NUOVE ARMI: I ROBOT PROGRAMMATI PER UCCIDERE

NUOVE ARMI: I ROBOT PROGRAMMATI PER UCCIDERE

di Nia GUAITA

Nuove armi: i robot programmati per uccidere. La scorsa settimana, più di 100 esperti di tecnologia hanno scritto una lettera aperta alle Nazioni Unite, chiedendo di vietare le armi capaci di uccidere in modo autonomo.

Tra i 116 firmatari ci sono:
Mustafa Suleyman, cofondatore e capo di AI (Intelligenza Artificiale) applicata presso il DeepMind Technologies di Google (UK);
Elon Musk, fondatore di Space X e OpenAI (USA);
Toby Walsh, scienziato e docente di intelligenza artificiale presso l’Università del Nuovo Galles del Sud (Australia);
Esben Ostergaard, fondatore e CTO di Universal Robotics (Danimarca);
Yoshua Bengio, fondatore dell’AI (Canada);
Jerome Monceaux, fondatore di Aldebaran Robotics, creatori di robot Nao e Pepper (Svizzera).

Nella lettera scrivono:

“Le armi autonome letali minacciano di rivoluzionare la guerra. Una volta sviluppate, consentiranno ai conflitti armati di essere combattuti su una scala più ampia che mai e più veloce di quanto l’uomo possa comprendere…….
Queste possono diventare armi del terrore, le armi che i despoti e i terroristi potranno utilizzare contro popolazioni innocenti…… Una volta aperto questo vaso di Pandora, sarà difficile chiuderlo”.

La lettera è stata presentata da Toby Walch, all’apertura della Conferenza Internazionale sull’Intelligenza Artificiale a Melbourne ed è la prima volta che gli esperti di intelligenza artificiale e le aziende di robotica hanno preso una posizione comune su questo tema.

Nel dicembre del 2016, le Nazioni Unite hanno votato per iniziare colloqui formali sul futuro di queste armi. Finora, solo 19 dei 123 Stati membri hanno votato per un divieto totale.

 

JOBS ACT, MALAFEDE E INCOMPETENZA

JOBS ACT, MALAFEDE E INCOMPETENZA

di Giorgio CREMASCHI

IL GOVERNO PREPARA ALTRI INCENTIVI PER ASSUMERE I PIÙ GIOVANI MA VUOLE EVITARE CHE LO SIANO AL POSTO DI ALTRI LICENZIATI.
JOBS ACT, MALAFEDE E INCOMPETENZA.

Il ministro Poletti l’aveva detto nella sede ufficiale del palazzo, il meeting di CL: con i nuovi incentivi per assumere i giovani metteremo anche misure contro i furbetti del licenziamento.
Cioè verso coloro che licenziano un lavoratore che costa di più per assumerne uno che costa meno , anche grazie ai soldi dello stato.

Con questa affermazione il ministro del lavoro ha ammesso tutta la malafede del Jobsact, che non ha creato nuova occupazione ma soprattutto ha sostituito o trasformato quella esistente.

Ora che son finiti i tanti miliardi spesi per quelle assunzioni, senza alcun cambiamento reale nei livelli di disoccupazione, il governo ci riprova.
Ora però tutti i nuovi assunti con il Jobs Act non hanno la tutela dell’articolo 18, possono cioè essere licenziati in qualsiasi momento e magari sostituiti con altri più convenienti.

Tutti i dati statistici già segnalano una valanga di nuovi licenziamenti, soprattutto motivati da “ragioni economiche”.

Il governo tutto questo lo sa benissimo, questa infamia l’ha fatta lui, e allora vanta che questa volta ci sarà un clausola per impedire questo sporco gioco sulla pelle dei lavoratori, finanziato dalle casse dello stato.

Che misura mettono allora? Che chi licenzia dovrà aspettare sei mesi prima di assumere.
Una misura ridicola che le aziende possono aggirare in cento modi, come hanno sempre fatto, visto che è già in vigore da tempo e non è mai servita a nulla.

La domanda è: sono solo in malafede o sono anche cialtronescamente incompetenti?

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