TANTO TUONÒ CHE PIOVVE

TANTO TUONÒ CHE PIOVVE

Mangiafuoco e Pinocchio

di Ivana FABRIS

In tutta la querelle delle presunte elezioni, personalmente continuo a sentire puzza di bruciato.

Non ne ho fatto mistero con nessuno e ho sempre sostenuto che non si voterà entro l’autunno, sempre con il beneficio d’inventario che do anche a me stessa considerato che non posseggo doti di divinazione.

A sostegno della mia idea, ho continuato a pensare che il grande Mangiafuoco Napolitano non se ne sarebbe stato zitto e buono, sapendo di dover onorare gli impegni assunti con la UE.

E, infatti, stasera casualmente mi son trovata dinnanzi all’immagine in televisione di un Mangiafuoco che sembrava il Drago di San Giorgio, per quanto sputava lingue di fuoco all’indirizzo di chi vuole votare entro ottobre, ovvero al suo Matteo Pinocchio.

Con un’esagitazione che mi ha fatto temere il colpo apoplettico in diretta televisiva, iroso e tremolante il nostro lanciava strali asserendo che “a votare si va alla scadenza naturale del mandato!” con una protervia e un’arroganza dittatoriale di chi sa di poterselo permettere.

Uno spettacolo a dir poco rivoltante quello che pupi e pupari mettono in scena a danno del paese.

Sempre più persone stanno affogando nel loro drammatico quotidiano e al governo e dintorni, non si fa che recitare usando copioni mal scritti e mal sceneggiati che non fanno che degradare questo paese e la sua classe politica, ad una delle peggiori condizioni mai viste prima nell’Italia Repubblicana.

Perciò, arrivati a questo punto, se prima avevo un dubbio sull’impraticabilità delle elezioni, con questa boutade ho la certezza.

Mia, ovviamente, e come tale vale quel che vale.

Poi, su tutto e Mangiafuoco compreso, come sempre saranno le prossime amministrative a trarre il dado.

IL SISTEMA DELL’ACCOGLIENZA IN ITALIA: UNA PRIGIONE A CIELO APERTO

IL SISTEMA DELL’ACCOGLIENZA IN ITALIA: UNA PRIGIONE A CIELO APERTO

Profughi

di Aboubakar SOUMAHORO

Lasciamo da parte i razzismi, parliamo del sistema d’accoglienza in Italia.

Cominciamo a prendere consapevolezza del fatto l’attuale sistema detto d’accoglienza corrisponde a un modello politico-economico fondato sullo sfruttamento dei profughi.

Poiché l’essere umano diventa mera merce nel sistema, la logica della massimizzazione del profitto diventa passaggio obbligato per non pochi imprenditori dell’accoglienza.

Poco importa la condizione di privazione di diritti imposta ai profughi all’interno di questi depositi, che siano grandi o piccoli. Poco importa la condizione dei lavoratori sempre più sfruttati e ricattati. Poco importa la salvaguardia della dignità umana.

Ciò che conta è fare profitto subito e ora, indipendentemente dal fatto che ci sia o meno illegalità.

Perché questo sistema è voluto ed alimentato da una volontà politica precisa che trova riscontro in un modello imprenditoriale preciso.

Poiché l’attività non è delocalizzabile diventa interesse comune mantenere lo status quo, cioè portare i profughi alla massima disperazione e i cittadini alla massima frustrazione.

Il risultato è una bomba sociale a orologeria.

Perché i profughi, i migranti che l’insieme della popolazione hanno un interesse comune, vale a dire la giustizia sociale e la liberazione da questa prigionia sociale a cielo aperto.

LA SINISTRA NEL DESERTO

LA SINISTRA NEL DESERTO

di Ivana FABRIS

Dopo averne detto per anni ogni male possibile, dopo aver nutrito una profonda avversione per i sinistri di quella che era definita Sinistra Dem, dopo aver sparso quintali di sale sulle ceneri di D’Alema onde evitare che a qualcuno potesse venire in mente di farlo resuscitare, ecco che gli stessi che lo consideravano un untore della peste che ha colpito la sinistra, oggi lo riabilitano e con lui tutta la compagine di Art.1-MDP.

Li abbiamo ascoltati per anni dire che MAI! si sarebbe potuta fare una coalizione con D’Alema e Bersani.

Eppure oggi improvvisamente Sinistra Italiana, Possibile e PRC pensano si possa sotterrare l’ascia di guerra, brandita ad ogni piè sospinto, e unirsi a chi ha votato OGNI legge infame che ha ridotto alla disperazione e alla miseria milioni di italiani.

La cosa grottesca è che lo fanno in nome della sinistra.

La cosa ancor più tragica che grottesca, è che la base gli crede perché è davvero convinta che possa tutto – in politica e soprattutto in questo passaggio storico – finire a tarallucci e vino per il bene supremo.

Mah, se questa è la sinistra che tutti vogliono, facciano pure, ma ho come l’impressione che dopo tanto aver patito la sete e il deserto, i miraggi si sprechino.

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