BASTA UNA SCINTILLA…

BASTA UNA SCINTILLA…

 

 

del Movimento NO TAP

 

E’ proprio il caso di dirlo: basta una scintilla per innescare un’esplosione. Lo dicono i nostri tecnici quando parlano della pericolosità del PRT, delle sue emissioni e del rispetto della Direttiva Seveso nella costruzione della centrale di depressurizzazione. Una pericolosità che in questi giorni è divenuta oggetto di una nuova indagine da parte della Procura di Lecce.

Ma oggi vogliamo utilizzare questa frase in senso figurato: la scintilla si è accesa, è stato l’innesco per l’esplosione di un caso tenuto nascosto per molto tempo, la goccia che ha fatto traboccare un vaso colmo di menzogne.

E’ di questa mattina (giovedì, ndr) la notizia che una SECONDA INCHIESTA NEI CONFRONTI DI TAP è stata aperta da parte della Procura della Repubblica di Lecce.
Gli accertamenti, coordinati dalla PM Paola Guglielmi, riguardano le modalità con cui sono stati effettuati alcuni sondaggi nella marina di San Foca, subito dopo l’estate.

In alcuni esposti, presentati alla magistratura, è stata ipotizzata la possibilità che siano stati effettuati carotaggi fuori dai tempi e dalle modalità previste dalle autorizzazioni e che alcuni piezometri (apparecchi di misurazione), utilizzati nelle campagne, non fossero regolari.
Le indagini sono state affidate al NOE dei carabinieri, che sono al lavoro per capire se i sondaggi effettuati da Tap fossero in regola o meno.

Noi le denunciamo da sempre queste cose, questo modo poco chiaro di operare da parte di Tap. Forse ora qualcuno inizia a rendersi conto delle ombre che sono presenti dietro all’intero progetto.
Denunciammo un inizio lavori fasullo il 15 maggio 2016, in un non cantiere allestito appositamente.
Il NOE ci diede ragione, ma con qualche piccolo “favore” ministeriale tutto venne messo a tacere.

Abbiamo denunciato l’impossibilità di spezzettare l’opera in più tronconi, pratica messa in atto solo per eludere alcune normative sulla SICUREZZA delle popolazioni e dei territori, ed oggi è in piedi un’indagine sull’applicazione della normativa Seveso.
Abbiamo denunciato carotaggi non compatibili e rilevamenti atmosferici fasulli, e l’apertura di una nuova inchiesta ci fa sperare che, forse, qualcosa inizia a muoversi anche nelle stanze della magistratura.

La speranza e l’informazione sono le nostre armi.
Queste indagini non ci faranno mai sentire appagati, sono solo delle piccole fiammelle che seguiremo attentamente mentre proseguiamo la nostra lotta per le strade, tra la gente. Un’indagine aperta non è nulla in confronto alla voglia di lottare di un’intera popolazione.

La scintilla si è accesa da tempo, quella scintilla che farà esplodere le menzogne di una multinazionale devastatrice che si alimenta di interessi imposti da una politica locale e nazionale succube delle logiche lobbistiche.

 

 

MOSCOVICI E LA DITTATURA NEOLIBERISTA EUROPEA

MOSCOVICI E LA DITTATURA NEOLIBERISTA EUROPEA

 

 

di Dario BIANZANI – Coordinatore Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

 

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Pierre Moscovici, il commissario europeo all’economia si fa notare sempre quando c’è da imporre le scelte del super governo dittatoriale europeo, o meglio del consiglio di amministrazione della multinazionale UE, a qualche paese che non svolge proprio alla precisione i famosi compiti a casa.
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Così, per svariate ragioni, un discreto numero dei 27 paesi dell’Unione vengono segnalati dall’amministratore delegato della multinazionale UE come aziende in crisi che potrebbero diventare, come già la Grecia, dei rami secchi.
Così, il nostro paese – al pari di Austria e della stessa Germania – vengono richiamati per il pericolo instabilità politica che potrebbe mettere a rischio l’economia.
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Perciò, cari connazionali, siete avvisati, se non volete rischiare subito il commissariamento della Troika ma rimandarlo magari di qualche mese, dovete votare bene, ovvero come dice Moscovici.
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Ma non finisce qui, da buon padrone dei tempi nostri, il buon Moscovici, presentandosi in audizione alla commissione esteri dell’Assemblea Nazionale Francese – segnala in un post su Facebook Jean-Luc Mélenchon leader di France Insoumise – dichiara che se anche un paese europeo dovesse bocciare il CETA l’accordo commerciale tra Europa e Canada, lo stesso continuerebbe ad essere applicato come avviene tuttora nella sua modalità “provvisoria” in vigore dallo scorso settembre.
“Questa affermazione di totale violenza politica dimostra quanto il liberalismo economico sia sempre meno libertà, possibilità di decisione per il popolo e sempre più autoritarismo” prosegue Mélanchon che ribadisce la volontà del suo partito di indire un referendum sul CETA.
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Questa Europa è un vero incubo orwelliano, di cui Moscovici è solo una delle tante parti oscure.
Prepariamoci a resistere e a convincerci, cari italiani, che l’unico modo per continuare a vivere dignitosamente e in libertà è tornare ad autogestire il nostro paese.
Uscire dall’euro e dalla UE, sembra difficile ma è l’unica soluzione!

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