PREVENIRE E’ MEGLIO CHE VOTARE

PREVENIRE E’ MEGLIO CHE VOTARE

Landriana

( Cioè…che mi hai portato a fare alle primarie del PD se potevamo salvarci la vita?)

di Massimo RIBAUDO

E’ Primavera inoltrata, si avvicina il 1 maggio e in Italia ogni Circolo vi ri-chiama a fare il vostro dovere.
Beh, per una volta ripetete con noi: “Preferisco vivere!”

Dopo averlo ripetuto fino alla nausea almeno quanto fa il PD con le sue riforme “Ammazza Italia”, siete pronti ad uscire di casa, a guardare la bellezza intorno a voi, a godere i colori, le tradizioni, la cultura di un paese deRenzizzato e dePDdizzato!

Quindi questa domenica andate dai vostri mariti e dalle vostre mogli con inclinazioni autolesionistiche, accarezzateli e dite loro: “questa è la carezza di una persona deRenzizzata, apprezza il tocco delle mani pulite!

Ascoltate i vostri coniugi e i famigliari che agiscono per proteggervi, poi seguiteli docilmente a…

  • Godervi lo spettacolo  della XVII edizione del festival internazionale di Arte di strada “Magie al borgo“, che si svolgerà a Costa di Mezzate (in provincia di Bergamo).
  • Nella piccola Camerino (Mc), nelle Marche, colpita dal terremoto e con la voglia di rinascere, viene organizzata la manifestazione Cortili in fiore
  • In Sicilia, ad Acireale va in scena la Festa dei Fiori.
  • A Tolmezzo, in Friuli, domenica 30 aprile va in scena Tolmezzo in fiore.

Tutto il parco del Delta del Po è dedicato al birdwatching

ll Farm Cultural Park di Favara, vicino ad Agrigento, ospita dal 29 aprile al primo maggio l’Opp Festival, Energie under 18: un festival progettato e diretto da e per adolescenti, nella nuova era degli youtuber, di snapchat e di Tumblr.

Tre giorni di creatività e sperimentazione con workshop, letture, musica, cinema, fotografia, arte urbana, danza e molto altro. Se passate da Agrigento date un’occhiata a questo progetto innovativo e sorprendente: ne vale la pena.

farm cultural

Noleggiate un camper e godetevi l’Italia

Camper

E con tutto questo ben di dio, davvero volete andare a suicidarvi alle primarie del PD?

Se poi non siete sposati, non avete compagne/i, fidanzate/i che si prodighino per salvarvi la vita, se siete tristi e soli e cercate conforto nella droga delle primarie o se, invece, malauguratamente anche i vostri cari votano alle primarie PD, allora siete spacciati.

Ma se all’ultimo minuto avrete un anelito di vita e cercherete aiuto, chiamate il Soccorso Rosso del MovES a questo numero di cell.: 3278265650

LIBERTA’

LIBERTA’

Paul Eluard

di Paul ÉLUARD

Su i quaderni di scolaro
Su i miei banchi e gli alberi
Su la sabbia su la neve
Scrivo il tuo nome

Su ogni pagina che ho letto
Su ogni pagina che è bianca
Sasso sangue carta o cenere
Scrivo il tuo nome

Su le immagini dorate
Su le armi dei guerrieri
Su la corona dei re
Scrivo il tuo nome

Su la giungla ed il deserto
Su i nidi su le ginestre
Su la eco dell’infanzia
Scrivo il tuo nome

Su i miracoli notturni
Sul pan bianco dei miei giorni
Le stagioni fidanzate
Scrivo il tuo nome

Su tutti i miei lembi d’azzurro
Su lo stagno sole sfatto
E sul lago luna viva
Scrivo il tuo nome

Su le piane e l’orizzonte
Su le ali degli uccelli
E il mulino delle ombre
Scrivo il tuo nome

Su ogni alito di aurora
Su le onde su le barche
Su la montagna demente
Scrivo il tuo nome

Su la schiuma delle nuvole
Su i sudori d’uragano
Su la pioggia spessa e smorta
Scrivo il tuo nome

Su le forme scintillanti
Le campane dei colori
Su la verità fisica
Scrivo il tuo nome

Su i sentieri risvegliati
Su le strade dispiegate
Su le piazze che dilagano
Scrivo il tuo nome

Sopra il lume che s’accende
Sopra il lume che si spegne
Su le mie case raccolte
Scrivo il tuo nome

Sopra il frutto schiuso in due
Dello specchio e della stanza
Sul mio letto guscio vuoto
Scrivo il tuo nome

Sul mio cane ghiotto e tenero
Su le sue orecchie dritte
Su la sua zampa maldestra
Scrivo il tuo nome

Sul decollo della soglia
Su gli oggetti familiari
Su la santa onda del fuoco
Scrivo il tuo nome

Su ogni carne consentita
Su la fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende
Scrivo il tuo nome

Sopra i vetri di stupore
Su le labbra attente
Tanto più su del silenzio
Scrivo il tuo nome

Sopra i miei rifugi infranti
Sopra i miei fari crollati
Su le mura del mio tedio
Scrivo il tuo nome

Su l’assenza che non chiede
Su la nuda solitudine

Su i gradini della morte
Scrivo il tuo nome

Sul vigore ritornato
Sul pericolo svanito
Su l’immemore speranza
Scrivo il tuo nome

E in virtù d’una Parola
Ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti
Per chiamarti

Libertà.

TURCHIA: DONNE E REPRESSIONE

TURCHIA: DONNE E REPRESSIONE

Donne oppresse in Turchia
 

di Nia GUAITA

Si fa sempre più strada l’allarme nei confronti di una nuova campagna, che vede le donne vittime in Turchia.

Il centro svedese Stockholm Freedom (SCF), in una recente relazione del 27 aprile, conferma che il governo turco ha “sistematicamente e deliberatamente attaccato le donne, come parte di una campagna di paura e di intimidazione dopo il tentativo di colpo di Stato del 15 luglio” e documenta i sempre più numerosi casi di donne imprigionate.

“La motivazione (per questa campagna), sembra essere quella di voler incrementare il fattore di intimidazione e paura nella società”, ed ha aggiunto che le donne di ogni categoria ed età sono diventate l’obiettivo di questa particolare campagna.

In diversi casi che la SCF ha identificato, le donne sono state arrestate in ospedale immediatamente dopo aver partorito.
Molte donne sono state arrestatate mentre stavano visitando il marito imprigionato, lasciando i figli senza entrambi i genitori.

Sempre la SDF, scrive nel rapporto di donne impazzite per le torture subite e tuttora detenute.

In molti casi, il governo ha imprigionato le mogli di uomini d’affari accusati di sostenere l’opposizione a Erdogan.

Negli ultimi anni, si sta assistendo ad un aumento esponenziale della violenza contro le donne, in tante forme che, come nello Stato islamico, ha portato agli stupri etnici nei confronti delle donne Jazidi, quali strumenti di genocidio.

Conflitti legati a differenze di etnie, religione, cultura, per opprimere la popolazione civile perché colpire le donne, vuole dire fratturare l’ordine familiare e sociale.

CRONACHE DA UN 25 APRILE

CRONACHE DA UN 25 APRILE

Stele ai partigiani

di Francesco MAZZUCOTELLI

Siamo al totale stravolgimento di senso. 

Risuona la “Canzone del Piave” (che non c’entra nulla con la seconda guerra mondiale) mentre i sostenitori del PD sventolano bandiere europee, evidentemente dimenticando la frase “non passa lo straniero” riferita agli austriaci.

L’impresentabile Matteo Salvini cita la stessa frase e la stessa canzone per mettere immondamente sullo stesso piano i rifugiati e i migranti che hanno attraversato il Mediterraneo con le truppe naziste responsabili di orribili massacri e rastrellamenti.

I sostenitori del PD in tenuta “tutti BLUE” (un’idea ridicola partorita dalla mente di qualche pubblicitario ignorante) sventolano cartelli con un’orrenda canzone da discoteca degli anni Novanta e con menzione della “patriota europea” Coco Chanel (donna di note tendenze filonaziste e antisemite).

In chiusura di serata, tocca anche sentire Giorgia Meloni che surclassa Norma Rangeri, la quale bellamente dice che i poveri non hanno strumenti per capire e quindi sbagliano a votare.

In passato mi è capitato di sentirmi dare del fascista per aver portato la bandiera italiana alle manifestazioni del 25 aprile.

Ho sempre risposto istintivamente con un rotondo vaffanculo.

Per me la bandiera italiana non è né un simbolo etnico né un simbolo governativo, bensì un simbolo repubblicano, e io credo che la celebrazione del 25 aprile sia un rito repubblicano che commemora un ben preciso evento storico (non una generica idea di libertà) e allo stesso tempo è aperto a tutti coloro che si riconoscono nel percorso e negli ideali della resistenza antifascista e della costituzione repubblicana.

L’unità antifascista e il fronte repubblicano non sono una minestrina che annulla le diversità e le differenze.

La democrazia non è la negazione del conflitto politico e sociale, ma la scelta di esprimerlo e affrontarlo dentro un perimetro di campo con regole di gioco condivise.

Il 25 aprile appartiene a tutte e tutti coloro che si riconoscono nella lotta di liberazione e nella costituzione repubblicana (ed è per questo che in passato ho portato la bandiera repubblicana) e ha, o meglio dovrebbe avere, posto per tutte e tutti. 

Io, come più volte ha spiegato il presidente dell’ANPI Carlo Smuraglia, credo che non si possa a fare meno degli ebrei italiani combattenti contro il nazismo; e che poi possa esserci posto per i palestinesi, per i curdi e i sahrawi, per i kashmiri e i rohingya, per le popolazioni autoctone delle Americhe e dell’Africa e in generale per tutti i popoli e le comunità che lottano per la propria autodeterminazione e dignità.

Si può e si deve festeggiare la liberazione d’Italia senza far finta di dimenticare le altre liberazioni e resistenze, pur sapendo la complessità di conflitti passati e presenti che non possono essere ridotti in superficiali banalizzazioni e becera propaganda.

La celebrazione del 25 aprile rimane viva non solo perché viene trasmessa la memoria degli eventi storici, ma anche quando si capisce che quei valori e quelle lotte continuano a essere rilevanti anche oggi, in Italia e nel resto del mondo.

Una cosa che mi angustia e mi dispiace è la pressoché totale assenza di immigrati ai cortei del 25 aprile, non solo di quelli arrivati da poco, ma anche di coloro che abitano qui da molti anni e dei loro figli.

I nuovi italiani in Lombardia sono il 10% della popolazione, e la loro assenza è una nostra sconfitta civica e politica.

Ho trovato indegne le parole di Matteo Orfini, di Ruth Perteghello e di tutti coloro che ripetono a pappagallo la propaganda del governo Netanyahu. Molto bene hanno risposto Gad Lerner e Moni Ovadia: le nostre identità e le nostre storie non devono diventare appartenenze tribali. 

Sempre stando ancorati nel reale, le nostre radici non sono zavorre, ma ciò che ci nutre, ci protegge e ci permette di protenderci nel futuro e fiorire.

I fiori possono essere recisi o stroncati anzitempo, ma nessuno può fermare la primavera.

QUANDO L’UMANITA’ SI DISTRUGGE

QUANDO L’UMANITA’ SI DISTRUGGE

Gandhi

 L‘uomo si distrugge con la politica senza principi, col piacere senza la coscienza, con la ricchezza senza lavoro,

con la conoscenza senza carattere, con gli affari senza morale, con la scienza senza umanità, con la fede senza sacrifici 

Mahatma Gandhi

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