solo a noi italiani continua a far paura, un sistema di governo che applichi davvero la giustizia sociale, che dia lavoro a tutti, che attui un’equa ridistribuzione, che garantisca la salute, che stronchi la violenza contro le donne e le liberi, che si curi dell’ambiente, che preservi e valorizzi la scuola.

Sindrome di Stoccolma o masochismo puro?

Eppure i fatti, anche quelli del Nicaragua, dimostrano che chi vive in un sistema socialista non torna indietro!
EMERGENZA CASA, TRA INGIUSTIZIA E ABUSO

EMERGENZA CASA, TRA INGIUSTIZIA E ABUSO

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di Massimiliano DE ANGELIS – Coordinatore Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

Il diritto all’abitare, all’avere una casa è un bisogno primario e quindi un diritto dell’essere umano che gli deve consentire di vivere dignitosamente.
Diritto che è sancito e tutelato dalla nostra Costituzione.

I vari governi che si sono succeduti negli anni nel nostro paese se ne sono fatti beffe. Da un lato, non è più esistita rappresentanza politica che avesse capacità rivendicativa sulla questione della casa, al punto che gli italiani stessi si sono rassegnati allo status quo generato dal vuoto politico e, dall’altro lato, se si valuta quanto avviene nel locale, i politici sui territori ne hanno fatto voto di scambio.

Il tema dell’emergenza abitativa ha raggiunto ormai – soprattutto nelle grandi città – e lo vediamo dai periodici fatti di cronaca, livelli di guardia dei quali non è più possibile nprescindere.

La grave crisi economica che attanaglia centinaia di migliaia di famiglie che non riescono più a pagare affitti o mutui, per aver perso l’occupazione o per essere finite nella totale precarietà, rende non più rinviabile il reperire soluzioni per l’emergenza alloggi.

La totale assenza di una politica pubblica sulla casa, in questi ultimi decenni ha contribuito a rendere ancora più grave quella che era già un’emergenza e ha inasprito e scatenato ulteriormente, la “guerra tra poveri“ o bisognosi.
Questa guerra da un lato viene cavalcata propagandisticamente da forze politiche della destra neofascista e dall’altro dai poteri istituzionali perché da essa traggono vantaggio (voti) mettendo in atto la propria politica del dividi et impera in modo tale che il cittadino sia indebolito e quindi ancor più ricattabile

Il patrimonio abitativo pubblico, di per sè già insufficiente, è stato lasciato all’incuria e all’abbandono degli enti gestori per un mero calcolo di profitto, effetto della gestione del pubblico al pari di quello privato, avendo come alleato/referente il sistema bancario.

Altrettanto il mercato immobiliare, legato alla gestione manageriale del pubblico, ha imposto prezzi esorbitanti gravando per decenni le famiglie più disagiate al pensiero incombente di onorare i propri impegni, legandole a doppio filo al sistema debitorio, rendendole quindi ricattabili.

Eppure in Italia sono accatastati quasi 200 milioni di vani vuoti (3,3 a testa), che si potrebbero destinare a chi non ha più un alloggio per morosità incolpevole. Quantomeno si potrebbero prendere provvedimenti urgenti e mirati, affinchè chi tiene una casa sfitta abbia interesse, invece, a locarla. Senza contare tutto il non “registrato” imputabile ai soliti furbetti che non hanno la benchè minima intenzione di pagare le dovute tasse relative.

La spregiudicata (se non addirittura mancata) gestione del settore immobiliare pubblico ha prodotto danni gravissimi prima di tutto agli aventi diritto alla casa popolare che sono da anni nelle relative liste di attesa, per l’immobilismo colpevole delle amministrazioni le quali, nel loro clientelare doppiogiochismo, attuato sulle spalle della povera gente, fanno anche da spalla al sistema bancario.

Non solo. Anche chi una casa ce l’ha ma paga mutui o spese straordinarie infernali, oppure si vede abbandonato nella manutenzione sia ordinaria sia straordinaria o si vede recapitare assurde richieste di migliaia di euro di arretrati spesso non documentabili. Insomma, la situazione è a dir poco tragica.

Non parliamo, poi, della malagestione della cosa pubblica: basti pensare agli emolumenti dei dirigenti degli enti e lo vediamo da come in 20 anni si è passati a cambi di denominazione da Gescal a I.A.C.P all’attuale ALER/ATER, attualmente sull’orlo del fallimento, per capire che TUTTO è andato in direzione opposta al far bene per ciò che è pubblico al fine di favorire sempre e solo il privato.

Tutto questo demolire il pubblico, fa parte del mandato neoliberista che esige di eliminare la cosa pubblica per ottenere massimo profitto.

Ma si dovrebbe anche spendere qualche parola sul degrado.
Ormai da anni i nostri quartieri popolari somigliano sempre più a dei ghetti dove anche le varie amministrazioni locali si son guardate bene dall’applicare la benchè minima politica di arredo e recupero, nonchè decoro urbano, che è progressivamente sempre più assente, con tutte le conseguenze dal caso in termini di malavita e malaffare.

La malagestione invece, parte da lontano anche se fa MOLTO comodo a questo sistema di potere, proprio a cominciare dal mancato controllo sugli assegnatari.
Vivo in un quartiere popolare di un comune in cintura a Roma dal 1979 e ho visto e vedo di tutto nelle azioni dei tanti furbetti – tutti italiani – che hanno vissuto e vivono dove risiedo e che spesso hanno avuto l’assegnazione percorrendo canali “preferenziali” ma quando una casa viene assegnata ad un emigrante regolare, succede il finimondo.

Dal 1979, nel mio contesto abitativo non c’è mai stato un controllo da parte degli enti preposti o degli stessi gestori, impegnati a spartirsi ed accaparrare denaro lasciando l’eventuale problema sulle spalle di chi meriterebbe invece trasparenza e buona gestione.

Ho assistito nei primi anni ad occupazioni abusive dove intere famiglie occupavano 2 o più appartamenti (in un caso ben 9) che poi o destinavano al figlio prossimo al matrimonio oppure semplicemente se le rivendevano.

Ho visto pure assegnatari che facevano risultare famiglie numerose malgrado vi fossero al loro interno, componenti che avevano già casa di proprietà o in affitto.
Famiglie che, come spesso accade in tutta la penisola e grazie al chiudere un occhio delle Istituzioni, facevano risultare redditi risicati quando invece bastava censirne il tenore di vita o monitorarne l’attività professionale per venire a conoscenza dei loro reali bisogni.

Eppure, nell’era della tecnologia, basterebbbe incrociare i dati.
Vuoi comprarti una Mercedes o una BMW? Padrone di farlo, ma la casa popolare non puoi chiederla. Semplice.
Ma non c’è la volontà politica, per farlo.

Lassismo, disfattismo, clientelismo hanno FAVORITO l’attecchire del sistema neoliberista, così come il mancato controllo da parte degli Enti gestori, è stato il terreno di coltura in cui il neoliberismo ha radicato.

Indubbio che ci sia gente che “ci marcia” poichè non ha mai pagato gli affitti già di per sè molto bassi, ma se lo Stato e ciò che lo rappresenta, PER PRIMI rubano, sottraggono o “fanno i furbi”, cosa vogliamo aspettarci da una certa fascia di italiani?

Penso, per esempio, all’individualismo che ha generato questo sistema di potere.
L’insicurezza porta a proteggersi, e va bene, ma qui il malcostume viene da decenni di ruberie ai danni dello Stato il quale però, non ha mai brillato certo in correttezza, rigore etico o morale che sia e trasparenza.
Se molti si allacciano alle utenze comuni o pubbliche è perchè lo Stato ha lasciato, per anni, un intero quartiere di 160 famiglie al buio, nella zona dove risiedo, giusto per fare un esempio tra i tanti.
Inoltre, quando la gente reclama, scrive e protesta, le autorità locali rispondono che non possono farci niente. Nel terzo millennio non puoi farci niente???

Che aspettarsi, dunque, da quella sottocultura di cui una parte di italiani è infarcito dinnanzi a queste situazioni?
Ma non solo da quella sottocultura, perchè nessuno vivrebbe in una casa senza allacciamenti elettrici, del gas e quant’altro.
Se lo Stato non eroga un servizio, al cittadino tocca arrangiarsi.
Si chiama sopravvivenza.

Oggi, in più, si sta scatenando un’ulteriore guerra tra poveri, tra chi ha sempre pagato e chi no.
L’Ente gestore richiede affitti arretrati e non documentabili a volte che sono dal 10 al 30% in più a seconda degli anni insoluti.

E qui che nasce la guerra: chi ha sempre pagato vede tali furbetti avvalersi di una facilitazione inaccettabile solo perché questo stato di cose si protrae da quasi 40 anni. Difficile non sentire come un’ingiustizia un simile procedimento, specie sapendo che è stato per approfittarsene e non per gravi condizioni di bisogno relativo al non perdere la casa.
Anche in questo l’Ente gestore ha delle gravi colpe.

Insomma, la situazione è tragica.
Tra chi finisce in strada per morosità dovuta alla perdita del lavoro con uno sfratto che è l’atto più violento e orrendo che esista, tra l’incuria e la voluta negligenza dell’Ente gestore, tra la voluta mancanza di politiche adeguate per le regole che impone il pareggio di bilancio, la questione casa è davvero una delle più sconcertanti e drammatiche.

Ci sarebbe da rifare tutto. Tabula rasa e ricominciare daccapo.
Invece tutti i governi, finora, han solo pensato a mettere pezze che alla fine si sono rivelate peggiori del buco.

Infatti nemmeno le nuove disposizioni sull’ISEE, necessario ad ogni censimento biennale possono bastare a mettere ordine al caos perchè è uno di quei casi in cui si può applicare la regola del “fatta la legge, trovato l’inganno”.

In Italia a rimetterci è sempre chi è onesto.
O perchè ci sono i furbi, o perchè tra furbi ci si intende, o soprattutto perchè gli sfratti esecutivi sono sempre di più, sta di fatto che a pagare sono sempre gli stessi.
È così che muore lo Stato, laddove Stato significa cosa pubblica, welfare, servizi al cittadino.

E chi ha soldi, pochi o tanti, ce la fa.
Gli altri devono solo perdere la casa e morire. In strada.
MACRON E IL VOLTO PIÙ VOLGARE DELLA FRANCIA NEOLIBERISTA

MACRON E IL VOLTO PIÙ VOLGARE DELLA FRANCIA NEOLIBERISTA

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di Luigi BRANCATO – MovES

 

Era solo una questione di tempo prima che il volto più volgare della Francia razzista diventasse istituzionale.
E quale poteva essere il miglior rappresentante di questa feccia xenofoba se non il neoliberista Emmanuel Macron?

Lo aveva annunciato alla fine del 2017, dopo una visita al campo profughi di Calais.
In quell’occasione il primo ministro Francese aveva promesso che “la giungla” non sarebbe stata ricostruita, e che i migranti sarebbero stati obbligati a presentarsi ai centri di accoglienza per presentare il loro caso, e cercare di ottenere asilo.

In quell’occasione, il signorotto gonfio di odio e di arroganza si era anche permesso di criticare l’attività delle associazioni di volontari che hanno addirittura (sic!) aiutato i rifugiati nella costruzione di baracche provvisorie e servito loro un pasto caldo.
I provvedimenti non si sono fatti aspettare: come riferisce un’ANSA di pochissimi giorni fa, il 23 aprile, l’Assemblea Nazionale francese ha adottato – con 228 voti a favore, 139 contrari e 24 astenuti – il progetto di legge su ‘Asilo e Immigrazione’ che prevede un ulteriore giro di vite per espellere i migranti irregolari.

Esistono una serie di motivi per cui i nuovi provvedimenti francesi violano i diritti umani dei migranti:

1- La scadenza per inviare una richiesta d’asilo viene ridotta da 120 giorni a 90 giorni dall’ingresso in Francia. Questo lasso di tempo potrebbe sembrare sufficiente, se non si considera che queste persone spesso non parlano francese e non hanno alcun tipo di aiuto o di supporto legale per contattare le istituzioni e gli uffici responsabili.

2- La decisione d’ufficio sarà presa in soli 15 giorni. Due settimane – al posto dei sei mesi previsti dalla legislazione precedente – durante le quali la corte d’asilo DOVREBBE condurre un’investigazione per verificare l’eleggibilità al diritto d’asilo. Tempi cosí brevi ridurranno quest’investigazione ad un atto puramente FORMALE che impedirà di fatto di prendere in considerazione i – purtroppo frequenti – casi più complessi.

3- In caso di rifiuto, il tempo massimo per presentare domanda d’appello verrà ridotto da un mese a 15 giorni. Inoltre durante questi quindici giorni, ancora prima che il suo caso venga esaminato, il richiedente potrà essere rimpatriato forzatamente.

4- Chiunque abbia ricevuto una risposta negativa potrà essere DETENUTO fino a 90 giorni. Nessun documento impedisce la reclusione di bambini e minori.

Questo governo sta, di fatto, facendo fronte comune con i gruppi di estrema destra di Génération Identitaire che negli ultimi giorni hanno creato dei veri e propri posti di blocco contro il passaggio di migranti al confine tra Italia e Francia.
Veri e proprio presidi, con reti e fili spinati, contro l’ingresso di migranti e clandestini nel paese.

Si legge, sul sito di Génération Identitaire:

Per rispondere a queste minacce, Génération Identitaire lancia la sua nuova campagna dal titolo “Difendi l’Europa!”. La missione “Difendi l’Europa” condotta quest’estate nel Mediterraneo ha dimostrato che, insieme, gli europei possono prendere in mano il loro futuro e far sentire la propria voce.
Oggi è giunto il momento di proteggere la nostra civiltà e i nostri popoli dall’islamismo e dall’invasione migratoria. Contro la loro Unione europea, mostriamo loro che non vogliamo la cancellazione delle nostre radici, dell’apertura dei confini, dell’islamizzazione.”

Un concetto, quello di “invasione migratoria”, che lo stesso Macron ha usato più volte.
Un’espressione davvero infelice che sottolinea l’ipocrisia delle politiche dell’Eliseo e delle potenze capitaliste e imperialiste Europee in generale.

L’ingerenza della Francia nelle politiche Mediorientali, sulla scia della guerra imperialista tutta stelle e strisce, è una delle cause prime di questi flussi migratori.
La povertà generata dallo sfruttamento economico, e la precarietà ed il terrore causato dagli interventi militari della Francia in paesi come Libia, Nigeria, Niger, (persino gli ultimi bombardamenti contro la Siria di appena 10 giorni fa) sono il motivo principale per cui uomini donne e bambini si vedono obbligati ad abbandonare il proprio paese, le proprie radici, i propri affetti e la propria casa per esser trattati con un po’ di umanità e per riguadagnarsi un po’ di dignità.
GOVERNO PD-M5S? LA RIVOLUZIONE A COLPI DI TONNI

GOVERNO PD-M5S? LA RIVOLUZIONE A COLPI DI TONNI

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del COORDINAMENTO NAZIONALE Movimento Essere Sinistra – MovES

 

Dopo la “bella” e tutt’altro che inaspettata notizia di un possibile governo PD-M5s, dopo l’effetto grottesco che ci ha fatto solo l’idea di questa apertura, ci siamo imbattuti in un post che da un lato ci fa cadere le braccia, dall’altro ci fa pensare che dentro al M5s ci siano un sacco di anime belle.

È su una pagina Facebook che si chiama M5S News.

Sin dalla vostra comparsa sulla scena politica sosteniamo che sareste stati funzionali al sistema e a quanto pare, malgrado gli insulti a profusione che ci avete lanciato contro, non ci eravamo sbagliati.
Ma davanti a tanto camaleontismo e gattopardismo, davvero, siamo persino disorientati per tanta inconsistenza politica che riguarda un partito che si accinge a governare e non facciamo che chiederci se sia unicamente per ingenuità politica o perchè si pensa che gli elettori abbiano tutti l’anello al naso.

Il post inizia dicendo che Di Maio sta facendo addirittura un capolavoro. Un capolavoro, capito?
Le ragioni?
Eccole qui di seguito.

1. Ha messo al centro le cose da fare per cambiare davvero, scritte nero su bianco, alla luce del sole per il bene di tutti i cittadini partendo dagli ultimi!

Certo, soprattutto formando un governo con il partito che ha compiuto la peggiore macelleria sociale dal 1945 ad oggi contro gli ultimi.
In pratica dentro al PD, dalla sera alla mattina si sono tutti redenti, folgorati sulla via di Damasco di non si sa bene quale visione.
Ma il sospetto che dentro al M5s pensino davvero che tutta la responsabilità del disastro sia SOLO di Renzi, è più che fondato da parte nostra. Quindi, via lui, tutta vita verso la liberazione delle masse dall’oppressione.
Poi bisognerebbe magari ricordarsi che si sono piegati a libretto alla UE e al potere neoliberista, per non parlare della NATO.

 

“2. Ha stanato #Salvini dimostrando palesemente che è incapace di sottrarsi al ricatto di Berlusconi.”

Ehehehehehehhhh…anche Salvini ha stanato il M5s vista l’apertura al PD.
Viene da dire che il sistema di potere ha stravinto un’altra volta, perchè dinnanzi agli elettori non si sa quale delle due forze esca con le ossa più rotte in termini di credibilità, ma viene da dire che non sarà la Lega che tutto avfrebbe fatto, fuorchè aprire al PD.
Inoltre, a giudicare dalla reazione della base del M5s, non sembrerebbe che gli stanati siano i leghisti.
Anzi…

“3. Oggi stana il PD, o accetta di contribuire al cambiamento da socio di minoranza, facendo gli interessi dei cittadini e non delle lobby che rappresenta, o si va al voto e scompare definitivamente.”

PD e cambiamento sono due parole pericolosissime, insieme, giusto per cominciare.
Socio di minoranza, un centro di potere come il PD? Ma che film vedono i 5 stelle da immaginare una simile eventualità?
Socio di minoranza, poi, oggi che il M5s gli ridà vita?
Si va al voto? Ma figuriamoci se al PD possa interessare! Inoltre, qualcosa ci dice che neanche al M5s interessi tornare al voto.
Qui siamo alla solita nuora che parla perchè suocera intenda. La comunicazione politica si avvale di questi sistemi, CONTINUAMENTE.
Fanno simili dichiarazioni perchè il PD si terrorizzi (!) e accetti supino tutte le condizioni.
Ragazzi ma veramente credete alle cose che scrivete?

“4. Se fanno un governo tutti insieme senza M5S, per evitare di scomparire devono fare le cose che servono ai cittadini… (e a noi sta benissimo)…

Eccerto, il PD è lì apposta per fare cose che fanno il bene dei cittadini, sono nati per quello, campano di quello e non di realizzazione dei peggiori diktat europei che vogliono la totale oppressione del popolo italiano!
Ammesso che pure il M5s abbia in animo di farlo, visto che hanno giurato amore eterno e fedeltà a Macron e a tutto il neoliberismo europeo.

5. Se si va al voto #Salvini si mangia Forza Italia, noi quel che rimane del #PD e diventa più facile realizzare le cose che servono ai cittadini.

Beh, certo, è una possibilità ma con l’apertura al PD, a giudicare dalla valanga di commenti di insulti e improperi un po’ ovunque sulla rete, non andrà benissimo neanche al M5s se si torna al voto.

La verità è che di questi tatticismi ci si muore (una certa sinistra ve lo potrebbe spiegare benissimo, cari aderenti del M5s), specie quando si pensa di essere più furbi di gente che da SETTANT’ANNI (tra maestri e loro allievi dalla DC in giù) ha messo sotto scacco le forze di sinistra antisistema più tenaci.

OCCHIO CHE A PENSARE DI POTER SUONARE I PIFFERAI, SPESSO SI RESTA SUONATI e, se vi va bene, rischiate di passare dal voler aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno al finire a fare i tonni nella rete dei neoliberisti.
Ve lo sta dicendo la vostra base la quale, alla peggio, vi farà fare la fine dei tonni.

Questo è uno dei tanti commenti nel sacro blog di Grillo:

 

“Eravamo critici e contrari verso un Europa totalmente priva di democrazia a trazione tedesca.
Ora siamo europeisti.
Eravamo critici verso un atlantismo che ha seminato guerre in Afghanistan, Iraq, Libia, corno d”Africa….mi fermo per non tediare.
Ora siamo acriticamente atlantisti e pro Nato.
Individuavamo chiaramente in FI e Pd dei nemici del popolo.
Ricordate Etruria e MPS?
Oggi cerchiamo convergenze col Pd che è poi l’altra faccia del Nazareno.
Ora siamo I S T I T U Z I O N A L I, come piace all’Europa, al sistema bancario.
S T A B I L I T A’ come vuole Napolitano.
Caro Luigi con la tua bella giacchetta blu hai fatto l’ ennesima “rivoluzione colorata” che serviva a chi ci rende schiavi.
Sei un piccolo Tsipras.
Vomito!”

Un governo con il PD legittimato da una forza politica come il M5s, è quanto di meglio voglia la Commissione Europea e tutto il sistema globalista finanziario.
La realtà è un po’ diversa: IL PD È SERVO DELLA TROIKA e se forma un governo col M5s è solo per avere il controllo da vicino dei propri criminali interessi.

Svegliaaaa!!!11!!1!!!!!!

 

M5S EUROPA E LA DICHIARAZIONE (d’amore) A MACRON

M5S EUROPA E LA DICHIARAZIONE (d’amore) A MACRON

 m5s-ue
di Marta CONTINI – MovES
Oh, anche volendo aspettare a pronunciarsi, anche volendo stare buoni buoni che fa già caldo, niente da fare, il M5s proprio non ce lo permette.
L’ultima è l’appassionata dichiarazione a Macron, dopo il suo intervento alla plenaria di Strasburgo, che il partito a 5 stelle gli ha appena fatto.
Mia nonna la definirebbe…‘Na lisciata di pelo che nun ce se crede! ‘Na cosa che si resta ALLIBITI, signora mia!
Ma mica basta. No no! Il 5 stelle europeo addirittura vagheggia la rottura dell’asse franco-tedesco.
E lo dice a Macron? Proprio a quel Macron che in occasione della sua visita in Italia per gli accordi sul Trattato del Quirinale, ci ha bellamente ricordato che è sull’asse franco-tedesco che è nata l’Unione Europea e solo su quell’asse può svilupparsi?
Ohibò, “che confusione, sarà perchè ti amano” caro Macron?
Il M5s come Gentiloni e il suo PD, proprio uguale uguale che insegue la chimera di un asse franco-italiano, non se pò sentì!
Questo sarebbe un partito antisistema? Mah…
Hanno voglia gli amici 5 stelle che li hanno votati, a dire che ‘son solo parole‘, che ‘è presto’, che ‘bisogna lasciarli lavorare‘ (pessima locuzione, ci ricorda tanto quando i piddini lo dicevano di Renzi), che – poveri – ‘son freschi del mestiere e peccano di ingenuità’ ma davanti a dichiarazioni che, lo ricordiamo, sono ATTI POLITICI a tutti gli effetti, non si può non fare una critica nel merito di quanto qui di seguito dichiarato:
Siamo pronti a discutere nel merito le future proposte di riforma dell’Unione europea, punto per punto. Queste proposte però non devono in alcun modo limitarsi a una semplice ripulitura cosmetica di un edificio che necessita, invece, una profonda ristrutturazione.
Una ristrutturazione da incentrare sulla lotta alle diseguaglianze e all’evasione fiscale, sul pilastro sociale europeo, sulle sfide derivanti dalla globalizzazione e della robotizzazione.”
Gigi, scusa, ma sul serio i tuoi parlamentari ci credono a ‘ste fregnacce?
Una ristrutturazione della UE che vada contro le disuguaglianze?
Proprio quella UE che non fa che alzare di continuo il tiro verso l’impoverimento selvaggio dei popoli degli Stati membri?
E con chi la fa questa battaglia il M5s, Gigi, con Macron? QUEL Macron che dice di continuare a credere fermamente nel libero mercato???
La vuol fare con uno dei neoliberisti più integrati nel sistema? Con uno che pensa solo che l’Italia è perfetta giusto per fare lo zerbino della Francia?
Sicuro che i tuoi stiano tutti bene, Gigi?
E, lo sai, vero, che per RIFORMARE la UE, ci vuole L’ACCORDO DI TUTTI GLI STATI MEMBRI?
In quale secolo, caro Gigi e cari parlamentari europei del M5s, potrebbe avvenire tutto questo riformare la UE?
Certo che raccontare frottole ai propri elettori prima ancora di essere al governo, non è proprio bellissimo, eh?

Caro Luigi Di Maio, va bene che sei il candidato Presidente del Consiglio per il M5s nonchè depositario della verità assoluta, ma non è che siamo proprio tutti nati ieri e lo sappiamo che l’anno prossimo il M5s avrà il problema del gruppo in cui entrare al Parlamento Europeo, viste le elezioni europee del 2019….

Però dai, non esagerate che, a fare i Pinocchi, poi si finisce nella pancia della balena e in politica ci vuole giusto un attimo.
Oltre tutto, il nostro, non è nemmeno più il paese dei balocchi.
Non ci credete? Chiedetelo a Mangiafuoco Juncker e vedrete cosa vi risponde…

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