IL LAVORO AI TEMPI DEL MEDIOEVO

IL LAVORO AI TEMPI DEL MEDIOEVO

di Immacolata LEONE

Lo sapete com’è il ritorno al Medioevo?

Ve lo dico io.

Tu lavori a cottimo come un asino, per una cifra ridicola, consegni, nessun commento se fatto bene o male, ma solo una comunicazione: “ti paghiamo la metà ora e l’altra metà tra un pò” (non si sa quando sarebbe).

Poi viene fuori che non va, devi rifare delle cose, e siccome tu hai bisogno del resto del pattuito, le rifai, con lo stomaco che ti brucia per il nervoso, vorresti spaccare o sputare in faccia a quella persona,
ma lo rifai.

Si lo rifai, quei pochi miserabili soldi ti servono

E tu ti pieghi
e la tua dignità va a farsi fottere, cosi come i tuoi titoli di studio.

Continuano i dolori di stomaco
e puoi pure vomitare per il troppo nervoso, ti si schizzano le cervella, gli occhi si gonfiano, e tutto il resto all’improvviso diventa il nulla.

Il Medioevo ai tempi del colera.

POLITICA (e) IMMONDIZIA

POLITICA (e) IMMONDIZIA

Virginia Raggi

di Simone ZAGAROLO

Siamo ideologizzati, contro ogni ideologia.

“Né destra né sinistra, ma solo il bene dei cittadini!”

Bene! Sono frasi ad effetto che prendono per la pancia i cittadini e per la gola. Ma tutto lì, però!

Poi qualcuno, indipendentemente dai suoi reconditi fini, invade la città e la ramazza, svuota i cestini.

Se alle parole avessero dovuto seguire i fatti, si sarebbe dovuto dire:

“Grazie! Mi avete aiutato, ma soprattutto avete aiutato cittadini. La prossima volta metterò anche le macchine dell’AMA a disposizione e chiameremo tutti i cittadini a dare una mano.
Da sola e con i soldi che abbiamo non ce la facciamo!”

Questo mi sarei aspettato!

Nessuna ideologia, nessuno scontro tra fazioni ideologiche, ma pragmatismo e concretezza.

E anzi avrei rilanciato. Senza minimalismi!

Avrei lanciato un appello ai cittadini! Non generico, ma contenente tutta la verità senza veli e senza dietrologia!

La situazione è drammatica, con le casse del comune vuote non ce la facciamo. Non è solo questione di competenza ma che proprio mancano i soldi.

Allora?
Allora scendiamo in piazza per le strade prendete ramazza e scope e diamo una ripulita.
Una vera domenica ecologica questa volta.

Senza maglie colorate, ma con i vestiti che indossate per andare a lavoro o che indossate in casa.

Invece niente!

Questo si che sarebbe stato trasversale e interclassista!

Non populismo.
Una ventata di verità!

Pensate invece, che l’atteggiamento della Raggi sia compatibile con una pratica decantata come anti ideologica, post moderna e innovativa o percorriamo sempre gli stessi schemi, gli stessi modelli di sempre?

Non cambierà nulla se non si rompe, non a parole, ma nei fatti col passato. E pure col presente!

POTERI E POTENTI SONO NOTI

POTERI E POTENTI SONO NOTI

Miliardari

 

di Raffaele DELLA ROSA

Parlare di “poteri occulti” da smascherare aggiunge fascino, anche se è una bischerata.

Poteri e potenti sono noti.

Magari non a tutti, perché non tutti leggono attentamente i giornali…. ma i nomi, sia pure non strombazzati, son noti.

Sono, in primo luogo, i nomi dei componenti degli organi che dirigono le organizzazioni finanziarie internazionali.

Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Organizzazione Internazionale del Commercio e via discorrendo.

Hanno vesti pubbliche ma non sono democraticamente rappresentative, l’ideale per servire da paravento alle manovre della finanza transnazionale privata.
In primis, ovviamente, quella USA.

Noti i nomi: le decisioni e le riunioni, ovviamente un po’ meno, solo quando fa loro comodo….insomma che volete…

SE BASTASSE UN VAFFANCULO…

SE BASTASSE UN VAFFANCULO…

Beppe Grillo

di Coordinamento Nazionale MovES

QUESTO VIDEO DI ANDREA BARBATO è del 1994, eppure già allora aveva tracciato i confini di un fenomeno che si verificò qualcosa come vent’anni dopo.

Intercettare la rabbia, darle voce e poi parcheggiarla in un recinto di livorosa frustrazione e di vittimismo, non porta alcun cambiamento.

Il M5s è ancora nello stesso solco di vent’anni fa.

La rabbia è aumentata e racchiusa dentro al M5s senza divenire propellente per la ribellione.
Possiamo mandare un vaffanculo globale ma se poi non ci sono programmi e obiettivi concreti e fattivi, finisce che il nostro vaffanculo resti solo un grido rabbioso in una delle notti più buie della storia moderna di questo paese, con beneplacito del sistema.

UN ALTRO STATO E’ POSSIBILE

UN ALTRO STATO E’ POSSIBILE

Matteo Renzi - Raffaele Cantone

di Ivana FABRIS

Questo filmato è di un paio di anni fa e riascoltando oggi questi pochi minuti, non si può non provare un moto di disgusto e di rabbia insieme.

Che Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, faccia la disamina che si sente nel video, è un vero insulto ed anche l’esempio di come lavori la propaganda del governo fantoccio servo del neoliberismo in questo Paese.

Il giudice Cantone ci parla dei furbetti del cartellino, ci parla di esempi, ci dice anche del sistema burocratico dell’amministrazione dello Stato in cui il controllo è impossibile come se lui stesso non rappresentasse quel governo e quello Stato che VOLONTARIAMENTE alimentano tutto questo.

Al tempo stesso, lui che parla di esempio, non dice naturalmente che l’esempio dovrebbe partire dall’alto, che dovrebbe essere quello di uno Stato in cui rigore e rettitudine, efficienza e snellezza delle procedure, sono un dovere civile oltre che morale.

Non dice che una delle peggiori cause della corruzione NON sono i furbetti del cartellino, ma sono dell’apparato degli amministratori dello Stato, quelli con stipendi o pensioni a 5 zeri, con privilegi che dissanguano il pubblico, che determinano la vita politica del Paese, sono i famigerati boiardi.

Non dice nemmeno, ovviamente, che al governo tutto questo SERVE perché quegli amministratori fanno comodo quando si tratta di scambiarsi favori, quando si tratta di riciclare da un incarico all’altro politici che devono uscire da un certo sistema di potere, che servono per far sì che politica e amministrazione tecnocratica siano un tutt’uno.

Non dice che tutto questo serve per annientare quel poco che resta dell’idea di Stato negli italiani perché consentirà l’abbattimento della democrazia in favore di qualcosa di mostruoso in quanto tirannia vestita da tecnocrazia.

Eppure un altro Stato È POSSIBILE.

In politica NON ESISTE NULLA di irrealizzabile.

È sufficiente che esista LA VOLONTÀ POLITICA di cambiamento.

Ma perché ciò accada, deve iniziare a soffiare un vento forte di cambiamento che spazzi via una classe politica al soldo delle oligarchie e possa arrivare a governare una sinistra moderna che abbia visione e capacità di rappresentare i principi di giustizia sociale secondo il tempo che viviamo.

Non più, quindi, uno Stato assistenzialista ma uno Stato che VOGLIA e sappia, pertanto, farsi carico DI OGNI SINGOLO ITALIANO, dalla nascita alla morte e che sia uno Stato che creda nei giovani, nelle potenzialità di questo paese e del popolo italiano.

Utopia? NO.
Realtà possibile.

Dipende solo da tutti noi volerlo.