HA DIFESO CL, SI E’ VENDUTO AL NEOLIBERISMO, E ORA COSA FA? CORRE ALL’APPELLO PER L’UNITA’ DELLA SINISTRA

HA DIFESO CL, SI E’ VENDUTO AL NEOLIBERISMO, E ORA COSA FA? CORRE ALL’APPELLO PER L’UNITA’ DELLA SINISTRA

Bertinotti-Carron

di Ivana FABRIS

Non c’è occasione più ghiotta per i morti viventi di uscire dalle cripte, come l’apparire all’orizzonte di un nuovo schieramento politico che si dichiara di sinistra.

Così, anche Bertinotti, oggi lascia saio e rosario e ci dispensa le sue giaculatorie su cosa serva alla sinistra, dicendo pure (!) che “invocare il centrosinistra è un suicidio e che serve una rottura radicale”.

E lui di rotture se ne intende.

Uguale per i suicidi. Come ci ha suicidati lui, forse solo Occhetto.

Ma pure di ciò che è radicale, è davvero un esperto.
Infatti radical-chic come lui, pochi altri.

Bertinotti, riposa. E prega.

Prega che non ti si chieda mai di rispondere davanti al popolo delle tue responsabilità storiche e della tua compiacenza col sistema e del tuo asservimento al neoliberalismo.

EHILA’ BEPPE. VOLEVO DIRTI UNA COSA

EHILA’ BEPPE. VOLEVO DIRTI UNA COSA

Grillo cervello

di Massimo RIBAUDO

Beppe, Beppe Grillo, scusa.

Volevo dirti che quando hai affermato che “bisogna cambiare il cervello agli italiani”, facendo il gesto di staccargli la testa dal collo, hai dimostrato che sei di destra.

Credi che con la violenza (che nasce dalla paura, e tu hai paura del futuro) si ottenga tutto.

No. Se vuoi cambiare, con lentezza, i cervelli, gli devi far vedere un mondo diverso.

Ma non su internet.

Per le strade, le case, le piazze. Nella vita reale.

Una volta spiegato il mondo, si tratta di cambiarlo.

L’ha detto Carlo Marx, mi sembra.

MovES: LA PIANTINA E’ NATA

MovES: LA PIANTINA E’ NATA

Mani che temgono pianta

di Bruno DELL’ORTO

Era l’8 Marzo, poco più di tre mesi fa.
Da allora quanta strada!

Molta in salita, certo, ma si procede, si avanza, adagio ma con forza e determinazione.

Avanti e coraggio!
HLVS

In questi ultimi decenni avevamo quasi perduto il coraggio.

Poi adagio, uno alla volta, ci siamo avvistati in lontananza,
ci siamo avvicinati l’uno all’altro,
studiati con tutta la cautela dovuta ad innumerevoli precedenti disillusioni…

Ed abbiamo finalmente riconosciuto una tensione ideale sincera, l’abbiamo vista chiaramente, in noi e fuori di noi, come specchiandoci negli occhi degli altri.

E allora siamo partiti, credendo fortemente in questa esperienza, nella possibilità di cambiare, lasciandoci permeare dal coraggio e dall’entusiasmo dei compagni di viaggio che si sono messi in cammino, qui, al nostro fianco.

Il terreno che ci pareva arso e sterile attendeva solo di essere dissodato. È bastato piantare quel seme che da tanto attendeva, che pazientemente ha portato in sé, come racchiuso in uno scrigno, quel messaggio di giustizia, etica e uguaglianza che al di fuori pareva disperso.

Quel messaggio, passato attraverso decenni di egoismo e lotta per la sopravvivenza in sintonia col più feroce darwinismo sociale, non si è mai lasciato modificare geneticamente dal pensiero unico, dall’accettazione dell’idea dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, dalla logica perversa del profitto.

La piantina ora è nata, piccola e fragile, ma già in possesso di tutta la carica vitale per diventare un albero grande e forte, che offrirà riparo ed ombra ai viandanti più deboli, a quelli che da soli non ce la fanno, e che diventano, diventiamo ed ancor più diventeremmo, in sua assenza, ogni giorno più numerosi.

Un augurio al MovES quindi, a noi, a tutti i cittadini liberi che vorranno avvicinarsi e magari partecipare.

Cambiare è possibile, basta crederci…

LE DOMANDE FONDAMENTALI PER CHI SI DICE SINISTRA

LE DOMANDE FONDAMENTALI PER CHI SI DICE SINISTRA

infrastrutture

di Giovanni NUSCIS

Prima domanda: è meglio che le infrastrutture (ad esempio, gli 8454 km di strade che ci sono in Sardegna) e i servizi (ad esempio quello sanitario) siano assicurati a costo mille da imprese private, attraverso lavoratori precari e sfruttati, oppure da enti pubblici a costo 100, attraverso lavoratori con contratto a tempo indeterminato?

Seconda domanda: è meglio che tra la deliberazione e il completamento di un’opera pubblica (ad esempio, la creazione di un centro intermodale) passino anni – facendo schiantare di lavoro (oltre che di pressioni esterne per l’aggiudicazione dei lavori) gli uffici amministrativi di regioni e comuni, appresso a lunghe e complesse procedure – oppure che passi appena il tempo necessario ad elaborare il progetto e ad eseguire l’opera?

Terza domanda: le tasse e le imposte pagate dai cittadini devono servire a garantire la tutela dei diritti della generalità dei cittadini o ad arricchire pochi privilegiati?

Il sistema degli appalti e la privatizzazione ed esternalizzazione dei servizi pubblici (ad es. l’assistenza informatica negli uffici pubblici) segnano la differenza tra l’orientamento politico di sinistra e quello della destra o del centrosinistra prodiano, d’alemiano e renziano.

Possiamo perdonare tutto, ma non la melma liberista che tali governi hanno prodotto e in cui sta ora affondando il Paese, e dove rischieranno di impantanarsi i futuri governi (si spera di sinistra), impedendogli o condizionandone fortemente ogni azione di cambiamento. Come un campo minato, bisognerà perciò provvedere d’urgenza ad una bonifica ordinamentale, se non si vorrà cadere prima ancora di cominciare.

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