SICILIA BANCO DI PROVA O TERRENO PER VECCHI SALTIMBANCHI?

SICILIA BANCO DI PROVA O TERRENO PER VECCHI SALTIMBANCHI?

 

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile MovES

 

Le elezioni in Sicilia sono state ritenute da tanti come il banco di prova di quanto avverrà con le politiche del 2018.

A mio avviso è un po’ insensata come visione perchè come sempre accade, su base locale l’elettorato fa sempre valutazioni diverse e ancora una volta crede ad una certa propaganda tipica del CENTROsinistra: il nome nuovo come taumaturgo contro tutto il male del mondo.

Di fatto invece non sarà così, ancora una volta non basterà neanche quello.
Se è pur vero che la Sicilia è una regione a statuto speciale, resta che comunque è sottoposta alle leggi dello Stato, quindi trattati europei compresi e per quanta libertà in più possa avere, alla riprova chiunque governerà dovrà comunque fare i conti con la UE e il suo diktat neoliberista.

L’operazione quindi è SEMPRE LA STESSA: una certa coalizione – comunque in continuità con le vecchie politiche – partorisce un nome spendibile sapendo che l’elettorato ormai alla disperazione vi si aggrapperà con tutte le sue speranze.

L’illusione pertanto continua.
Si continua a dimenticare che la sinistra si ricostruisce SOLO con l’azione e il tornare se stessa strada per strada, casa per casa, azienda per azienda, ma imbibita com’è la base di una certa area che si definisce di sinistra, di politiche liberiste ventennali di liberoscambismo politico, pensa davvero che basti quello che appare come un buon nome in una lista elettorale et voilà, i giochi sono fatti.

Per questo tantissimi sono convinti che proprio Fava, candidato espresso da MDP, potrà fare la differenza per la regione sia per sconfiggere il PD sia per cambiare lo stato di fatto.

Se in minima parte è vero che le politiche locali si diversificano da quelle nazionali, per la restante parte sono sempre le decisioni prese dai vertici di un partito a fare la differenza ANCHE nel locale.

Il che sta a significare che se MDP aprirà un altro po’ al PD (vedere anche le dichiarazioni di Rossi sulle grandi opere) anche l’indomito Fava (scusate l’ironia ma a leggere e sentire tanti pareri, alla fine viene benevolmente spontanea) si normerà come tutti.

O crediamo davvero che D’Alema abbia voluto candidare a caso, Fava in Sicilia, se sapesse di non poterlo “governare”?

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I 2400 PINI DI ROMA E LE PIGNE IN TESTA DELLA GIUNTA RAGGI

I 2400 PINI DI ROMA E LE PIGNE IN TESTA DELLA GIUNTA RAGGI

foto di Antimo Palumbo

 

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile del Movimento Essere Sinistra – MovES

La Giunta Raggi ha ufficialmente comunicato che saranno ABBATTUTI 2400 Pini e altri alberi adulti, molti anche secolari.
Vecchi secondo la giunta e i “tecnici”, quindi pericolosi per definizione e “beata” l’ignoranza…
I Pini celebrati da Ottorino Respighi e da tutto il mondo.

DUEMILAQUATTROCENTO Pini e alberature di prima grandezza che ci hanno messo mezzo secolo e più a diventare quello che vediamo.
DUEMILAQUATTROCENTO polmoni che scompariranno come lacrime nella pioggia.

Le nostre lacrime, le mie anche se non risiedo a Roma perchè il problema a conti fatti, È di tutti.

La motivazione? NON È DATO SAPERSI.

Si sa, gli alberi possono essere anche un rischio.
Indubbio, ma solo se NON FAI MANUTENZIONE, se non fai valutazioni di STABILITÀ albero per albero, che son costi, eh?

Certo, con il patto di stabilità un partito che si è definito da sempre antisistema come il M5s, mica poteva rompere un simile patto inventato ad arte dalla UE per ingrassare il sistema bancario e finanziario e che dei cittadini, dell’ambiente, se ne infischia altamente, no?

Inoltre che dire dei Pini sani dell’Eur che verranno tagliati per la pista di Formula E?
Abbattimenti indiscriminati dei Pini, dunque, per non si sa bene quali ragioni e per la follia di UNA sola gara annuale in nome del profitto.

Però, però, ci dice che abbatteranno Pini adulti ma che ne piantumeranno 12.000.
Grandioso, vero?

NO, per niente.

NO, perchè quelli che pianteranno saranno di 80cm. l’uno.
OTTANTA CENTIMETRI, non so se rendo l’idea: perdiamo una massa fogliare IMMANE data dalle chiome dei Pini adulti (minimo 50 anni per formarsi così) che restituisce ossigeno in quantità enormi e trattiene polveri sottili e ogni genere di schifezza può entrare nei nostri alberi respiratori, in cambio di alberelli da meno di 1 metro.

NO, perchè questa estate la giunta ha lasciato morire di sete migliaia di essenze vegetali: alberi storici, grandi arbusti e chi più ne ha più ne metta.
NO, perchè questa è SOLO UN’OPERAZIONE PIGLIAVOTI.

Fanno credere alla popolazione romana (si vota ad Ostia domani e per la regione molto presto) e a quella italiana (ricordiamoci le politiche 2018) di avere a cuore la salute dei cittadini eliminando il rischio di schianti (ci dovrebbero dire quanti ne cadono ogni anno al punto di doverne abbattere 2400) e fanno credere che in sostituzione ne metteranno più del quadruplo.

Destinati però a morte certa, come ad esempio gli Ulivi piantati dentro grandi vasi fuori dall’ingresso principale della Stazione Termini, che da mesi e mesi sono solo cadaveri eccellenti.

Quanto affermo è tutto documentato, oltre che visibile.
Basta chiedere informazioni ad Antimo Palumbostorico degli alberi – e basta leggere nel suo gruppo Green City Roma dove vi consiglio caldamente di iscrivervi sia per monitorare la questione sia per dare supporto e visibilità ai problemi, GRAVISSIMI, del verde urbano di Roma ANCHE in previsione di quello che può aspettare noi tutti con un governo nazionale a 5 stelle.

Ma giusto se i Pini e tutti gli altri alberi insieme alla vostra salute vi stanno a cuore, cari romani e NON SOLO.
Come ho detto il M5s si appresta a governare il nostro paese e se le logiche sono queste, possiamo già cominciare ad andare in apnea respiratoria.

Facciamolo sapere, dunque, diffondiamo queste notizie.
Soprattutto RICORDIAMOCENE ai seggi.

È un dovere quello che abbiamo.
Verso gli alberi che tanto ci danno e verso la nostra SALUTE.

MARIA ELENA BOSCHI SI DIMETTE E…

MARIA ELENA BOSCHI SI DIMETTE E…

 

di Carlo BOLOGNINI

Maria Elena Boschi si è dimessa.
Se ne è andata la mattina del 2 novembre sbattendo la porta:
Questo partito ha virato a destra e non è più compatibile con i miei ideali di solidarietà e uguaglianza”.

Nel pomeriggio, l’ormai ex dirigente democratica, ha spiegato ai suoi fedelissimi che la sola speranza di sottrarre il Paese allo strapotere dell’economia consiste nel ritorno ad una politica “dal basso”, che dia finalmente voce ai cittadini e attui il dettato costituzionale.
Non rinnego niente di ciò che ho fatto, le storie politiche di ciascuno di noi non si cristallizzano, ma si evolvono, purchè – aggiunge con aria pensosa – con umiltà e coerenza”.

Intervistato da un giornalista freelance, Miguel Gotor, a nome dell’intera Sinistra, ha dichiarato: “Maria Elena è una straordinaria risorsa della Sinistra, con lei è davvero credibile la nostra proposta alternativa al PD”.

Rilancia Vendola dalle pagine di Repubblica:
Boschi possibile leader della nuova formazione a sinistra del PD

Ma è in serata che arriva il vero colpo di scena.
RENZI: “Lascio il PD”.
Ho sempre osteggiato il leaderismo cialtrone e vicino ai poteri forti. Ora la burocrazia mi impedisce di perseguire il mio programma a favore dei lavoratori e della piena attuazione della Costituzione”.
E ancora: “Occorre una politica partecipata e attiva che legittimi dal basso i suoi leader: tutt’altro che il Rosatellum fatto approvare da Gentiloni a colpi di fiducia.

La Sinistra esulta.
Renzi è il nostro candidato ideale alla Presidenza del Consiglio”- ha dichiarato D’Alema e, in una riunione privata, ha spiegato ai suoi: “Dice cose semplici e comprensibili, la sua svolta è l’unica vera novità del panorama politico italiano”.

Raggiunto al telefono, Nicola Fratoianni, visibilmente imbarazzato, taglia corto:
D’Alema è una mente fine e va interpretato”.

 

fonte: testo pubblicato dentro al gruppo aperto “Sinistra Italiana L’ALTERNATIVA” che abbiamo voluto proporvi  perchè con poche battute fa una sintesi precisissima della realtà e la chiusa è persino meglio dei titoli di Lercio pur amaramente non essendo Lercio ma la realtà di fatto.

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