PIERO CALAMANDREI, LEZIONE SULLA COSTITUZIONE

PIERO CALAMANDREI, LEZIONE SULLA COSTITUZIONE

 

del Coordinamento Nazionale MovES

Il 4 dicembre 2016, abbiamo fermato uno dei più feroci attacchi alla nostra Costituzione ma non l’abbiamo salvata del tutto.

La nostra Carta è tra le mani di chi ci ha voluti portare nei trattati europei e fintanto che saremo dentro questa trappola mortale, NON potremo MAI applicarla e onorare la democrazia italiana.

Le ragioni per uscire dalla UE sono molteplici e tutte essenziali, ma forse la più importante è proprio quella legata al rispetto della nostra amata Costituzione.

 

L’ODIO GENERA ODIO

L’ODIO GENERA ODIO

Aggiustare i nostri cuori

 

di Paola RESCIGNO

Mia figlia e mia nipote, le amiche, la adoravano [Ariana Grande] fino all’anno scorso, avevano 13 anni. Adesso sono già oltre.

Il target sono bambine, come lo so io, certo chi ha fatto questo sa bene. allora, eccoci qui, l’asticella si alza sempre un po’: adesso non muoiono “anche”, ma proprio.

Beh, certo, niente fa più male di questo, siamo umani. Siamo umani? Per arrivare a questo, siamo umani come ci ha detto la Harendt, siamo capaci di alzarci da tavola e diventare mostri. Sì, siamo questi umani, anche.

Ma non ci si arriva in un minuto a questo, no. ci vogliono anni di preparazione, fatta sempre a tavolino (il tavolo, un’invenzione complessa, parlare di certe cose seduti per terra è più difficile… ci si sente già un po’ più umili, ci avete mai pensato?) da persone che non perderanno mai la loro figlia ad un concerto di Ariana Grande, perché la invitano in villa per il compleanno direttamente, che vendono armi, morti, dividono o fondono paesi sempre a tavolino, buttano nello sconforto milioni di disgraziati che trovano sempre qualcuno che li accoglie e dà loro uno scopo per vivere, o morire.

L’odio genera odio, sempre. e se comincerete ad urlare al mostro, alle vendette… sarete perfettamente nel gioco costruito a tavolino da chi Ariana Grande la chiama a casa quando vuole, mica va ai concerti.

Se iniziate, o continuate, a dividere il mondo fra chi ha diritto e chi no, solo perché è nato o non è nato da qualche parte, siete nel gioco.

Se a scuola lasciate indietro i ragazzi in difficoltà e li date già per persi, insegnanti, non solo siete nel gioco, ma siete già un po’ più colpevoli di altri, e io questo non ve lo perdono, e sono furiosa da anni con molti di voi. Perché state alzando l’asticella, e dovreste saperlo.
E voi amministratori della cosa pubblica che sgombrate, sgombrate, invece di rendere le città luoghi più inclusivi, amichevoli, belli anche, voi, siete ancora più colpevoli, e non vi giustifico. e così via, salendo.

Siamo tutte e tutti nel gioco, ma qualcuno è cavallo, qualcuno regina, qualcuno re… noi peones siamo responsabili di mancati sorrisi, di non rispondere gentilmente a chi ti chiede aiuto, anche se non puoi, un buongiorno come va costa poco, e fa la differenza. sì che la fa.

Siamo colpevoli di mancanza di fiducia, di slanci di generosità.

Certo, chi guida il gioco non sappiamo neppure come si chiama, anche Trump è una pedina: se sai il nome, non è il capo.

Ma partiamo da noi, intanto, togliamo loro il terreno di cultura, HANNO BISOGNO DI NOI FORMICHE PER SEMINARE ODIO E GUERRA, SENZA DI NOI NON POSSONO, SIAMO INDISPENSABILI. Ma lo siamo solo se siamo tanti, tutti.

Se no, vincono sempre, e così, tua figlia va ad un concerto di Ariana Grande, avevate discusso perché si era truccata troppo, ma, si sa, a 13 anni… E si era anche vestita troppo attillata, così vi eravate salutate un po’ arrabbiate.