IL CAMBIAMENTO INIZIA DA NOI

IL CAMBIAMENTO INIZIA DA NOI

Italia

di Elena CARACOZZA

Abbandoniamo bambini in mezzo alla strada.

Travolgiamo con le auto persone fottendocene.
Uccidiamo donne perché ci hanno lasciato.
Abbiamo figli adolescenti che si sparano per liti da ragazzi.
Truffiamo la collettività rubando soldi pubblici destinati a persone in difficoltà.

Evadiamo le tasse alla grande appena possiamo.

Litighiamo per i vaccini creando quasi un caso mondiale.

Mettiamo tutta l’anima per il nostro eroe del calcio, ma non per i diritti violati, per i lavoro, per le ingiustizie commesse ai nostri connazionali.

Siamo razzisti, omofobi, sessisti.

E crediamo di essere meglio della classe politica che ci si presenta davanti?

Loro sono lo specchio nostro, sui nostri errori e sulle nostre debolezze COSTRUISCONO il consenso.

Pensiamoci popolo italiano, la nostra divisione fa comodo a tutti loro… immaginate invece la potenza di un popolo unito …che paura farebbe!

SIAMO TUTTI SGUATTERE E GIARDINIERI

SIAMO TUTTI SGUATTERE E GIARDINIERI

vanghe

di Ivana FABRIS

“Ingiusto che i congiunti dei parlamentari finiscano a fare la sguattera o il giardiniere”

L’On. Daniela Gasperini, ovviamente in quota al PD, è il deputato che ha proposto che la reversibilità dei congiunti di un parlamentare, alla sua morte, debba essere innalzato del 20%.

A fronte di un paese che va sempre più in ginocchio, che striscia sempre più per ottenere un lavoro a cui proprio il PD ha tolto ogni diritto e ogni tutela, una simile dichiarazione suona come quella delle brioches di Maria Antonietta.

UN INSULTO.

Alla suddetta hanno tagliato la testa (altri tempi) ma questi dis-onorevoli che dovrebbero rappresentare ogni italiano che li ha votati, sanno bene che non solo non verrà tagliata loro la testa ma che nessuno emetterà verbo.

Le ragioni ormai sono note: un partito che rappresenti DAVVERO la sinistra non esite più, nè dentro nè fuori al Parlamento e tutto passa in cavalleria.

Ogni abuso, ogni insulto, ogni repressione, ogni condizione che generi schiavitù, è OGGI accettata rassegnatamente prima ancora che dal popolo, dagli stessi rappresentanti di quella che si definisce sinistra, la quale tace, ingoia, fa giusto un po’ di pantomima per non perdere consensi (quei pochi) ma in sostanza NON È MAI dove dovrebbe essere visto ciò che dovrebbe rappresentare.

Ecco quindi che dinnanzi ad un simile insulto, sarà la destra ad intestarsene la reazione oppure il M5s che peraltro più che limitarsi alle grida sulla famosa casta, altro non farà.

Cosa resta, dunque?

Resta lo sbando generale di un paese che chiede GIUSTIZIA SOCIALE e ottiene continui insulti e umiliazioni.

Il problema, però, è che, al di là della vergognosa richiesta di aumento del 20% sulla reversibilità pensionistica, la suddetta Sig.ra Gasperini non ha proprio capito che una sguattera e un giardiniere, hanno una dignità e una dirittura morale che lei neanche sa cosa siano e soprattutto hanno un limite di sopportazione dato dalla fatica quotidiana di sopravvivere.

Di sicuro alla Sig.ra poco importerà, ma importa a noi perchè è certo che non ci faranno fare la fine del popolo greco, ormai quasi rassegnato a subire passivamente ogni violenza da parte del governo asservito in tutto alla Troika.

Il popolo italiano ha una storia per la quale, malgrado ogni abuso perpetrato dal sistema neoliberista incarnato da questi governi, ancora non è morto.

Non sto dicendo che questi cosiddetti onorevoli subiranno la giustizia proletaria, dico semplicemente di non tirare troppo la corda perchè prima o poi accadrà che le sguattere o i giardinieri pianteranno nel campicello della suddetta come in quello di tutta questa classe politica, le loro vanghe per sradicare queste infestanti della democrazia e con un colpo di straccio le cancelleranno dalla storia.

UN ECONOMISTA CONTRO IL MODELLO TEDESCO: FEDERICO CAFFE’

UN ECONOMISTA CONTRO IL MODELLO TEDESCO: FEDERICO CAFFE’

di Federico CAFFE’

 

Se per miracolo qualche risultato si dovesse raggiungere, ma andasse nel senso di un riavvicinamento della nostra posizione, poniamo, a quella della Germania, non è questo il destino che augurerei al mio paese.

Si tratta infatti di una situazione in cui i lavoratori, pur godendo di un certo benessere, sono in una posizione fortemente subalterna.

Non credo, in altri termini, che il risanamento della bilancia dei pagamenti e un riassetto dell’economia, senza l’introduzione di veri elementi di socialismo, sia qualcosa che vale.

…Non vorrei apparire retorico, ma tradiremmo l’ideale di costruire un mondo in cui il progresso sociale e civile non rappresenti il sottoprodotto dello sviluppo economico

TI RIDONO IN FACCIA? FALLI RIDERE, POI FALLI SMETTERE

TI RIDONO IN FACCIA? FALLI RIDERE, POI FALLI SMETTERE

di Enrico GALIANO

Quando ero all’università il mio professore di filologia dantesca mi disse, ridendo: “Lei non farà mai il professore, si trovi qualcos’altro”.

Era considerato un luminare. Mancavano solo gli inchini e i petali al suo passaggio.

Gli ho anche creduto, idiota che non sono altro. Ho fatto mille lavori anche perché per molto tempo sono stato così stupido da credergli, a quel prof.

Quando ho iniziato a scrivere, con una piccola casa editrice delle mie parti – un’esperienza e tutto quanto eh?, ma pur sempre una casa editrice dal respiro perlopiù locale – beh insomma il mio editore, quando gli feci capire che sognavo di pubblicare un romanzo con una casa editrice importante, mi rise in faccia e iniziò a sciorinarmi i nomi di un po’ di editori chiedendomi: quale, questa? O questa? Allora? Quale vuoi?

Un mesetto fa ero a un matrimonio e al tavolo in cui eravamo a un certo punto è saltato fuori che avevo appena pubblicato un libro, così un conoscente mi ha chiesto se avevo venduto qualche copia, e io candido candido (no, col cavolo: orgoglioso come pochi) gli ho risposto che non lo sapevo ma che in alcune librerie era esaurito.

Lui e la sua ragazza mi hanno riso in faccia. Come se me la fossi inventata.

Adesso faccio il prof in una scuola media: a scuola praticamente ci vivo, manca solo che ci vada col sacco a pelo, e un mese e undici giorni fa ho pubblicato un romanzo che è in classifica da un mese e undici giorni.

Troverai sempre chi ti riderà in faccia.

Anzi no: non sempre: ogni volta che proverai a raccontare il tuo sogno a voce abbastanza alta da farti sentire da qualcuno.

E più il sogno sarà grande, più grandi le risate.

E quindi la morale di questa piccola storia è solo una: falli ridere, falli ridere forte.

E poi un giorno, quando meno se lo aspettano, falli smettere di ridere.