G7: LA DIPLOMAZIA CON I MORTI SOTTO AL TAPPETO

G7: LA DIPLOMAZIA CON I MORTI SOTTO AL TAPPETO

G7 - Merkel, Trump, Gentiloni

di Antonio CAPUANO

La Diplomazia è la “Pace” dei nostri giorni?

Se il morto non si vede, allora non esiste…

Il dato davvero rilevante del G7 odierno è il seguente, gli ordini del giorno sono “Immigrazione e Terrorismo” e dalla dichiarazione congiunta emanata degli Stati membri, pur ribadendo e rivendicando l’osservanza dei cosiddetti Diritti Umani, emerge con forza la volontà politica e giuridica di riconoscere ampia discrezionalità, margine di manovra, non ingerenza e sovranità in materia ai singoli Stati.

Appare quindi ancora più palese il controsenso e finanche l’inganno che la narrazione del Diritto Internazionale, ben celata da una nomenclatura accondiscendente e da un lessico forbito, va perpetrando senza sosta negli anni 2000.

In materia economica infatti regole del gioco comuni, polso ferreo, decisioni unilaterali, sovranità, democrazia e margini di manovra nulli per gli Stati, non sono mai stati in discussione come capisaldi perché una moneta forte ha bisogno di un mercato stabile e le politiche pubbliche in tal senso sono sempre state repentine e solide.

Quando però si tratta di diritti civili, libertà violate e finanche vite umane da salvare, tutta questa coesione dei popoli e questa efficienza nonché omogeneità normativa vengono inaccettabilmente meno e scatta il “liberi tutti”.

Infatti neanche stavolta, malgrado un emergenza sempre più drammatica, si è studiato un serio e immediato piano di cooperazione in merito e la questione viene continuamente e inaccettabilmente procrastinata.

Voi siete sempre convinti che il sistema attuale punti all’unità politico/sociale e non a quella economico/ finanziaria? Io non tanto…

I morti in mare se li fanno sfuggire e li trascurano, con i debiti degli Stati invece non succede mai.

Ma dai, non bisogna essere malfidati, sarà solo un caso se enti teoricamente nati per mettere al centro la persona, si sono invece limitati a fregargli il “portafoglio” per poi relegarla ai margini.

Ancora qualche migliaio di morti e poi li vanno a riprendere, tranquilli.

A borsa chiusa però, si intende. E se non li salveremo noi, li salveranno i nostri nipoti (parafrasando un vecchio adagio).

Però le guerre le avete debellate e la diplomazia tra Governi funziona oggettivamente alla perfezione. Per gli esclusivi interessi delle oligarchie neoliberiste, naturalmente.

Evidentemente ero scemo io a credere che il vero problema delle guerre, fosse salvare i morti che esse causavano…

LO STATO DELLA PAURA

LO STATO DELLA PAURA

paura

di Ivana FABRIS

Uno Stato serio, è uno Stato che prepara e informa i suoi cittadini a livello politico e civile e quindi anche a livello sanitario.

Da qualche tempo in qua, invece, tutto viene giocato sull’ASSENZA di informazione e, per contro, ingenerando paure ingiustificate e facendo proliferare incertezze e insicurezza.

Avviene ad OGNI livello.

Non si può uscire dalla UE perché fuori da questo organismo è il diluvio, il baratro e l’apocalisse.
Non si può uscire dall’euro, perché ci condanneremmo alla miseria nera.
Non si può stare senza vaccini (DODICI) perché moriremo tutti ma specialmente i nostri bambini tra atroci tormenti.

Non si può evitare che vengano limitate pesantemente le nostre libertà individuali perché esiste il terrorismo.

Poi che a rimanere nella UE non si possano più decidere le politiche che servono a far ripartire il paese – neanche se dopo Gentiloni andasse al governo il Che in persona – NESSUNO, nel mainstream, LO DICE.

Che a rimanere nell’euro siamo condannati ad indebitarci sempre più e ad andare incontro ad un impoverimento e una predazione delle nostre ricchezze, NESSUN MEDIA LO DICHIARA.

Che gli atti terroristici siano l’ovvia conseguenza dei nostri interventi scellerati in altri paesi del mondo, NESSUN TG QUOTIDIANAMENTE CE LO RICORDA.

Che i bambini italiani siano MOLTO più a rischio per le condizioni in cui versano gli edifici scolastici, peraltro in stato di GRAVE emergenza generalizzata già una quindicina di anni fa, NESSUN MINISTRO LO SOTTOLINEA.

Non vado oltre ma l’elenco potrebbe continuare all’infinito.

Il tutto per generare confusione e caos, per portarci a vedere come cosa buona e giusta un Stato che esprime AUTORITARISMI.

Non a caso sono molte le persone che accettano di buon grado che il governo – NON il Parlamento – proprio l’esecutivo e con un decreto, che si arrivi ad imporre con la forza l’obbligatorietà di inoculare dodici vaccini in un bambino e SENZA UNA INFORMAZIONE ADEGUATA sui rischi degli effetti collaterali che, ci piaccia o no, ESISTONO e sono più di quanti crediamo.

Idem per quanto attiene allo sbando generale che si sta creando nel paese, esempio luminoso di come agisce il neoliberismo e che ingenera SEMPRE la conseguenza del ritrovarsi direttamente nelle fauci di uno Stato totalitario.

Siamo pertanto al punto in cui non solo siamo rane quasi bollite ma accettiamo volontariamente che ci bolliscano.

Ultimo esempio lampante i referendum della CGIL.

Non sono serviti a niente.

I voucher che lo stesso governo ha provveduto a rimuovere per non andare incontro ad una nuova sconfitta, adesso verranno in qualche modo reinseriti dallo stesso governo, a conferma che della volontà popolare se ne infischiano bellamente.

E dovremmo anche SMETTERE di sottovalutare il problema: quella del governo non è schizofrenia o incapacità.

È invece una PRECISA VOLONTÀ, quella che esprime questo esecutivo fantoccio al servizio delle oligarchie globaliste ed euroinomani.

È la volontà di indurci a pensare come vuole questo sistema così da accettare anche le peggiori conseguenze, riducendoci all’impotenza, dimostrandoci che NON SIAMO NIENTE e che NON ABBIAMO DIRITTO A NIENTE, che NON CAPIAMO NIENTE e quindi che abbiamo BISOGNO di un capopopolo o, peggio, di un UOMO FORTE.

Forse è il caso di cominciare a porsi le domande giuste.

Senza queste, le risposte non solo ci devieranno dalla lotta contro il vero nemico ma in più ci toglieranno anche quel frammento di ribellione ancora vivo in molti di noi.

Pensiamoci bene, prima di esprimerci, e riflettiamo sulla misura in cui il governo e il potere ci stanno manipolando.

Ne va della nostra salute futura.

Quella vera che non è determinata dai vaccini ma dal DIFENDERE LA DEMOCRAZIA e dal realizzare realmente uno Stato democratico che stia dalla parte di ognuno di noi.

LE AUTORITÀ GRECHE STANNO LANCIANDO UNA CONFISCA DI MASSA DI CASSETTE DI SICUREZZA, TITOLI E CASE

LE AUTORITÀ GRECHE STANNO LANCIANDO UNA CONFISCA DI MASSA DI CASSETTE DI SICUREZZA, TITOLI E CASE

Zero Hedge riferisce come lo stato greco, dopo avere svenato i propri cittadini per anni con l’austerità dettata “dall’Europa”, si prepara ad un giro di vite su chi ha tentato di mettere in salvo qualcosa aggirando la legge (cioè gli “evasori”). Secondo quanto riportato da Kathimerini, entro la fine dell’anno le autorità fiscali greche adotteranno sistemi informatici per identificare rapidamente e mettere le mani sui beni non dichiarati dai cittadini.

di Zero Hedge, 22 maggio 2017

La scorsa settimana il Parlamento Greco ha approvato delle nuove misure di austerità per sbloccare i fondi di salvataggio destinati alla Grecia, ma fermi a Bruxelles. Si tratta di una mossa simbolica che ha poco o nessun impatto reale sull’effettiva imposizione di ulteriore austerità. E se i greci sono stati piuttosto bravi nella prima parte (le promesse), sono stati gravemente mancanti nella seconda parte (la consegna).

Le cose potrebbero presto cambiare. Secondo Kathimerini, gli ispettori del Ministero delle finanze greco stanno per avviare una ricerca serrata dei proprietari di tutti i valori non dichiarati, e le leggi saranno riviste al fine di permettere la confisca elettronica di prodotti finanziari e del contenuto delle cassette di sicurezza. Il piano per l’identificazione dei contribuenti che hanno “dimenticato” di dichiarare le loro proprietà alle autorità fiscali dovrebbe essere predisposto entro la fine dell’anno, secondo la tabella di marcia dell’Autorità Indipendente per le Entrate Pubbliche.

Ciò che ne seguirà sarà una vera e propria confisca di massa, da parte del governo, di qualsiasi valore la cui fonte, origine e finanziamento non possano essere giustificati.

Le autorità fiscali greche a questo fine riceveranno il supporto del catasto, ed entro la fine di settembre gli ispettori fiscali dovrebbero ottenere accesso al database del catasto per vedere i dettagli di tutte le proprietà.  Qualunque contribuente che venga identificato come uno che ha omesso di dichiarare i propri beni alle autorità fiscali verrà invitato a dichiararli e pagare le relative tasse e le multe stabilite dalla legge. Se i contribuenti non dovessero farlo, i valori potranno essere “sequestrati”.

Kathimerini nota anche che l’autorità fiscale sta aspettando che il Parlamento approvi la normativa che autorizza la confisca di massa di cassette di sicurezza e attività finanziarie.

Fino ad oggi il processo di confisca era redatto “a mano” ed era perciò particolarmente lento nella localizzazione degli asset dei contribuenti che occultavano i redditi o avevano grossi debiti verso lo stato. Ora il processo sta per diventare molto più rapido: dopo che saranno state messe in atto le regolamentazioni necessarie per la riscossione dei debiti con un sistema automatico, le autorità fiscali saranno in grado di emettere avvisi di confisca online e di mettere le mani direttamente sul contenuto delle cassette di sicurezza, di confiscare denaro, pietre preziose, gioielli e altro. Saranno inoltre in grado di confiscare titoli e altri asset finanziari.

Quest’anno le autorità fiscali concentreranno i propri sforzi sulle confische, nel tentativo di ridurre l’enorme ammontare di debito scaduto che i cittadini hanno verso lo stato. È in questo contesto che l’Autorità Indipendente per le Entrate Pubbliche entro la fine del mese venderà all’asta 27 proprietà precedentemente detenute da debitori dello Stato, con l’obiettivo di raccogliere entro la fine dell’anno 2,7 miliardi di euro tramite la riscossione di vecchi debiti, e altri 690 miliardi di euro di nuovi debiti dai principali debitori.

Nei mesi a venire parleremo dei dettagli delle vendite all’asta, se dovessero emergere affari particolarmente rilevanti.

fonte:

http://vocidallestero.it/2017/05/22/zh-le-autorita-greche-stanno-lanciando-una-confisca-di-massa-di-cassette-di-sicurezza-titoli-e-case/

UNA SCUOLA NEL DONBASS

UNA SCUOLA NEL DONBASS

Donbass scuola Irmino

di Donbass Libero

I compagni spagnoli mi hanno affidato dei soldi da consegnare a qualche orfanotrofio, quindi ho iniziato a ricercarne qualcuno adatto.

Prima ne ho visto uno pubblico, ma il direttore non mi ispirava fiducia, quindi non gli ho dato nulla. Poi ne ho visitato uno gestito dai preti, ma hanno detto che per loro la priorità era fare una nuova cupola dorata sul tetto, quindi non gli ho dato nulla.
Allora ho iniziato a chiedere in giro quale fosse la situazione più critica, di modo da dare i soldi a chi ne avesse più bisogno e che li potesse usare al meglio. Me ne hanno indicato uno adatto. Si tratta di un istituto per “bambini speciali”, molti dei quali orfani.

Un portatore di handicap o con un ritardo o disaggio psichico, soprattutto se senza famiglia, in una povera regione di guerra è uno degli esseri più vulnerabili che possa esistere.

Come se non bastasse, l’istituto si trova a soli 3km dal fronte, in un paesino chiamato Irmino, nei pressi di Piervomaisk (poco a nord di Stakanov), la zona più bombardata di tutto il Donbass; infatti l’istituto è stato raggiunto dai colpi d’artiglieria ben cinque volte (fortunatamente nessuna volta centrato, ma gli edifici sono rimasti danneggiati nelle esplosioni), anche due dei bambini sono stati feriti e la quasi totalità di loro ha traumi psichici per la guerra.

Questo era il racconto che mi era stato fatto da chi conosceva la situazione. Presi contatto con la direttrice una decina di giorni fa, ma lei mi chiese d’andare a trovarli oggi. Non capivo il senso di quella richiesta, ma mi adeguai.

Oggi mentre viaggiavo verso Irmino mi preparavo mentalmente per fare una sorta di viaggio all’inferno, le premesse per trovare solo distruzione e sofferenza c’erano tutte, nella mia mente cercavo di creare un freddo distacco per resistere a quello che mi aspettavo di trovare.

Ma mai previsione fu più sbagliata!

L’istituto di Irmino è un vero gioiello, ovviamente tutto crivellato dalle esplosioni che infieriscono sugli edifici appena ristrutturati; tutto in perfetto ordine, pulito, curato… pieno d’amore. Quasi come se la guerra non esistesse.

Chiedendo alle insegnanti come fanno a convivere con i bombardamenti, mi hanno risposto con una forza e un pragmatismo devastante: quando bombardano portiamo i ragazzi nei rifugi, poi lavoriamo sul morale per fargli superare i traumi e dopo ripariamo la scuola. Tutto incredibilmente semplice e lineare, una splendida lezione.

Oggi era un giorno speciale, consegnavano i diplomi e quindi i bimbi erano tutti particolarmente felici, una scena surreale e commovente: una grande festa di elegantissimi bimbi in un bel giardino, il tutto circondato da edifici danneggiati dalle esplosioni, anche se chiaramente appena ristrutturati.

Bambini Donbass

Chiedendo alle insegnanti se ce la facessero ad andare avanti mi hanno detto assolutamente di si, finché gli edifici si potranno riparare li ripareranno, comunque da lì non se ne andranno mai perché quei bimbi non hanno avuto quasi nulla dalla vita e una delle poche cose ricevute è proprio quella scuola, niente e nessuno gliela toglierà.

Irmino scuola Donbass

Oggi ho visto del vero eroismo civile.

Alberto