Scuola pubblica, I love you

Scuola pubblica, I love you

L'istruzione non è una merce

di Pietro MASSARI

Esausto per aver discusso una tesi nove mesi dopo averla portata a termine e pronto a compilare le carte infernali con le quali mi affido, di nuovo, alla macchina della burocrazia per passare dall’altra parte della cattedra.

En passant, riflettevo sul fatto che, se ho vinto un dottorato (in un’ottima università privata) questo è avvenuto – oltre che per una dose a dir poco faraonica di culo – grazie a tutto quello che ho imparato in quasi quindici anni di scuola pubblica.

La scuola pubblica grazie alla quale, nei decenni, in questo paese, nipoti e figli di chi aveva a malapena la licenza elementare si sono diplomati e laureati; la scuola pubblica grazie alla quale si è passati dai campi e dalle catene di montaggio agli uffici, alle scrivanie, ai laboratori, alle corsie di ospedale, alle edizioni critiche e ai manoscritti.

La scuola pubblica che nessun governo ha avuto a cuore e che degenera e degenererà sempre più nell’indifferenza di tutti.

Non pretendo che questo sia il primo pensiero di ognuno e io ne parlo perché fa parte, è pur vero, del mio orizzonte primario.

E non ho nulla contro il lavoro non qualificato, che però non può essere la scelta obbligata data dal censo, e che nessuno dei nostri nonni avrebbe voluto per noi, soprattutto.

Ma la scuola pubblica, come la sanità pubblica, fa parte di quello che è stato conquistato faticosamente e che non si può permettere ci venga tolto.

Quello che va difeso con fermezza e, se necessario, con la forza.

Forse è anche nostalgia per quegli anni, ma fa sorridere vedere come in tutt’altro clima il medesimo tema fosse oggetto della satira nazionale, proprio sulle reti di quel mostro trifauce che tutti attaccavano (e che mi guardo bene dal difendere), ma il cui governo è un’unghia paragonato agli ultimi.

 

LA NOSTRA CULTURA E’ LA VOSTRA PAURA

LA NOSTRA CULTURA E’ LA VOSTRA PAURA

SGB Bologna

 

da SINDACATO GENERALE DI BASE BOLOGNA

Ciò che è accaduto la scorsa settimana nella Scuola Primaria Rodari di Poggetto (il 2 Giugno è stato appeso fuori dalla scuola uno striscione di Forza Nuova con la scritta “la vostra cultura è contronatura) è la dimostrazione di quanto la sottocultura fascista sia sempre presente fra noi e pronta a colpire.

paura

Più di quanto purtroppo siamo disposti ad ammettere, fino a quando il bersaglio non siamo noi.

È per questo che è importante non lasciare sole queste maestre e far sentire invece a quei vigliacchi quanto siano sostenute da un’ampia moltitudine di uomini liberi e donne libere.

Questa scuola sta portando avanti un bellissimo progetto di inclusione.

E si sa, la bellezza spaventa chi ne è completamente sprovvisto; chi dentro di sé ha solo le sfumature nere della propria ottusità.

Non c’è da stupirsi che temano le differenze: nella mancanza di un sano senso di integrità personale, ogni differenza diventa minaccia e per mantenere un’identità si ha bisogno di costruire barriere e confini.

Questo sono i fascisti: individui sottosviluppati portatori di una sottocultura violenta e vigliacca.

L’attacco alla scuola Rodari ha una valenza che va oltre il singolo episodio:

la controriforma che sta attraversando la nostra società, il revisionismo e il tornare a diffondersi di forme di pensiero reazionarie, inducono sempre più spesso gli insegnanti ad autocensurarsi nello svolgimento del proprio mestiere.

E quando l’autocensura non basta ecco che si scatenano i cani da guardia!

IL SINDACATO GENERALE DI BASE, COSÌ COME HA SOSTENUTO ATTIVAMENTE IL MOVIMENTO “NON UNA DI MENO”, SOSTIENE LE MAESTRE DELLA SCUOLA RODARI E SOSTIENE LA LIBERTÀ D’INSEGNAMENTO CONTRO OGNI FORMA DI AUTORITARISMO, FASCISMO, SESSISMO E RAZZISMO.

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